Il ritratto ufficiale di re Carlo, innovazione, simbolismo e potenza comunicativa 

ritratto di Re Carlo III

Negli scorsi giorni è venuto alla luce il ritratto ufficiale di re Carlo, per mano del rinomato artista Jonathan Yeo che ha voluto omaggiare il sovrano con una tecnica innovativa discostandosi nettamente dalla tradizione.


È stato svelato in questi giorni a Buckingham Palace il ritratto ufficiale di re Carlo III d’Inghilterra realizzato dal famoso artista britannico 54enne Jonathan Yeo. L’artista già in passato ha avuto modo di realizzare i ritratti alla famiglia reale come per Camilla o il principe Filippo, e tra gli altri anche l’ex primo ministro inglese Tony Blair. 

Un ritratto lontano dalla tradizione

Si tratta del primo ritratto ufficiale del re dopo l’incoronazione. Un lavoro durato anni, iniziato nel 2020 quando ancora Carlo era solamente il principe di Galles. L’artista svela le indiscrezioni dei loro incontri per la lavorazione del suo ritratto: posava per circa un ora, in piedi rimanendo diligentemente fermo. «Quando ho iniziato questo progetto, Sua Maestà il Re era ancora Sua Altezza Reale Il Principe di Galles. Proprio come la farfalla che ho dipinto in bilico sulle sue spalle, questo ritratto si è evoluto man mano che è cambiato il ruolo del protagonista nella nostra vita pubblica».

Jonathan Yeo, autore del ritratto di Carlo iii

Come si può notare ad una prima occhiata, non si tratta di un ritratto di fattura classica, da vecchia scuola. Quello che voleva l’artista Jonathan Yeo era realizzare un ritratto rivoluzionario fuori dagli schemi. Di certo l’utilizzo dei colori con la forte presenza delle tonalità del rosso e del rosa hanno staccato di molto la distanza con i soliti ritratti ufficiali della casa reale, e non solo.

Come è stata accolta l’opera 

L’opera che al momento si trova a Buckingham Palace, non resterà per molto li ma verrà spostata ed esposta presso la Draper’s Hall, istituzione filantropica londinese di cui re Carlo è membro da oltre 50 anni. Ma come è stata accolta questo ritratto non convenzionale? Sembra che Camilla, appena svelato il ritratto, abbia asserito “Lei è riuscito a catturare chi è davvero”.

Una gran bella soddisfazione per l’artista che ha notato un sorriso di compiacimento anche da parte dello stesso re, durante la cerimonia dello svelamento dell’opera. Di certo i colori forti dai toni del rosso e del rosa hanno destabilizzato inizialmente alla vista, ma alla fine è stata colta la profondità nell’esecuzione soprattutto nella parte espressiva.

Emotività e simbolismo

Come in ogni artista che si rispetti oltre che alla mano che dona personalità ad un’opera, spesso ci sono dei piccoli dettagli che in modo meno esplicito vogliono lasciare un monito, un messaggio nascosto. Effettivamente nel ritratto di re Carlo sono presenti elementi simbolici come la già sopra citata farfalla: posata in bilico sulla spalla del sovrano, troviamo per la precisione la farfalla monarca, che risulta in via di estinzione. 

L’artista confessa che l’idea della farfalla monarca è stata suggerita dallo stesso re Carlo: un suggerimento dato nel momento in cui l’artista Jonathan Yeo chiese all’allora principe di Galles ancora sotto il dominio della ormai iconica regina Elisabetta II, cosa avrebbe voluto mostrare ai bambini che tra due secoli avrebbero ammirato il ritratto.

La passione del re per la natura potrebbe giustificare in parte questa scelta. Molti critici vedono nella scelta specifica della farfalla monarca, oltre che ad una metamorfosi subita dal re Carlo soprattutto in questi ultimi anni con lo sviluppo della malattia e dal suo passaggio da principe a re, anche una sorta di inquietudine presagio riguardante la Corona che potrebbe avere la stessa sorte della suddetta farfalla, ovvero l’estinzione.

Per quanto riguarda il colore rosso, di per sé colore legato ai sovrani, la scelta dell’artista era di dipingere il re con l’uniforme rossa delle Guardie Gallesi, ma ha anche deciso di accentuare le tonalità non staccando la figura in primo piano dallo sfondo, creando un continuum tra spazio circostante e la figura del re, che però si riesce a staccare dal fondo con l’intensità del suo sguardo, del suo volto. Le mani come a contendersi la scena con il volto di Carlo, posano sulla spada e vengono evidenziate nella loro maturità e nel suo ormai caratteristico gonfiore, come memento delle sue condizioni di salute. Immagine che va a contrastare con lo sguardo intenso e tenace, verso ogni domani possibile.

Il ritratto oltre che davvero rivoluzionario, è di una potenza comunicativa non indifferente e come ogni opera che contrasta con la tradizione, va incontro a pareri discordanti, tra fazioni di conservatori e innovatori. Un’opera controversa? Di certo degna del personaggio di re Carlo. God save the King.

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