Ucraina e Russia, la partita ora diventa più pericolosa

Ucraina e Russia, la partita ora diventa più pericolosa

Ucraina e Russia sono ora ancora più agguerrite nei movimenti. Intanto, le influenze esterne aggravano una situazione già spinosa.


Terza Guerra Mondiale. Un pericolo che viene spesso citato dai giornali e dalle news dei nostri tempi, quando si parla dello scontro diretto tra Ucraina e Russia, che sta avvenendo sotto i nostri occhi, già a partire dall’ormai lontano 2014.

Non è esattamente una novità che Vladimir Putin, il presidente russo, abbia deciso di alzare la posta in gioco già da parecchio tempo; tuttavia, in tempi più recenti, sembra aver preso una strada ancora più aggressiva, specie in seguito ai via libera da parte di Stati Uniti e Inghilterra all’utilizzo di armi a lungo raggio nel territorio russo.

Sapevamo già sarebbe andata così: il “too little, too late” di Joe Biden, nei suoi ultimi giorni da presidente degli USA, è comunque uno spostamento di forze e armi più massiccio rispetto ai primi tempi del conflitto. E così le armi americane, tra cui i missili ATACMS, hanno toccato suolo russo, senza però causare grossi danni. Non si può dire la stessa cosa dei missili Storm Shadow appartenenti invece al governo britannico, che avrebbero causato, secondo fonti del Cremlino, morti e feriti in un punto di comando usato come bersaglio.

Il presidente russo sembra tuttavia intenzionato a rispondere alla escalation: prima l’alleato iraniano ha aiutato il Cremlino con la propria produzione di droni, e ora pare che anche la Corea del Nord abbia deciso di aiutare la Russia, spedendo al fronte circa 11000 soldati. Questa sarebbe una possibilità che avrebbe allarmato perfino la finora “amica” Cina, che si troverebbe davanti la difficile decisione di unirsi a Pyongyang e Mosca nell’offensiva, mandando però così all’aria la propria neutralità, o mantenerla diventando però più coinvolta con la NATO nel tentativo di fermare la combinazione di forze russe e nordcoreane, già iniziata.

Di neutralità, però, certamente non può più parlare il fronte occidentale. La Russia ha già usato i propri missili all’interno del territorio ucraino in attacchi senza precedenti, dimostrando di avere ancora tanti assi nella manica, almeno all’apparenza. Intanto, però, uno degli attacchi andati in direzione di Kyiv ha portato perfino i jet della vicina Polonia a rispondere al fuoco, aizzando ulteriormente la retorica di Putin riguardo le infiltrazioni NATO all’interno del territorio ucraino.

Le manovre di Putin creano certamente scompiglio all’interno dei paesi confinanti: le tre repubbliche Baltiche, Estonia, Lettonia e Lituania, hanno interesse a creare una difesa forte che aiuti sia loro sia l’Ucraina, mentre la Moldavia si trova divisa politicamente e sotto fortissime pressioni dalla fazione filorussa, agevolata anche dagli hacker russi come molte altre destre in Europa.

Anche nel Nord Europa la situazione non sembra essere tranquilla: Danimarca, Norvegia, Svezia, e Finlandia in modo ancora più specifico, si trovano ora a distribuire libri con norme di sopravvivenza per circa tre giorni, dalle raccomandazioni per viveri alle comunicazioni tramite radio a batterie. La Finlandia, in particolare, è andata anche oltre, dando a molti agevolazioni per l’acquisizione di un porto d’armi, oltre ad addestramenti speciali per volontari e volontarie di tutte le età.

Intanto, Vladimir Putin si dichiara pronto a rispondere con l’uso di armi nucleari l’assalto di qualsiasi stato non nucleare che sia accompagnato, anche solo attraverso l’uso di armi associate, da uno stato nucleare. Un chiaro segnale all’UE e agli USA, che per ora non sembrano aver raccolto la provocazione di Mosca e continuano a fornire supporto all’Ucraina. Ma fino a quanto durerà, vista la fragilità della attuale Europa e visto anche l’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca?

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