Kamala Harris, la corsa al governo: la candidata dell’ultimo minuto
Solo di recente, Joe Biden ha sciolto la riserva e ha deciso di lasciare la corsa alla Casa Bianca. Ma chi è Kamala Harris, la sua vice e sostituta dell’ultimo momento?
Le elezioni americane sono sempre seguite da larga parte del mondo. Spesso ci si ritrova coinvolti nelle notizie sulla corsa alla Casa Bianca e sugli sviluppi che girano attorno. Quindi, non sorprende che l’attenzione di molti sia ora sulla nuova candidata a presidente, Kamala Harris.
Il suo non è un nome nuovo nella sfera democratica: fino a cinque anni fa, la Harris aveva già tutta l’intenzione di partecipare alla corsa verso la posizione alla Casa Bianca, nella sua posizione come senatrice californiana della sfera Dem. Tuttavia, la sua carriera come procuratrice generale della California non basterà a supportare la sua candidatura, anche per colpa di politiche poco chiare nel suo programma. La sua sconfitta contro Joe Biden, però, non ha poi fermato la sua successiva ascesa proprio alla posizione di vicepresidente nella sua stessa amministrazione.

Le sue posizioni sono sempre state oggetto di discordia nella sfera Democratica: nonostante la sua campagna attiva per ripristinare la protezione sull’aborto data dalla Roe vs Wade dopo che la Corte Suprema, nel 2022, ha rovesciato il diritto costituzionale in materia, ha ricevuto abbastanza attacchi dal suo stesso partito perché non ritenuta abbastanza progressista. Inoltre, non sarebbe neppure riuscita nell’intento di rallentare i problemi alla radice dei continui spostamenti attraverso il confine col Messico, cosa che ha attirato anche gli attacchi dei membri del partito Repubblicano.
Come si è arrivati a portarla come candidato nella posizione più alta della Casa Bianca, dunque? Intanto, l’impossibilità di Joe Biden di continuare: l’età del precedente candidato Dem si è fatta sentire nelle sue ultime azioni e dichiarazioni, oltre che nel confronto diretto con Donald Trump. Inoltre, si è fatta molta campagna elettorale sulla posizione speciale che Kamala Harris sta occupando, ovvero quella di possibile prima candidata donna di origini indo-americane alla posizione di presidente degli Stati Uniti d’America. Le sue origini umili, che l’hanno portata dal girare hamburger al McDonald’s al punire criminali come procuratrice generale in California, sono un altro punto di forza del suo curriculum.
Alla convention democratica, la Harris e Tim Walz, il candidato vicepresidente che potrebbe aiutarla a ottenere i voti della working class americana, sono arrivati col pieno sostegno di nomi importanti del partito, quali Barack e Michelle Obama, Bill e Hillary Clinton, e anche di astri nascenti dell’ambito dem come Alexandria Ocasio-Cortez. L’età della Harris, tra parentesi, ha anche lasciato al suo avversario repubblicano, il ritornato Donald Trump, l’ingrato compito di essere il candidato più anziano, a 78 anni.

Il tycoon, tuttavia, non sembra voler cedere il campo: in una intervista con Elon Musk, proprietario di X (un tempo Twitter), ha citato l’ormai famoso attentato subito in Pennsylvania, ha ribadito la sua stima per Vladimir Putin e Xi Jinping, e ha definito la sua avversaria una candidata “di terzo grado”.
Kamala Harris e l’aspirante vice Tim Walz hanno subito risposto che l’intera campagna di Trump è al servizio dei ricchi, categoria nella quale rientrano anche Musk e lo stesso tycoon. Ma Bill Clinton e Barack Obama avvertono che la campagna è appena iniziata e che la gioia della convention democratica, dove la candidata è stata acclamata come tale, è solo il punto d’inizio di una campagna ancora lunga.


