Harris vs. Trump, il dibattito che ha rivoluzionato la sfida

Harris Trump Debate

Le elezioni americane si avvicinano, e quello che potrebbe essere l’ultimo dibattito da qui a Novembre potrebbe aver dato frutti insperati per l’ala democratica.


Meno di sessanta giorni alle elezioni americane, e delle linee sempre più chiare si stanno delineando, sotto molti profili. L’ultimo dibattito tra Kamala Harris e Donald Trump, infatti, sembra aver dato un nuovo volto alla candidata dem, che ha sfruttato l’occasione per dare uno spettacolo completamente diverso rispetto a quello del predecessore Joe Biden.

Espressioni del volto, provocazioni, partecipazione: tutta un’altra storia rispetto al dibattito precedente, dove un ansimante Joe Biden faticava a stare al passo col candidato repubblicano. Questa volta è stato Donald Trump a incespicare, retrocedere, rispondere in modo incoerente, almeno secondo le analisi di svariati quotidiani americani e non solo. Kamala Harris, inizialmente un poco esitante e legnosa, si è ripresa quasi subito, senza lasciare tregua al suo avversario.

Agli attacchi sull’economia sotto Biden da parte di Trump, secondo cui sarebbe stato un disastro, la candidata dem avrebbe quasi sorriso. Alle altre dichiarazioni sul padre marxista e sugli immigrati haitiani mangiatori di cani, o a quelle sull’aborto che “i dem vorrebbero al nono mese”, la Harris sarebbe stata vista addirittura ridere.

Il tutto mentre le sue dichiarazioni sui vari punti del suo programma non venivano interrotte o ritenute incoerenti dai moderatori, al contrario di alcune delle affermazioni di Trump, come quella sugli immigrati già smentita da altre fonti.

La Harris è riuscita infatti a mettere alle corde Trump non solo sull’aborto e sugli immigrati: ha giocato in contropiede sulla Cina, ribaltando su Trump l’accusa di aver aperto a Xi Jinping le porte dell’alta tecnologia Usa, sul ritiro dall’Afghanistan e sulla guerra in Europa, dove Donald Trump ha evitato di rispondere alla domanda sulla sua preferenza in merito alla vittoria dell’Ucraina o della Russia nel conflitto. 

Altro punto dolente del confronto per il Tycoon è stata la sua posizione in merito alla guerra tra Israele e Hamas. Entrambi i candidati hanno incontrato Benjamin Netanyahu a Luglio, ma hanno lasciato con impressioni diverse. La Harris ha ribadito il supporto senza esitazioni a Israele e l’aiuto per la liberazione degli ostaggi, ma ha voluto specificare che dipende dai mezzi; inoltre, ha manifestato empatia verso tutti i rifugiati di Gaza, bambini in particolare.

Diverso invece l’approccio di Donald Trump, autodefinitosi il presidente più pro-Israele della storia, che vorrebbe lasciare campo più libero agli israeliani; nonostante i precedenti buoni rapporti diretti con Netanyahu, però, il candidato repubblicano avrebbe affermato che Israele è stato colto impreparato da Hamas.

Sono state molte le voci che si sono alzate a sfavore di Trump dopo il dibattito: la più clamorosa ed eclatante dichiarazione è sicuramente l’endorsement arrivato dalla cantante Taylor Swift, che ha definito la Harris “una leader” da seguire, e che avrà probabilmente il potenziale di spostare molti con la sua fama. Anche voci della politica di area repubblicana si sono alzate a favore della candidata dem, come ad esempio l’ultraconservatore Dick Cheney, ex vice di George Bush, e Robert F. Kennedy Jr., che dopo aver abbandonato la sua corsa da indipendente per appoggiare il tycoon, ha ammesso la vittoria della Harris nel dibattito per “la sua organizzazione e preparazione”.

Perfino Elon Musk, grande supporter di Trump, avrebbe confermato come la candidata dem si sia imposta, dicendo però che “con la Harris non si andrà mai su Marte”, affermazione sia metaforica che concreta, per i piani della SpaceX.

Trump, noncurante delle dichiarazioni a suo sfavore, afferma tuttavia con fierezza di aver vinto un dibattito che era “truccato in partenza”, citando la mancata imparzialità dei mediatori. Rimane però la sensazione che nessuno dei due sia riuscito a sfruttare appieno l’occasione per avanzare sull’altro; Trump rifiuta però un possibile nuovo dibattito, che invece secondo la Harris sarebbe dovuto al popolo americano. Si vedrà presto se il Tycoon cambierà idea prima delle elezioni a Novembre, che si preannunciano bollenti.

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