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Buon compleanno Libera!

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Venticinque anni fa, il 25 marzo del 1995, nasceva ufficialmente Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie dall’idea di Don Luigi Ciotti, già padre di Narcomafie, la rivista edita dal Gruppo Abele fondata all’indomani delle stragi di Capaci e Via D’Amelio.

La manifestazione annuale del 21 marzo in ricordo delle vittime delle mafie è sempre stata per Libera e i suoi sostenitori un momento di incontro e riflessione, ma anche un modo per festeggiare i risultati raggiunti. Quest’anno la manifestazione si sarebbe dovuta svolgere a Palermo, ma a causa dell’emergenza Covid-19 è stata rinviata a ottobre.

Libera contro le mafie è un’associazione che si fonda sulla collaborazione tra associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi presenti nel territorio italiano; chi aderisce a questa rete, si impegna a contrastare il fenomeno della criminalità organizzata attraverso la tutela dei diritti, la promozione di una politica trasparente e l’educazione alla legalità e alla cittadinanza.

Libera si fonda sull’idea che “il contrasto alle mafie e alla corruzione non può reggersi solo sull’indignazione: deve seguire la proposta e il progetto”. È proprio da questo principio che nasce la loro prima iniziativa: la raccolta firme per chiedere al Parlamento una regolamentazione per l’assegnazione e l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie. In poco tempo Libera depone la sua proposta di legge di iniziativa popolare con più di un milione di firme e nel 1996 viene approvata la Legge in materia di gestione e destinazione di beni sequestrati e confiscati (Legge n.109/1996).

Grazie a questa legge, Libera ha iniziato nuovi percorsi di riutilizzo di tali beni, tra cui Libera Terra, che consiste in una rete di cooperative che si occupa del recupero e gestione delle terre confiscate. L’obiettivo di Libera Terra è quello di creare percorsi virtuosi in territori caratterizzati dalla forte presenza mafiosa attraverso il coinvolgimento (o la fondazione) di aziende e cooperative autonome per creare nuovi posti di lavoro e per la coltivazione e la vendita di prodotti nelle botteghe solidali (in questo link troverete la bottega più vicina a voi).

Dalla sua fondazione, inoltre, Libera organizza una serie di percorsi educativi nelle scuole, nelle università e nelle associazioni di volontariato per confrontarsi e sviluppare nuove ed efficaci pratiche per educare alla legalità. Questi percorsi educativi hanno dato forma a progetti come E!State Liberi!, campi estivi durante i quali i partecipanti vengono formati su temi relativi ai fenomeni mafiosi e promuovono il riutilizzo dei beni confiscati.

L’ultima iniziativa promossa dall’associazione è La Via Libera, il nuovo progetto editoriale presentato a dicembre 2019 nel quale vengono raccolte inchieste e approfondimenti su mafie, corruzione, migrazioni e ambiente.

La mafia negli anni è mutata e oggi risulta meno visibile ai nostri occhi, ma ora più che mai è presente a livello nazionale e internazionale; ciò che però è doveroso evidenziare è che la società civile ha una maggiore consapevolezza dei fenomeni mafiosi e della loro presenza sul territorio. Libera nel suo ultimo rapporto riporta un dato interessante: il 74,9% degli intervistati considera le mafie come un fenomeno globale e non più, come negli anni passati, un fenomeno prettamente radicato nel Sud Italia. Nonostante l’aumento della consapevolezza della presenza del fenomeno mafioso a livello globale non si ha, purtroppo, la stessa consapevolezza relativa alla sua pericolosità: infatti il 52% degli intervistati considera le mafie come un fenomeno marginale o lo ritengono preoccupante ma non pericoloso socialmente e, solo il 38% ritiene la presenza delle mafie come un dato preoccupante o pericoloso.

Dagli anni 80, in piena guerra di mafia dove la gente si voltava dall’altra parte per non vedere in volto le vittime e i loro carnefici, si sono fatti molti passi avanti. Questo è stato possibile anche grazie al lavoro incessante di Libera che occupa quotidianamente un ruolo chiave nella sensibilizzazione della società civile alla lotta alla mafia. Oggi è costituita da 20 coordinamenti regionali, 82 coordinamenti provinciali e 278 presidi locali, per un totale di 380 unità nel territorio italiano. Hanno aderito alla rete internazionale di Libera, inoltre, 80 organizzazioni internazionali, presenti in Europa, Africa e America Latina.

Questi numeri sottolineano come, in 25 anni, si sia riusciti a creare una rete radicata nel territorio che, al giorno d’oggi, risulta tra le più importanti nell’educazione alla legalità. La sua composizione partendo dal basso con i presidi locali fa sì che ognuno di noi possa aderire e, nel nostro piccolo, fare la nostra parte: è possibile associarsi, cercare il presidio più vicino a casa nostra e, perché no, creare nuovi presidi locali. Con la speranza che questa rete diventi sempre più ampia e robusta, buon compleanno Libera! E grazie ancora.


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Valentina Pizzuto Antinoro

Valentina Pizzuto Antinoro

Seguo con interesse tutto ciò che riguarda la promozione di diritti umani. Dopo diverse esperienze all’estero ho capito di essere al 100% una "siciliana di scoglio".

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