La storia della Milano-Sanremo

La storia della Milano-Sanremo

Conosciuta come Classica di Primavera o ‘Classicissima’, la Milano-Sanremo rappresenta da oltre cento anni uno degli appuntamenti più importanti della stagione ciclistica internazionale. 


Si corre oggi la centosedicesima edizione della Milano-Sanremo, una tra le più belle ed affascinanti corse ciclistiche di un giorno. Assieme al Giro delle Fiandre, alla Parigi-Roubaix, alla Liegi-Bastogne-Liegi e al Giro di Lombardia, la Milano-Sanremo è considerata una delle ‘classiche monumento’, proprio per il prestigio e l’importanza assunta nel corso degli anni. 

Le prime edizioni 

Ideata dal giornalista Tullo Morgagni in collaborazione col direttore della Gazzetta dello sport, Eugenio Costamagna, la corsa venne disputata per la prima volta nel 1907, grazie anche alle capacità organizzative di Armando Cougnet. 

Alla partenza della prima edizione, in data 14 aprile 1907, si presentarono trentatré corridori sui sessantadue che si erano iscritti. Al termine di una giornata caratterizzata da pioggia e venti, a vincere fu il francese Lucien Petit-Breton, sotto contratto con la Bianchi, che completò i 281 chilometri del percorso a 26,206 chilometri all’ora di media. Nel 1910 un altro francese, Eugène Christophe, entrò nella leggenda, tagliando il traguardo per primo dopo una vera e propria giornata infernale, in cui la stragrande maggioranza dei corridori furono costretti a ritirarsi o a trovare rifugio nelle case lungo il percorso a causa delle condizioni atmosferiche estreme. 

Nel 1918 arrivò la prima affermazione di Costante Girardengo, che legò fortemente il suo nome a questa corsa, vincendola per ben sei volte (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928) e classificandosi per undici volte tra i primi tre. 

Passando da un campione all’altro, quindi da Girardengo a Coppi, nell’edizione del 1946 l’impresa di Fausto Coppi rimase nella memoria dei tifosi, anche grazie alle parole del telecronista di quella giornata, Nicolò Carosio. La Milano-Sanremo del 1946 era la prima corsa disputata dopo la fine della seconda guerra mondiale, con le strade poco praticabili e malmesse a causa dei bombardamenti. Sul passo del Turchino il ritmo di Coppi diventó insostenibile per tutti e con l’ingresso in Liguria, a più di 100 chilometri dal traguardo, il campione di Castellania si ritrovó già da solo, in fuga verso la sua prima vittoria nella ‘Classicissima’.

Vuole la leggenda che Coppi, giunto ad Imperia, informato del distacco cospicuo che aveva sul resto del gruppo, si fermò e scese dalla bicicletta per concedersi un caffè presso il famoso Bar Piccardo, per poi ripartire e ricominciare ad accumulare vantaggio. A Sanremo, dopo 293 km di corsa, il tempo di corsa sfora le 8 ore, con Fausto Coppi che passa trionfante sotto lo striscione d’arrivo. Nicolò Carosio, ai microfoni della radio, considerato il ritardo enorme dei primi inseguitori, pronuncerà la celebre frase: “Primo Fausto Coppi, in attesa di altri concorrenti trasmettiamo musica da ballo”. In effetti al secondo posto si piazzerà il francese Teisseire, che arriverà a quattordici minuti, quindi un gruppetto composto da una decina di corridori con un distacco di diciotto minuti da Coppi. 

 

Le statistiche

Il record di successi di Girardengo rimase imbattuto per quasi cinquant’anni, quando venne prima eguagliato e poi battuto dal belga Eddy Merckx. Il ‘Cannibale’ riuscì a conquistare la ‘Classicissima’ nel 1966, nel 1967, nel 1969, nel 1971, nel 1972, nel 1975 e nel 1976. Le sette vittorie di Merckx alla Milano-Sanremo rappresentano ancora oggi il record assoluto di affermazioni di un ciclista in un classica monumento. 

Dietro a Merckx e a Girardengo, nell’albo d’oro della corsa, figurano con quattro successi Gino Bartali (1939, 1940, 1947, 1950) e il tedesco Erik Zabel (1997, 1998, 2000, 2001), quindi con tre vittorie Fausto Coppi (1946, 1948, 1949), il belga Roger De Vlaeminck (1973, 1978, 1979) e lo spagnolo Oscar Freire (2004, 2007, 2010). A livello di nazioni, complessivamente sono 51 i successi dei corridori italiani, 23 quelli del Belgio, 14 quelli francesi e 7 quelli della Germania. 

Tra le ultime vittorie dei corridori italiani ricordiamo: Giuseppe Saronni nel 1983, Francesco Moser nel 1984, Gianni Bugno nel 1990, Claudio Chiappucci nel 1991, Maurizio Fondriest nel 1993, Giorgio Furlan nel 1994, Gabriele Colombo nel 1996, Mario Cipollini nel 2002, Paolo Bettini nel 2003, Alessandro Petacchi nel 2005, Filippo Pozzato nel 2006, quindi Vincenzo Nibali nel 2018, dopo dodici anni di vittorie straniere. 

Scorrendo l’albo d’oro recente, negli ultimi dieci anni hanno vinto: nel 2015 John Degenkolb, nel 2016 Arnaud Démare, nel 2017 Michael Kwiatkowski, nel 2018 appunto Vincenzo Nibali, nel 2019 Julian Alaphilippe, nel 2020 Wout Van Aert, nel 2021 Jasper Stuyven, nel 2022 Matej Mohoric e nel 2023 Mathieu Van Der Poel. L’anno scorso vinse il corridore belga del Team Alpecin, Jasper Philipsen, davanti all’australiano Michael Matthews e allo sloveno Tadej Pogacar. 

Il percorso

Se nelle prime edizioni della corsa il tratto di maggior difficoltà era rappresentato dal Passo del Turchino, col passare degli anni e l’avvento del ciclismo professionistico, l’ascesa del Turchino si rivelò sempre meno selettiva e comunque troppo lontana dal traguardo per essere risolutiva. Paesaggisticamente rilevante è il tratto del percorso che si snoda lungo l’Aurelia, quando i ciclisti attraversano la Riviera ligure del Ponente, superando i famosi tre capi che precedono Imperia (Capo Mele, Capo Cerve e Capo Berta). L’inserimento delle ascese del Poggio (dal 1960) e della Cipressa (dal 1982) ha certamente influenzato l’andamento della corsa, rendendola spesso avvincente e imprevedibile.

Essendo posizionate nell’ultima parte della corsa, la Cipressa e il Poggio costituiscono le principali difficoltà per i corridori e il fatto che si trovino in prossimità del traguardo ha reso spesso decisive ai fini del risultato finale le azioni intraprese su queste salite. Corsa lunga quasi 300 chilometri e disputata all’inizio della stagione, la Milano-Sanremo è spesso sfuggita ai pronostici della vigilia, con i corridori considerati favoriti beffati in molte occasioni da quelli outsiders. 

La Milano-Sanremo 2025 parte da Pavia punta a nord direzione Milano, storica partenza della corsa e raggiunge la Certosa dove si immette nel percorso tradizionale. Si toccano Casteggio e Voghera prima di una ulteriore divagazione nel territorio, raggiungendo Rivanazzano e Salice Terme, per poi rientrare nel percorso classico a Tortone e da lì seguirlo fino all’arrivo, ripercorrendo la strada che per oltre cento anni ha collegato Milano con la riviera di Ponente toccando Ovada, il Passo del del Turchino per scendere su Genova-Voltri. Si procede quindi verso ovest accanto al mare lungo la statale Aurelia attraverso Varazze, Savona e Albenga, fino a raggiungere Imperia.

A San Lorenzo al Mare, dopo la classica sequenza dei Capi (Mele, Cervo e Berta), si affrontano le due salite inserite negli ultimi decenni, ovvero la Cipressa e il Poggio di Sanremo. La Cipressa supera 5.6 km al 4.1% per immettere nella discesa molto tecnica che riporta sulla ss.1 Aurelia. A 9 km dall’arrivo inizia la salita del Poggio di Sanremo (3.7 km a meno del 4% di media con punte dell’8% nel tratto che precede lo scollinamento). La salita presenta una carreggiata leggermente ristretta e 4 tornanti nei primi 2 km. La discesa è molto impegnativa su strada asfaltata, ristretta in alcuni passaggi, con un susseguirsi di tornanti e di curve e controcurve fino all’immissione nella statale Aurelia.

L’ultima parte della discesa si svolge nell’abitato di Sanremo e gli ultimi 2 km su lunghi rettilinei delle vie cittadine. Da segnalare a 850 m dall’arrivo una curva a sinistra su rotatoria e ai 750 m dall’arrivo l’ultima curva che immette sulla retta finale di via Roma, tutto su fondo in asfalto. 

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