Striscia di Gaza: vaccinazione anti-polio a buon fine
Dopo un ritardo per intensi bombardamenti, a Gaza è stato completato il secondo ciclo di vaccinazione anti-polio sul 94% dei bambini sotto i dieci anni. La situazione igienico-sanitaria resta critica a causa della guerra.
Stessa storia, stessa strategia, stesse atrocità. Lo Stato di Israele continua imperterrito nel suo attacco, ora espanso anche in Libano. In questa guerra, insieme a tanti cittadini innocenti di cui una grande parte bambini, le vittime indiscriminate sono sicuramente i diritti umani. Tel Aviv ha ormai da tempo superato il limite, non solo in termini di colonizzazione geografica, ma soprattutto nella violazione del diritto internazionale.
Non ci sorprendono più i continui atti deplorevoli da parte del governo israeliano: distruzione di ospedali e di impianti necessari alla vita cittadina, violenza sugli operatori umanitari e sui carichi di sussistenza per i superstiti dei bombardamenti. Proprio gli atti vandalici sui beni di prima necessità, tra cui cibo e di igiene personale, sono stati messi in atto anche dai cittadini israeliani, come ci mostrano i video che girano in rete, inneggiando alla morte del popolo palestinese.
Nella Striscia di Gaza, ugualmente importante ed emergenziale è la situazione igienico-sanitaria. Dopo ben 25 anni dall’ultima constatazione e dopo recenti analisi dell’acqua, è stata riscontrata la variante di poliovirus di tipo 2 (cVDPV2). Proprio a causa della distruzione degli impianti di depurazione delle acque reflue, queste si sono riversate nelle strade in una condizione che va sempre più peggiorando. Ciò ha portato il virus a trovarsi in un contesto tanto favorevole da costituire nuovamente una minaccia per gli esseri umani.

Ma cos’è questo sconosciuto, il poliovirus, almeno oggigiorno in Italia? La poliomielite, o polio, è una malattia infettiva il cui virus invade il sistema nervoso, causando una paralisi irreversibile in poche ore. Tale paralisi è la causa di morte, colpendo il sistema respiratorio. La polio si trasmette da persona a persona per via orale-fecale o con un mezzo comune, come acqua o cibo contaminati. I dati mostrano un’incidenza elevata soprattutto nei bambini sotto i cinque anni ma il vaccino è necessario a qualsiasi età per poter contrastare l’insorgenza della malattia. Proprio grazie al vaccino, l’Italia è stata dichiarata completamente “polio-free” nel 2002.
Invece a Gaza, la situazione è gravissima: dopo più di un anno di guerra, due terzi degli ospedali è andato distrutto, mancano cibo e strutture adeguate a lavarsi e per i bisogni fisiologici, portando la popolazione sopravvissuta a vivere in situazioni di estremo disagio ma anche di agghiacciante degrado della sicurezza sanitaria. I bambini sono malnutriti e perciò indeboliti, il sovraffollamento rende insufficienti le attuali risorse a disposizione e la guerra così come i bombardamenti non si fermano.
Il centro sanitario primario a Sheikh Radwan, nel nord di Gaza, è stato distrutto dai bombardamenti. Proprio quel centro, insieme a tanti altri, era stato incaricato di ricevere e distribuire le dosi di vaccino necessarie ai bambini. Non sono bastati al governo di Netanyahu gli appelli per un cessate il fuoco e di rispetto per le vaccinazioni da parte di tante figure internazionali, tra cui Anthony Blinken o Antonio Gutierres.

Dopo un’attenta analisi e pianificazione della vaccinazione da parte del ministero della Salute palestinese (MoH), in collaborazione con l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF), l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) e altri partner, due cicli di vaccinazione erano stati previsti per agosto e settembre. Il primo ciclo è andato a buon fine mentre il secondo è stato ritardato dagli interminabili bombardamenti che hanno bloccato gli aiuti fino ai primi di novembre, quando è stato finalmente possibile completare la vaccinazione.
Ad oggi, più del 90% (640.000) dei bambini sotto i 10 anni è stato vaccinato, portando ad una sicurezza maggiore e facendo ben sperare sulla prevenzione di una possibile epidemia che darebbe il colpo di grazia ad una popolazione già portata ai limiti umani.Il Ministero della Salute ha dichiarato che le vaccinazioni da sole non sarebbero state efficaci a causa della situazione igienico-sanitaria sfavorevole causata dalla guerra imperterrita. Ma forse l’appello più bello è arrivato dal Direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus, condividendo un messaggio di speranza: «Il miglior vaccino per questi bambini è la pace».


