La MotoGP tra il titolo della Ducati e gli arrivederci di Dovizioso e Rossi

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La gara conclusiva del Motomondiale 2020 ha sancito la vittoria del titolo costruttori per la Ducati e la fine di un ciclo per Andrea Dovizioso e per Valentino Rossi.


Nella gara di Motogp di domenica 22 novembre a Portimao (Portogallo), la Ducati ha conquistato un titolo storico, il mondiale costruttori, dopo ben 13 anni. Nel campionato di moto condizionato dal Covid, la Ducati ha portato a termine un successo mondiale, dopo i tre titoli sfiorati da Dovizioso con la rossa dal 2017 al 2019. Quest’anno, però, è stata una stagione più dura per Dovizioso. Il pilota forlivese, pur mantenendo un buon rendimento che gli ha permesso matematicamente di lottare per il titolo fino all’ultimo, non ha avuto, in questo campionato, un gran feeling con le gomme Michelin, fattore importantissimo per la MotoGP attuale. 

Il mondiale piloti, dopo continui risvolti di classifica, alla fine è stato vinto dal pilota della Suzuki, Joan Mir. Con Marc Marquez fuori dal campionato per infortunio, c’è stato un grande equilibrio tra i piloti di vertice e continue sorprese. Pur essendo stato un mondiale difficile per tanti motivi, primo fra tutti l’assenza del pubblico, lo spettacolo non è mancato, segno che questo sport può dare ancora molto agli appassionati. Joan Mir ha ottenuto il titolo mondiale grazie alla sua costanza di rendimento, pur avendo vinto soltanto una gara. 

Andrea Dovizioso è arrivato comunque quarto in classifica generale, a pochi punti dal terzo posto. Ciò lascia presagire la voglia, ancora forte, del “Dovi” di rimanere nel circuito del motomondiale. Il forlivese, infatti, non ha mai dato l’addio alla MotoGP e l’anno sabbatico del 2021 è dovuto piuttosto a una situazione di selle già ben delineata, per cui non ha potuto trovare una moto competitiva libera. Infatti, nel suo annuncio del 10 novembre sui social, Dovizioso ha lasciato questo messaggio, che è arrivato forte e chiaro: «Continuerò ad allenarmi, non mollo».

Il 22 novembre, nell’ultima gara con la Ducati, sulla pista di Portimao, Dovizioso è partito dodicesimo e ha chiuso a ridosso del podio, al 6° posto, dopo una rimonta davvero emozionante. Si chiude così il ciclo Ducati/Dovizioso, durato otto anni, che ha portato successi e soddisfazioni a entrambi. La Ducati veniva infatti dal fallimento con Rossi, mentre Dovizioso dagli anni bui con la Honda. Dopo aver macinato vittorie e podi, sfiorando il titolo mondiale, si chiude per il momento una storia motociclistica davvero importante per Dovi, con la consapevolezza che non sarà mai un addio dalle corse, quanto piuttosto un arrivederci. La Ducati ha lanciato un messaggio al pilota forlivese, omaggiando i tanti anni tra le fila di Borgo Panigale, con l’appellativo di “DesmoDovi”.

I numeri parlano per lui e dimostrano il livello sportivo di Andrea Dovizioso, numeri da fuoriclasse. Solo il mondiale è mancato al Dovi, ma il suo è l’esempio di come si possa riuscire ad emozionare la gente anche senza vincere un titolo. Talento, costanza ed estremo raziocinio: queste le armi principali che ne hanno fatto un campione. Nella sua carriera ha dovuto fronteggiare campioni di assoluto livello, da Valentino Rossi a Casey Stoner, da Nicky Hayden a Daniel Pedrosa, da Jorge Lorenzo a Marc Marquez. Contro questi avversari Dovizioso ha dimostrato che, con l’allenamento, l’umiltà e la passione, si possono realizzare delle stupende imprese sportive. 

Dice un addio, ma solo formale, anche Valentino Rossi che, dopo ben 15 anni gloriosi e leggendari, abbandona il team ufficiale Yamaha, suo team storico. Più che di un addio si tratta, infatti, di un arrivederci, perché Rossi continuerà a correre anche nel 2021, in sella alla Yamaha privata del team Petronas. Assieme al suo nuovo compagno di scuderia, Franco Morbidelli, riceverà un trattamento quasi identico a quello dei piloti ufficiali, Fabio Quartararo e Maverick Vinales. I numeri di Rossi sono leggendari e la sua voglia di scrivere altre pagine di storia oltrepassa l’anagrafe e le difficoltà incontrate nelle ultime stagioni. 

Il campionato appena concluso è stato il più atipico degli ultimi anni, con continui cambi di scena e un sostanziale equilibrio. Il bilancio complessivo è positivo per tutti, soprattutto perché era difficile terminare la stagione, condizionata fortemente dall’emergenza coronavirus. Il 2021 è già alle porte e l’interrogativo principale sarà la presenza dell’ex campione del mondo, Marc Marquez. Il pilota di Cervera partirà già dalla prima gara in Qatar? E quale sarà il suo livello? Sarà in grado di ritornare l’autentico dominatore della MotoGP oppure dovrà difendersi dalla concorrenza agguerrita? Potremmo capirne di più osservando i primi test invernali, dal 19 febbraio a Sepang, in Malesia, le cui indicazioni saranno interessanti in vista della nuova stagione motociclistica. 


Antonio Di Dio

Laureato in Studi Filosofici e Storici, scrivo di cultura, politica e geopolitica. Amo l’arte, la poesia, la musica e il cinema. Vedo il giornalismo come una forma di attivismo, un servizio per la comunità.

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