Emmaus Palermo: un modello di economia circolare e comunità
Dalla Francia a Palermo, arriva il mercatino solidale di Emmaus. Un progetto che promuove solidarietà, economia circolare e una vita comunitaria inclusiva.
A Palermo cresce un attivismo sociale sempre più vivace, alimentato dalle numerose associazioni locali che, operando in ambito solidale e sociale, collaborano per colmare le lacune amministrative che soffocano la città. In questo contesto prende spazio Emmaus Palermo, associazione di stampo internazionale che presenta un modello solidale di giustizia sociale ed ecologica, basandosi sui principi dell’economia circolare e della povertà conviviale.
Attraverso il recupero e la vendita di beni usati Emmaus Palermo non solo riduce lo spreco, ma sostiene programmi di accoglienza incondizionata per persone vulnerabili, come giovani migranti e famiglie in difficoltà.
La comunità promuove uno stile di vita sobrio e solidale, basato sui principi della povertà conviviale e del rispetto reciproco. L’accoglienza senza giudizio è uno degli aspetti fondamentali: chiunque entri in comunità è accolto e coinvolto in attività lavorative finalizzate al bene comune.
Come nasce Emmaus Palermo
Emmaus Palermo nasce ufficialmente l’8 ottobre 2015, dopo un campo di volontariato internazionale organizzato a Lampedusa dall’ente nazionale. «Nel 2013 lavoravo con un altro ente» racconta Nicola Teresi, presidente dell’associazione. «siamo stati contattati da Emmaus, un’organizzazione che all’epoca non conoscevamo, per organizzare un campo di volontariato a Lampedusa, in collaborazione con Libera e Legambiente. È stata un’esperienza molto positiva, che ci ha ispirato a organizzare, l’anno successivo, un grande evento anche a Palermo».

In quell’occasione, circa 500 volontari provenienti da tutto il mondo si sono uniti al Comune di Palermo e ad altre realtà locali per realizzare il primo Mercato Solidale dell’Usato presso la Fiera del Mediterraneo. Questo evento ha dato vita a una realtà che oggi rappresenta un punto di riferimento per l’inclusione sociale e l’economia circolare nella città.
Il modello Emmaus nasce in Francia nei primi anni ‘60 su iniziativa di Abbé Pierre, una figura inizialmente venerata in Francia ed attualmente oggetto di numerose, quanto lecite, controversie. «Ci siamo emancipati dalla sua figura» sottolinea Nicola. «In Francia Abbé Pierre era quasi un dio, oggi sappiamo che è stato un abusatore seriale. Quando è uscito lo scandalo abbiamo creduto subito alle vittime e ingaggiato un’associazione indipendente che ha raccolto e pubblicato 23 testimonianze. Non siamo i suoi eredi, ma persone che difendono le vittime e costruiscono attraverso ciò che facciamo».
Oggi, Emmaus conta oltre 350 gruppi in Francia e tante realtà autonome nel mondo, tutte unite nel rifiuto di dipendere da sovvenzioni esterne. «Vogliamo vivere del nostro lavoro, raccogliendo scarti materiali e reinserendoli nel mercato per creare valore. I mercatini solidali nascono proprio per fare solidarietà attraverso il lavoro, non la beneficenza».
La comunità Emmaus di Palermo
Emmaus Palermo nasce nel 2015, dopo un’esperienza di campo estivo organizzata con Libera e Legambiente a Lampedusa. Da allora si è consolidata, trovando una sede stabile nel 2017 in una villa confiscata alla mafia a Ciaculli. «Accogliamo persone in difficoltà, come giovani migranti, persone indigenti o con problematiche familiari» racconta Mauro, volontario dell’associazione. «Da quando abbiamo aperto, abbiamo ospitato oltre 50 persone che, grazie al percorso in comunità, sono riuscite a reintegrarsi nella società».
La vita comunitaria è organizzata con regole chiare: “Non si usano alcol o droghe, si rispettano turni per la pulizia e la cucina, ma è una scelta di vita che facciamo insieme» spiega Riccardo Sanfilippo, responsabile della comunità «lavoriamo per creare le condizioni per accogliere chi ne ha bisogno, dividendo il nostro tempo tra attività di mercato e gestione della villa».
Il mercatino solidale e la filosofia del riuso
Il cuore delle attività è il mercatino solidale, dove gli oggetti donati vengono selezionati, puliti, sistemati e rivenduti. «Non possiamo accettare tutto: chiediamo a chi dona di considerare se l’oggetto può essere riacquistabile. Ad esempio, non ritiriamo videocassette o enciclopedie, a meno che non siano pezzi particolari. Accettiamo invece oggetti in buono stato o mobili, che ritiriamo gratuitamente a casa su appuntamento».

Le donazioni vengono lavorate dai volontari in base alle loro capacità. «Abbiamo Daniele, esperto di elettronica, che testa gli apparecchi, Roberta che ci dà dritte sull’abbigliamento grazie alla sua esperienza nei negozi. Tutti contribuiscono secondo le proprie competenze, » continua Riccardo «siamo come spugne: ogni esperienza arricchisce il gruppo».
Il ricavato non solo copre le spese della comunità, come affitto, luce e acqua, ma finanzia progetti di solidarietà locali e internazionali. «Ogni anno, l’ultimo sabato di settembre, devolviamo il ricavato di una giornata a un progetto globale» aggiunge Nicola «abbiamo sostenuto realtà come i centri minori sulla rotta balcanica, o gli obiettori di coscienza ucraini e russi».
Emmaus Palermo: un modello di giustizia sociale ed ecologica
Emmaus Palermo combina solidarietà e sostenibilità ambientale. «Il riuso è al primo posto nella piramide dei rifiuti dell’Unione Europea – spiega Nicola – allungare la vita degli oggetti è il primo passo verso un’economia circolare. La giustizia ecologica è il contenitore più grande in cui esistono sia il sociale che l’ambiente: non possono essere separati».
L’attività del mercato è anche educativa. «Andiamo nelle scuole, organizziamo laboratori di riuso e mostriamo ai ragazzi come dare nuova vita agli oggetti» raccontano. Tutte le attività per le scuole, così come i doposcuola per ragazzi in difficoltà, sono offerte gratuitamente.
Emmaus Palermo guarda avanti, cercando di ispirare un cambiamento culturale. «La nostra filosofia è autosostenerci per essere liberi, anche nelle idee e nella politica» conclude Riccardo «non siamo semplici raccoglitori di oggetti, ma provocatori di cambiamento: lavoriamo per una società più giusta, dove nessuno è lasciato indietro».
Per chi volesse maggiori informazioni, il mercatino solidale si trova in Via Caravaggio 10 (Palermo), aperto il martedì, giovedì e sabato dalle ore 09:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00. Per info, eventi e raccolta donazioni a domicilio è possibile contattare su WhatsApp il numero 371 1216954 o direttamente le pagine social ufficiali.


