LLM grooming: la nuova frontiera della disinformazione digitale
L’intelligenza artificiale gioca un ruolo crescente nella diffusione delle informazioni. Appare però una nuova minaccia: l’LLM grooming.
In un’epoca in cui l’intelligenza artificiale è parte integrante della nostra vita quotidiana, una nuova minaccia si sta facendo strada nel panorama digitale. Non si tratta solo di pregiudizi storici incorporati nei modelli di intelligenza artificiale (IA), ma anche di un fenomeno che potrebbe rivoluzionare la nostra comprensione della manipolazione online: l’LLM grooming, un fenomeno che sfrutta i modelli di IA per manipolare la realtà e diffondere propaganda attraverso i chatbot, mettendo a rischio la nostra capacità di discernere la verità.
Cos’è l’LLM grooming?
Per capire questo fenomeno, bisogna partire dai Large Language Models (LLM), i giganti di intelligenza artificiale che alimentano chatbot come ChatGPT. Questi modelli sono addestrati su enormi quantità di dati provenienti dal web, attingendo a testi, articoli, conversazioni e contenuti vari per apprendere il linguaggio e rispondere in modo coerente. Ma cosa succede quando i dati che alimentano questi modelli sono intenzionalmente manipolati?
L’LLM grooming è il processo di manipolazione dei dati utilizzati per addestrare i modelli di IA. In sostanza, i “cattivi attori” inondano il web con contenuti ideologicamente orientati, pieni di propaganda e falsità, per fare in modo che questi testi finiscano nel training data dei chatbot. Così facendo, la disinformazione si infiltra nei modelli, influenzando la qualità e l’affidabilità delle risposte che questi sistemi forniscono. È un attacco strategico alla verità, che sfrutta la vulnerabilità dei sistemi di IA che, per loro natura, non possono discernere la veridicità dei dati che consumano.

LLM grooming, la propaganda russa e l’influenza sui chatbot
Uno degli esempi più recenti di LLM grooming è stato analizzato da Tor Constantino su Forbes, dove viene esplorato come la propaganda russa stia venendo riprodotta dai chatbot occidentali. Le agenzie di stampa russe, come Pravda, sono gestori di un enorme numero di domini web che producono contenuti giornalistici altamente ideologizzati. Nel 2024, hanno pubblicato circa 3,6 milioni di articoli attraverso questi domini, un numero che non è sfuggito ai laboratori di IA. Questi contenuti sono stati incorporati nei dati di addestramento dei chatbot, permettendo alla propaganda russa di infiltrarsi nei sistemi di intelligenza artificiale che milioni di utenti utilizzano ogni giorno.
Il problema non si limita alla Russia, ma potrebbe estendersi a qualsiasi stato o gruppo con l’intenzione di manipolare l’opinione pubblica attraverso il controllo dei contenuti digitali. In effetti, si sta assistendo a una vera e propria guerra delle informazioni online, dove le narrative politiche vengono imposte, non solo attraverso i canali tradizionali come i media, ma anche tramite la tecnologia.
LLM grooming, il rischio per la democrazia e la verità
La manipolazione intenzionale dei dati degli LLM è un pericolo significativo per la democrazia e la società moderna. Se la disinformazione riesce a infiltrarsi in sistemi di IA largamente utilizzati, come quelli impiegati dai chatbot, l’intera società rischia di perdere la capacità di discernere la verità. I chatbot, progettati per essere utilizzati come strumenti di supporto e di informazione, potrebbero invece diventare canali privilegiati per la diffusione di narrative distorte. In un’epoca in cui la fiducia nelle istituzioni tradizionali è già fragile, la contaminazione delle risposte delle IA con contenuti manipolati può peggiorare ulteriormente il panorama della disinformazione.
Studi recenti sulla manipolazione dell’informazione e sulla propaganda, come quelli condotti dall’Oxford Internet Institute, suggeriscono che la disinformazione può avere un impatto devastante su intere popolazioni. Philipp Lepenies, ricercatore presso l’Istituto, ha sottolineato come le tecnologie emergenti stiano accelerando il ciclo di vita delle campagne di disinformazione. Un aspetto particolarmente preoccupante riguarda l’effetto amplificatore delle piattaforme automatizzate: i chatbot, che rispondono a milioni di utenti, potrebbero facilmente diffondere contenuti fuorvianti senza che nessuno se ne accorga.
La necessità di una maggiore alfabetizzazione digitale
Nonostante i rischi legati all’LLM grooming, c’è una responsabilità che spetta a noi, come cittadini digitali, nell’affrontare questa minaccia. La nostra alfabetizzazione digitale è più importante che mai. Non possiamo più dare per scontato che la risposta di un chatbot sia obiettiva o imparziale. Dobbiamo imparare a porre domande migliori, a valutare criticamente le risposte che riceviamo e a cercare fonti che possano confermare o smentire ciò che ci viene detto.
Le università e le organizzazioni internazionali stanno già lanciando iniziative per educare la cittadinanza digitale, ma questo è solo l’inizio. Iniziative come quelle promosse dall’European Digital Media Observatory (EDMO) sono fondamentali per monitorare e combattere la disinformazione online. I governi e le aziende tecnologiche devono anche assumersi la responsabilità di costruire modelli di IA che siano trasparenti e resistenti alla manipolazione.
Un futuro da costruire
Il fenomeno dell’LLM grooming è una nuova frontiera nella lotta alla disinformazione digitale. La possibilità che contenuti manipolati vengano incorporati nei sistemi di IA rappresenta una minaccia che non possiamo ignorare. Sebbene i pregiudizi storici nei modelli di IA siano già un problema riconosciuto, ora dobbiamo anche fare i conti con la manipolazione deliberata dei dati di addestramento, che potrebbe avere conseguenze devastanti per la società.
In un contesto di crescente digitalizzazione, l’uso di tecnologie generative come i chatbot comporta una grande responsabilità personale. È cruciale che i cittadini sviluppino competenze digitali per affrontare le sfide della disinformazione. La lotta contro l’LLM grooming è appena iniziata, ma la posta in gioco è alta. La verità, in questo nuovo mondo digitale, dipende dalla nostra capacità di discernere e di agire con consapevolezza.


