Bulgaria, soddisfatti i criteri per l’adozione della moneta unica
Secondo la Commissione europea, la Bulgaria ha soddisfatto i criteri di convergenza utili ai fini dell’adozione dell’Euro a partire dal 2026.
Lo scorso 4 giugno, la Commissione europea ha ritenuto la Bulgaria pronta ad adottare la moneta unica a partire dal 1° gennaio 2026. Si tratta di un passo importante per lo Stato bulgaro, poiché segna una tappa significativa nel relativo percorso all’interno del processo di integrazione europea. Dopo l’adozione dell’Euro da parte della Croazia, anche la Bulgaria si prepara a sostituire la propria valuta nazionale.
Cosa sono i criteri di convergenza?
Per adottare la moneta unica, gli Stati membri dell’Unione Europea (UE) devono adeguare le rispettive normative nazionali al diritto comunitario. Nel dettaglio, i Paesi UE devono soddisfare alcuni requisiti volti ad assicurare la convergenza economica per l’accesso nell’Eurozona. Si tratta di condizioni che sono state stabilite con il Trattato di Maastricht del 1992, al fine di preparare progressivamente gli Stati membri ad introdurre l’Euro.
Tali requisiti, noti come criteri di convergenza, rappresentano un novero di indicatori macroeconomici che si concentrano su specifici elementi. Ai sensi dell’art. 140 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE), lo Stato membro che intende adottare l’Euro deve raggiungere un alto grado di stabilità dei prezzi, garantire la sostenibilità della situazione della finanza pubblica, rispettare la stabilità del tasso di cambio, nonché dei tassi di interesse a lungo termine.

La stabilità del tasso di cambio si riferisce al rispetto dei margini normali di fluttuazione previsti dal meccanismo di cambio (ERM) del Sistema Monetario Europeo (SME) per almeno due anni, senza svalutazioni nei confronti dell’Euro. Per altro verso, la valutazione dei livelli dei tassi di interesse a lungo termine risulta essenziale per verificare la stabilità della convergenza dello Stato membro in questione.
Con riguardo proprio al rispetto dei criteri in esame, la Commissione europea e la Banca Centrale Europea (BCE) svolgono un ruolo cruciale. Tali istituzioni, infatti, informano il Consiglio dell’UE sui progressi compiuti dagli Stati membri nell’adempimento degli obblighi relativi alla realizzazione dell’Unione Economica e Monetaria (UEM).
Nel dettaglio, la Commissione europea e la BCE presentano delle relazioni che tengono conto, inoltre, di ulteriori elementi. Tra questi, l’art. 140 TFUE annovera i risultati dell’integrazione dei mercati, nonché l’esame dell’evoluzione dei costi unitari. I criteri sopra riportati sono ulteriormente specificati da un apposito Protocollo (il N. 13) allegato ai Trattati.
La Bulgaria e i criteri di convergenza
Secondo la Relazione della Commissione europea, negli ultimi mesi la Bulgaria ha soddisfatto i criteri di convergenza nominale previsti dall’art. 140 TFUE. Quanto riportato dall’esecutivo UE ha trovato una conferma nel Rapporto della BCE, che ha dichiarato la conformità della legislazione bulgara con i requisiti del Trattato e dello Statuto del Sistema Europeo di Banche Centrali (SEBC) e della BCE.
Nelle parole del Commissario per l’Economia e la produttività e per l’Attuazione e la semplificazione, Valdis Dombrovskis: «La relazione odierna rappresenta un momento storico per la Bulgaria, la zona euro e l’Unione europea. La Bulgaria ha soddisfatto tutti i criteri di convergenza [e] si avvicina sempre più al cuore dell’Europa. Il successo dell’integrazione della Bulgaria nell’area dell’euro richiederà politiche forti e costanti per rafforzare la competitività e la resilienza dell’economia bulgara».
Muovendo dai documenti sopra indicati, l’Eurogruppo e il Consiglio europeo discuteranno delle analisi ivi contenute. In seguito, il Consiglio dell’UE adotterà le decisioni definitive sull’adozione dell’Euro da parte della Bulgaria a partire dal 1° gennaio 2026, dopo che l’Europarlamento e la stessa BCE avranno espresso la loro opinione in merito.
L’Euro in Bulgaria: tra spinte europeiste e reticenze nazionaliste
Come detto in precedenza, è innegabile che l’adozione dell’Euro da parte della Bulgaria costituirebbe una tappa storica per il Paese. Esso diverrebbe il ventunesimo Stato membro dell’UEM, entrando a pieno titolo nell’Eurozona. Un traguardo non di poco conto, se si pensa che la relativa adesione all’UE risale solo al 2007, appena prima che la Crisi Finanziaria Globale e la crisi dei debiti sovrani scoppiassero.
Nel Paese, tuttavia, non mancano i venti reticenti di chi teme che l’ingresso nell’UEM possa essere di fatto una trappola per l’economia bulgara. I sostenitori di tale visione prendono le mosse da quanto accaduto in Croazia proprio successivamente all’introduzione della moneta unica. Lo Stato croato, infatti, ha sperimentato un aumento dell’inflazione che ha creato non poche preoccupazioni in capo ad una fetta di popolazione bulgara.
Coloro che sono favorevoli all’adozione dell’Euro ritengono, invece, che quanto verificatosi in Croazia non sia stato diretta conseguenza dell’ingresso della moneta unica, ma di fattori che già preesistevano nell’economia nazionale. Tali elementi, tuttavia, non dovrebbero destare sospetti, sebbene negli anni passati la Bulgaria abbia vissuto un’epoca sensibile sotto il profilo dell’inflazione.
In ogni caso, bisognerà attendere alcuni mesi dopo l’adozione dell’Euro per comprendere quale delle due previsioni si trasformerà in realtà. L’auspicio è quello espresso dalle parole della Presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ossia che la Bulgaria possa prendere «il suo giusto posto nel plasmare le decisioni al centro della zona euro».


