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Fiume Oreto, luogo del cuore

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Sul fiume Oreto c’è in ballo molto più del recupero di un corso d’acqua: c’è la volontà di ritrovare il rapporto tra i palermitani e il loro fiume «del cuore».


Praticamente dimenticato fino agli anni Ottanta, il fiume Oreto scorre, silenzioso, in piena città, quasi nascosto, all’interno di una zona fittamente abitata, caratterizzata da due passanti ferroviari e quattro ponti stradali che hanno definitivamente interrotto le antiche strade di campagna che dal centro città conducevano alle borgate. L’Oreto è qui sottoposto ad un progressivo degrado, dovuto principalmente agli scarichi urbani che ancora oggi si riversano nelle sue acque e alle discariche di rifiuti più o meno pericolosi, situate lungo le sponde.

Negli ultimi anni si sta studiando un piano di recupero dell’intera vallata che consentirebbe di ristabilire il rapporto tra il corso d’acqua e i cittadini, valorizzandone il più possibile i singoli aspetti ambientali, paesaggistici e produttivi. In particolare, nel novembre del 2019, nell’ambito di un Convegno, tenutosi presso l’Assessorato Territorio ed Ambiente, i tre Sindaci di Palermo, Altofonte e Monreale hanno firmato, alla presenza dell’Assessore Toto Cordaro, un preliminare, che li vincolava alla stipula di un Contratto di Fiume.

Parallelamente, grazie agli sforzi congiunti di associazioni, commercianti, scuole ed istituzioni, l’Oreto si è posizionato al secondo posto della classifica nazionale de “I luoghi del Cuore FAI”, ottenendo la somma di 65.000 euro. L’accresciuta consapevolezza circa l’importanza del fiume e della sua valle, il clima di fiducia venutosi a creare, le relazioni sorte nell’ambito dell’iniziativa, promossa dal Fondo Ambiente Italiano, con la collaborazione di Banca Intesa San Paolo, hanno gettato le basi per la formazione di una vera e propria rete di portatori di interesse, che, costituendosi in un Comitato promotore, ha sottoscritto il Manifesto d’Intenti “Un fiume in Comune: l’Oreto e la sua Valle”, sottoponendolo poi all’adesione della città. 

Il percorso, ad oggi in atto, ha cementato le relazioni tra i Comuni di Palermo, Altofonte e Monreale, coinvolgendo istituzioni, associazioni, professionisti, singoli cittadini di tutti e tre gli ambiti territoriali. Ulteriormente, nell’ambito del Comitato, sono sorti alcuni gruppi di lavoro che, analizzando ciascuno un tema specifico, tra la cultura, la storia, la geologia o la legislazione, forniranno, attraverso il materiale raccolto, la base portante di un’approfondita analisi conoscitiva economico-sociale circa l’ambito territoriale di riferimento, che verrà poi messa a disposizione di una Segreteria tecnica, formata da istituzioni e professionisti. 

Lo scorso 29 Gennaio, inoltre, presso la Sala delle Carrozze di Villa Niscemi, il Comitato promotore per l’istituzione del Contratto di Fiume e di Costa dell’Oreto ha presentato il progetto, “FAI il bosco dell’Oreto”, elaborato dagli architetti Giuseppe Castellese e Rosario Favitta e finalizzato all’utilizzo del contributo ottenuto grazie alla partecipazione al censimento “I luoghi del cuore” 2018.

Il Progetto, in particolare, prevede la creazione di quattro sentieri didattici, ciascuno dei quali abbraccia un distinto tratto di fiume, da salvaguardare e restaurare attraverso la sistemazione del percorso, la selciatura, la cordonatura (utilizzando pietra locale), nonché il drenaggio delle acque; è prevista la realizzazione di staccionate e ancoraggi per funi nei tratti più difficili e la collocazione di cestini per i rifiuti. Infine si prevede la creazione di piccoli ponticelli in legno per l’attraversamento, in alcuni punti, del corso d’acqua e la posa di segnaletica didattica e direzionale. Le zone interessate sono quelle del Torrente Sant’Elia, affluente dell’Oreto nei pressi di Pioppo, del Fiumelato di Meccini, a valle di Altofonte, di Fontana Lupo, al centro della valle e della Presa Santa Caterina dell’AMAP, collocata all’inizio del percorso meandriforme del fiume nella Piana di Palermo.

In particolare, per quanto riguarda il fiume Sant’Elia, agli interventi sopra elencati si aggiunge anche l’introduzione di un punto di sosta e osservazione delle bellezze naturalistiche. A monte di quest’ultimo, si prevede di creare un sistema di fitodepurazione, attraverso la collocazione di particolari specie vegetali acquatiche su un substrato ghiaioso. Inoltre è prevista la realizzazione di un “acquario fluviale”, cioè di un piccolo bacino per il ripristino della fauna, un tempo esistente nel fiume (anfibi, anguille, granchi).

Complice la situazione emergenziale, dettata dal diffondersi della pandemia del Covid-19, lo studio del progetto da parte delle Amministrazioni comunali ha purtroppo richiesto tempi piuttosto lunghi. 

Infine, la mattina del 22 maggio, il Consigliere Paolo Caracausi, Presidente della Terza Commissione del Comune di Palermo, ha convocato una riunione, avente ad oggetto la disamina delle proposte progettuali. Hanno preso parte ai lavori:  l’Assessore del territorio e dell’ambiente Toto Cordaro e la Dottoressa Tirrito, consulente dell’Assessorato; l’Ingegnere Granata dell’Autorità di Bacino; l’Assessore Giusto Catania del Comune di Palermo e gli architetti Sarta e Liuzzo; i consiglieri Sardisco e La Barbera del Comune di Monreale; il Sindaco di Altofonte Angela De Luca; il Presidente del Comitato Salviamo l’Oreto, Salvatore Bucchieri e gli architetti Rosario Favitta e Giuseppe Castellese del Comitato Promotore per il Contratto di Fiume dell’Oreto; nonché i rappresentanti del FAI nazionale e di Palermo.

Nello specifico, le amministrazioni comunali coinvolte hanno espresso il loro apprezzamento nei confronti dell’idea progettuale presentata. Pareri positivi sono giunti anche dai rappresentanti della Regione, dall’Autorità di Bacino e dal FAI. Quest’ultimo, in particolare, ha sottolineato la necessità di inserire i quattro sentieri didattici oggetto della proposta nel quadro di una più ampia programmazione, a breve e lungo termine, che prendendo in considerazione aspetti prettamente legati alla tutela ambientale del corso d’acqua, consentirà di offrire alla cittadinanza un intervento di risistemazione complessiva che concentrandosi sul ripristino del rapporto tra i cittadini e il loro fiume non dimentica però il panorama in cui il finanziamento, erogato dal FAI, si va ad inserire. 

A questo proposito dunque acquista importanza l’approvazione formale del manifesto d’intenti elaborato dai membri del Comitato promotore per il contratto di fiume Oreto e base del futuro contratto. Gli ultimi step prima dell’erogazione finale del contributo saranno proprio le delibere dei Consigli Comunali che approvano rispettivamente il manifesto e l’idea progettuale per l’utilizzo dei fondi FAI. 

Nel frattempo, entro la metà di Giugno, l’Assessore Regionale del territorio e dell’ambiente Toto Cordaro si è impegnato a prendere contatti con la Protezione Civile e il Servizio Sviluppo Rurale (Assessorato Regionale Agricoltura e Foreste), mentre l’Autorità di Bacino ha dato la sua disponibilità quanto alla fase preparatoria e consultiva relativa all’idea progettuale elaborata dagli architetti del Comitato. 


Foto in copertina di Beatrice Raffagnino

 
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Beatrice Raffagnino

Beatrice Raffagnino

Il giornalismo, la scrittura e la fotografia sono stati sempre parte del mio modo d'essere. È una forma d'amore e di ribellione il voler conoscere.

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