BCE, le decisioni del Consiglio direttivo di aprile

BCE, le decisioni del Consiglio direttivo di aprile

Prosegue il processo di allentamento del grado di restrizione della politica monetaria della BCE. Ecco le principali decisioni di aprile.


Le decisioni della BCE

Lo scorso 17 aprile il Presidente della Banca centrale europea (BCE) Christine Lagarde ha aperto la consueta conferenza stampa che segue la riunione del Consiglio direttivo dell’Istituto di Francoforte (anche la “conferenza stampa”) relativa alle ultime decisioni di politica monetaria adottate comunicando la decisione di ridurre di ulteriori 25 punti base i tre tassi di interesse di riferimento della BCE.

Ne consegue che, a decorrere dal 23 aprile scorso, il tasso di interesse sui depositi presso la Banca centrale, fattispecie che orienta la politica monetaria, si attesterà al 2,25 per cento. Di conseguenza, i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali e sulle operazioni di rifinanziamento marginale si attesteranno, rispettivamente, al 2,40 per cento e al 2,65 per cento.

Si tratta della settima riduzione dei tre tassi di interesse di riferimento da quando lo scorso giugno la BCE ha dato avvio al processo di allentamento del grado di restrizione della politica monetaria. Nel dettaglio, tale decisione segue quelle di pari magnitudo entrate in vigore in precedenza rispettivamente a decorrere dal 12 marzo 2025, dal 5 febbraio 2025, dal 18 dicembre 2024, dal 23 ottobre 2024, dal 18 settembre 2024 e dal 12 giugno 2024.

Rispetto al Programma di Acquisto di Attività (PAA) e al Programma di Acquisto per l’Emergenza Pandemica (PEPP), i rispettivi portafogli continuano a ridursi a un ritmo misurato e prevedibile, dato che l’Eurosistema non reinveste più il capitale rimborsato sui titoli in scadenza.

I dati della BCE sull’inflazione

«L’inflazione sui dodici mesi è scesa al 2,2 per cento a marzo. I prezzi dell’energia sono diminuiti dell’1,0 per cento, dopo il lieve incremento di febbraio, mentre l’inflazione dei beni alimentari è aumentata al 2,9 per cento a marzo, dal 2,7 per cento del mese precedente. L’inflazione dei beni è rimasta stabile allo 0,6 per cento. Per quanto riguarda i servizi si è ridotta nuovamente a marzo, collocandosi al 3,5 per cento, livello inferiore di mezzo punto percentuale rispetto a quello registrato alla fine dello scorso anno».

Pertanto, tenuto conto (i) della contrazione tanto dell’inflazione complessiva quanto di quella di fondo e (ii) della significativa moderazione dell’inflazione dei servizi, gli esperti ritengono che le aspettative di inflazione dovrebbero continuare ad attestarsi prevalentemente e stabilmente intorno all’obiettivo del 2 per cento a medio termine perseguito dell’istituto di Francoforte.

Tale considerazione trova conferma anche nelle stime di crescita dei prezzi al consumo fornite dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) all’interno del World Economic Outlook presentato lo scorso 22 aprile. Infatti, per l’area Euro il FMI ha stimato che l’inflazione nel prossimo biennio dovrebbe attestarsi rispettivamente al 2,1 per cento nel 2025 e all’1,9 per cento nel 2026.

La crescita economica secondo la BCE

«Le prospettive economiche sono offuscate da eccezionale incertezza. Gli esportatori dell’area dell’euro si trovano ad affrontare nuove barriere agli scambi, la cui portata resta tuttavia poco chiara. Le turbative nel commercio internazionale, le tensioni nei mercati finanziari e l’incertezza geopolitica gravano sugli investimenti delle imprese». Queste le parole della Presidente Lagarde usate nel corso della conferenza stampa sul tema della crescita economica.

“Eccezionale incertezza” e le “turbative del commercio internazionale” sono senz’altro fattispecie che hanno orientato anche il FMI nella revisione delle proprie stime in termini di crescita economica che, per tutti i paesi rientranti tra le “Advanced Economies” a eccezione della Spagna, sono state riviste al ribasso rispetto alla pubblicazione di gennaio.

(Real GDP, annual percent change)

BCE, le decisioni del Consiglio direttivo di aprile
Fonte: FMI, World Economic Outlook April 2025

L’attuale scenario geopolitico obbliga l’UE a intervenire con particolare urgenza con politiche strutturali e di bilancio atte ad aumentare la competitività, la produttività e la resilienza della propria economia.

Al riguardo un ruolo fondamentale dovrebbe assumere l’iniziativa presentata a fine gennaio dalla Commissione europea denominata “Bussola per la competitività”, che nasce dalle raccomandazioni fornite da Mario Draghi nella relazione A competitiveness strategy for Europe. Tale iniziativa si fonda su 3 pilastri:

  • colmare il divario di innovazione;
  • avere una tabella di marcia comune per la decarbonizzazione e la competitività;
  • ridurre le dipendenze eccessive e aumentare la sicurezza.

I tre pilastri sono a loro volta integrati da cinque attivatori trasversali:

  • semplificare l’accesso ai fondi dell’UE;
  • ridurre gli ostacoli al mercato unico;
  • creare un mercato dei capitali efficiente;
  • promuovere le competenze e posti di lavoro di qualità;
  • migliorare il coordinamento delle politiche a livello nazionale e dell’UE.

«L’Europa ha tutto quel che serve per vincere la corsa al vertice. Ma allo stesso tempo deve superare le sue debolezze per riconquistare competitività» ha affermato la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in sede di presentazione dell’iniziativa, aggiungendo inoltre che «ora abbiamo un piano. Abbiamo la volontà politica. Ci servono rapidità e unità. Il mondo non ci aspetterà. Tutti gli Stati membri sono d’accordo: è il momento di passare all’azione».

Altre riduzioni dei tassi in vista?

La Presidente Lagarde in chiusura del suo intervento in conferenza stampa, come di consueto, ha ribadito che l’Istituto di Francoforte continuerà a seguire un approccio guidato dai dati valutando, di volta in volta, se procedere o meno con ulteriori riduzioni. 

Tuttavia, riguardo al tema di possibili ulteriori riduzioni dei tassi, non sono passate inosservate le dichiarazioni rilasciate Alfred Kammer, Direttore del dipartimento europeo del FMI, nel corso di una intervista rilasciata all’emittente americana CNBC.

Il Direttore Kramer nel corso dell’intervista, dopo aver riconosciuto il grande successo ottenuto dalla BCE nella lotta all’inflazione e auspicando il raggiungimento in modo sostenibile dell’obiettivo di inflazione al 2 per cento nella seconda metà del 2025, ha inoltre aggiunto che «la nostra raccomandazione è che ci sia spazio per un altro taglio di 25 punti base, in estate, e poi la BCE dovrebbe mantenere il tasso di riferimento del 2 per cento a meno che non si verifichino shock importanti e ci sia la necessità di ricalibrare la politica monetaria».

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