“It’s coming Rome”: è tornata a casa, in Italia

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L’Italia è campione d’Europa per la seconda volta nella storia. Nella finale, giocata a Wembley, la squadra allenata da Mancini ha superato l’Inghilterra dopo i calci di rigore.


«Sabato 18, alle ore venti e venticinque, in telecronaca diretta da Wembley, Inghilterra-Italia, valevole per la qualificazione della Coppa del Mondo. Fantozzi aveva un programma formidabile: calze, mutande, vestaglione di flanella, tavolinetto di fronte al televisore, frittatona di cipolle per la quale andava pazzo, familiare di Peroni gelata, tifo indiavolato e rutto libero». C’è chi nei giorni di trepidante attesa della finalissima di Euro 2020 ha pensato a quella mitica scena del film ‘Il secondo tragico Fantozzi’ e c’è chi invece mente. 

Andando oltre l’analogia con le indimenticabili gesta del ragioniere Ugo Fantozzi, cala il sipario sulla sedicesima edizione dei campionati europei di calcio. A cinquantatre anni di distanza dal successo del 1968, l’Italia si laurea nuovamente campione d’Europa, portando a termine in maniera trionfale un torneo nel quale non partiva di certo tra le favorite. 

Dopo aver dominato il girone A, battendo in serie Turchia, Svizzera e Galles, gli azzurri hanno eliminato l’Austria agli ottavi di finale, il Belgio ai quarti di finale e la Spagna in semifinale, accedendo così alla finalissima di Wembley contro i padroni di casa dell’Inghilterra. In un contesto ambientale chiaramente ostile per via della netta prevalenza dei tifosi inglesi, i ragazzi di Mancini hanno realizzato un’autentica impresa sportiva, destinata a rimanere nella storia del calcio. 

Freddata immediatamente dalla rete del terzino inglese Shaw, la nazionale italiana ha incassato il colpo, rimanendo in partita nonostante la scarsa vena di molti dei suoi calciatori. Nel secondo tempo, complice il calo fisico degli avversari, gli azzurri hanno guadagnato campo e fiducia, trovando la rete del pareggio con Bonucci. L’incontro è rimasto carico di tensione sebbene non ci siano state grandi occasioni né da una parte né dall’altra e anche i tempi supplementari non sono serviti a rompere l’equilibrio.

La lotteria dei calci di rigore, così come era successo in semifinale contro la Spagna, ha sorriso ancora una volta all’Italia, a segno con Berardi, Bonucci e Bernardeschi. Per gli inglesi invece le reti di Kane e Maguire sono state vanificate dagli errori di Rashford, Sancho e Saka. 

Il cielo di Wembley si tinge di azzurro e alla delusione dell’intera nazione inglese che da settimane cantava ‘It’s coming home’ si contrappone il tripudio dell’intera nazione italiana, festante al grido di ‘It’s coming Rome’. La coppa torna infatti in Italia e la nazionale di Mancini viene oggi ricevuta al palazzo del Quirinale dal Presidente Sergio Mattarella, presente ieri sera allo stadio e immortalato in esultanze sobrie ma destinate a restare anch’esse nella storia del nostro Paese. 

L’11 luglio del 1982 l’Italia si laureava campione del mondo per la terza volta, battendo la Germania Ovest per 3-1 nella finale dei Mondiali di Spagna. Ieri, altro 11 luglio, il tricolore italiano veniva sventolato in tutte le piazze, da Milano a Palermo, per festeggiare un altro trionfo della nazionale azzurra. Euro 2020, disputato con un anno di ritardo a causa della pandemia da Covid-19, si è concluso con Giorgio Chiellini, capitano della nazionale italiana, che alza la coppa nel cielo di Wembley; quella coppa oggi è tornata a casa.


Francesco Polizzotto

Direttore editoriale di Eco Internazionale, responsabile "Storie di Sport". Tra le mie passioni segnalo la storia, il giornalismo ed il Milan. Sono strano, sono di destra ma ho anche dei difetti.

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