Costante Girardengo e la leggenda del bandito e del campione

La storia di Costante Girardengo, primo grande campione del ciclismo italiano, è legata a quella del bandito Sante Pollastri. Al loro rapporto è ispirata la canzone di Francesco De Gregori “Il bandito e il campione”. 


Il 18 marzo 1893, a Novi Ligure, nasceva Costantino Girardengo, detto Costante. Ciclista  professionista dal 1912 al 1936, per via delle numerose vittorie fu soprannominato “Campionissimo” dal direttore della Gazzetta dello Sport del tempo, Emilio Colombo. Girardengo fu protagonista del cosiddetto “ciclismo eroico”, quello caratterizzato da biciclette pesantissime con pochi rapporti, da strade ricoperte di pietre e di polvere e da corse con chilometraggio infinito. Tra le sue vittorie più importanti due Giri d’Italia  (1919 e 1923), sei Milano-Sanremo (1918, 1921, 1923, 1925, 1926 e 1928) e tre Giri di Lombardia (1919, 1921 e 1922).

Il “Campionissimo” – appellativo successivamente attribuito anche a Fausto Coppi – vinse inoltre tre volte il Giro del Piemonte, cinque volte la Milano-Torino, il Giro dell’Emilia e addirittura nove volte (record assoluto) i campionati italiani su strada (1913, 1914 e dal 1919 al 1925). Nel corso della sua lunga carriera, Girardengo vinse 131 corse su strada delle 289 disputate, ritirandosi nel maggio 1936 dopo aver partecipato all’edizione del Giro d’Italia vinta dal giovane Gino Bartali

Conclusa la carriera, divenne il primo commissario tecnico della Nazionale di ciclismo e guidò lo stesso Bartali alla conquista del Tour de France 1938. Successivamente diede il proprio nome a una fabbrica di biciclette di Alessandria, la Girardengo, il cui marchio patrocinò anche una squadra ciclistica professionistica, della quale Costante era il direttore sportivo. Girardengo morì il 9 febbraio 1978 e le sue spoglie riposano nella tomba di famiglia nel cimitero di Cassano Spinola.

La leggenda del bandito e del campione 

«Vai Girardengo, vai grande campione, nessuno ti segue su quello stradone. Vai Girardengo, non si vede più Sante, è dietro a quella curva, è sempre più distante». Questo è il ritornello della canzone Il bandito e il campione, tratta dall’omonimo album del cantautore Francesco De Gregori, pubblicato nel 1993. 

Il brano, scritto da Luigi Grechi (nome d’arte del fratello di De Gregori), è ispirato al rapporto tra Costante Girardengo e Sante Pollastri. Nati entrambi a Novi Ligure, i due erano cresciuti con la comune passione per la bicicletta, ma le loro vite presero ben presto percorsi diversi. 

Costante Girardengo infatti intraprese la carriera da ciclista professionista, ottenendo una straordinaria serie di successi, fama e prestigio. La vita di Sante Pollastri è stata invece caratterizzata da rapine, omicidi e un lungo periodo di latitanza. Vicino agli ambienti anarchici lombardi, Pollastri uccise anche diversi esponenti delle forze dell’ordine, riuscendo tuttavia a sfuggire sempre alla cattura. Rifugiatosi in Francia, venne arrestato il 10 agosto 1927, condannato all’ergastolo ed estradato in Italia. 

Probabilmente dietro alla cattura di Pollastri c’era stata una soffiata da parte di un informatore della polizia e, in base ad alcune ipotesi, fu proprio Costante Girardengo a determinare le condizioni per l’arresto del vecchio “amico” d’infanzia. Pare infatti che i due si fossero incontrati qualche giorno prima a Parigi, dove il ciclista stava partecipando a una Sei giorni, competizione su pista articolata in diverse prove. 

«Ma un bravo poliziotto, che sa fare il suo mestiere, sa che ogni uomo ha un vizio, che lo farà cadere. E ti fece cadere la tua grande passione di aspettare l’arrivo dell’amico campione. Quel traguardo volante ti vide in manette: brillavano al sole come due biciclette. Sante Pollastri, il tuo Giro è finito e già si racconta che qualcuno ha tradito» (Il bandito e il campione, Francesco De Gregori).

Il colloquio tra Pollastri e Girardengo fu anche oggetto di una testimonianza che Il Campionissimo rilasciò nel processo contro il bandito a seguito della cattura e dell’estradizione. Nel 1959, dopo aver scontato trentadue anni di carcere, Sante Pollastri venne graziato dal presidente della Repubblica, Giovanni Gronchi. Ritornato a Novi Ligure, visse gli ultimi anni della sua vita praticando l’attività di commerciante ambulante di stoffe.

Oltre alla ballata folk, scritta da Grechi e portata al successo da De Gregori, le vicende di Girardengo e Pollastri hanno ispirato la miniserie televisiva La leggenda del bandito e del campione, prodotta e trasmessa dalla Rai nel 2010 e il libro Il Campione e il bandito, scritto dal giornalista Marco Ventura per la casa editrice Il Saggiatore nel 2018.


Francesco Polizzotto

Direttore editoriale di Eco Internazionale, responsabile "Storie di Sport". Tra le mie passioni segnalo la storia, il giornalismo ed il Milan. Sono strano, sono di destra ma ho anche dei difetti.