L’importanza emotiva degli animali, domestici e non

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C’è chi dice «sono solo animali», e si sbaglia. Prendersi cura è curativo: dal nostro rapporto premuroso con gli animali deriva solo e sempre benessere.


Nel 1989 esce nelle sale cinematografiche americane Charlie – Anche i cani vanno in paradiso film d’animazione che sarà poi distribuito in Italia nel 1991. Un cartone animato che rappresenta gli animali quasi come fossero umani, sdoganando la prerogativa unica della religione cattolica che afferma che “solo gli essere umani”, possessori di un’anima, accedono al Paradiso. 

Ovviamente nel corso degli anni anche altri film d’animazione hanno reso protagonisti proprio gli animali affrontando tematiche importanti come la morte, la famiglia e tanto altro. Qualcuno può pensare che siano solo tentativi di umanizzare gli animali forzando quindi lo spettatore a entrare in empatia con il protagonista poiché si rivede in lui. Invece può essere un modo per farlo riflettere, spingendolo a interrogarsi su un aspetto molto importante: “anche gli animali provano le nostre stesse emozioni?”

L’emotività degli animali è scienza

Questa domanda è stata affrontata da tantissimi ricercatori e studiosi. In particolare dall’etologo e primatologo olandese Frans de Waal, la cui attività scientifica verte principalmente sullo studio del comportamento dei primati.

Nel suo libro L’Ultimo abbraccio approfondisce il tema dell’emotività degli animali, partendo dalla morte di Mama, una scimpanzé legata da una profonda amicizia al biologo Jan van Hooff. A partire da questa storia l’autore analizza altre vicende simili per formulare la sua tesi secondo cui gli esseri umani non sono l’unica specie capace di esprimere amore, odio, paura, vergogna, disgusto ed empatia.

De Waal sottolinea quindi l’esistenza di una continuità tra gli esseri umani e le altre specie animali: rappresenta le emozioni come i nostri organi, ragion per cui gli esseri umani non possiedono alcun organo in più rispetto agli altri animali, e la stessa teoria vale per le emozioni. Lo studioso, inoltre, si focalizza sulle somiglianze tra uomini e animali per provocare empatia nel lettore facendo in modo che si possano guardare le cose con un’ottica diversa. 

Una ricerca sul comportamento dei cani

Vi è anche una ricerca italiana che merita di essere menzionata, quella degli etologi del Museo di Storia naturale dell’ateneo pisano che hanno analizzato il comportamento dei cani durante il gioco, prendendo in considerazione la mimica facciale e quella corporea.

La conclusione: «La risposta involontaria del cane alla gestualità facciale e corporea di un proprio simile esiste ed è rapida quanto quella umana ma non solo: le sessioni di gioco in cui la mimica facciale e corporea erano più frequenti erano anche quelle di maggior durata e se a giocare erano cani ‘amici’ la mimica facciale era ancora più marcata. La capacità di leggere attraverso il corpo e il muso le emozioni altrui e di rispondere in modo appropriato è alla base dell’evoluzione del comportamento prosociale e dell’altruismo, alla base cioè di quei comportamenti che vengono catalogati come empatici».

I dati per lo studio sono stati raccolti nell’agosto 2012 nel giardino pubblico Vincenzo Florio Junior del Parco della Favorita a Palermo, analizzando il comportamento di 49 cani domestici di razza e non dai 3 ai 72 mesi di età. 

animali cani giardino florio

Nei momenti difficili aumentano le adozioni

Vogliamo prendere in considerazione un ultimo dato che riguarda l’adozione di cani. Lo scorso anno è stato un periodo pesante per tutti, rinchiudersi in casa per salvaguardarsi ha portato molte persone a sviluppare forme di depressione.

Si è verificato un boom di adozioni rispetto all’anno precedente ed è stato dimostrato che i cani hanno un effetto positivo sulla salute mentale. Attraverso uno studio effettuato dalla Florida Atlantic University, su persone affette da disturbo post-traumatico (PSTD) è stato accertato che una semplice passeggiata con un cane attenua i sintomi del PSTD. L’interazione uomo-animale è quindi di reciproco vantaggio, aiutando a migliorare la salute e il benessere dell’animale vi sono anche dei benefici per la salute mentale dell’uomo.

Tutte queste analisi portano, in definitiva, a un’unica risposta: se tutti noi riconoscessimo di possedere delle importanti somiglianze con gli altri animali, potrebbero essere ridotte, e di molto, tutte quelle forme di maltrattamento nei loro confronti.


Stefania Sciacca

Redattrice per Orizzonti. “Nessuna paura che mi calpestino. Calpestata, l’erba diventa un sentiero.”

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