Un fiume tossico e fuori controllo

Di Beatrice Raffagnino – Il 22 dicembre del 2017 gli agenti del Nucleo controllo attività produttive su area pubblica della Polizia Municipale sequestrarono l’area di 5 mila metri quadrati, situata alla Foce del fiume Oreto, nei pressi dell’Ex Deposito delle Locomotive di Sant’Erasmo. Quest’ultima, di proprietà della Fincantieri e del Demanio Marittimo era stata ceduta al Comune che a sua volta l’aveva data in concessione alla ditta “La Cala srl” perché la utilizzasse  come deposito per i tubi destinati al nuovo collettore fognario di Palermo.

Le  indagini della polizia sono state avviate nel maggio del 2017, dopo  un incendio di probabile origine dolosa appiccato da ignoti ai tubi in questione. Sotto di essi infatti sono stati trovati rifiuti tossici dei quali però la ditta interessata non aveva mai segnalato la presenza.

A seguito degli accertamenti, quindi, il Pm ha convalidato il sequestro dell’area a tutela dell’integrità dei luoghi e della salute dei cittadini.

Tuttavia, in aperto contrasto col provvedimento dell’Autorità e nell’indifferenzaWhatsApp Image 2019-03-23 at 14.56.36 generale,  si sono verificate sino a oggi continue violazioni dei sigilli apposti.  Furgoni carichi di rifiuti e materiali pericolosi periodicamente ritornano alla foce e riversano indisturbati il loro carico nelle acque del fiume e lungo il sentiero sovrastante dando vita a una vera e propria discarica abusiva mentre, protetti dal canneto che circonda l’Oreto, ignoti bruciano rame rubato, inondando di fumo l’onnipresente gap di controllo sul territorio.

Infine un aspetto va sottolineato. All’area in questione si accede molto (troppo) facilmente. Una sbarra di ferro con catena e catenaccio, posta all’ingresso che dà su via Messina Marine, dovrebbe infatti impedire il passaggio ai visitatori indesiderati ma, di fatto, è perennemente aperta.

WhatsApp Image 2019-03-23 at 14.56.05Le chiavi? Testimoni dicono di aver visto gli stessi titolari dei furgoni che vengono a scaricare al fiume aprire il catenaccio per cui sembrerebbe siano state duplicate.  Ma a prescindere da chi ne sia il legittimo possessore, un dato resta certo: nessuno mai dovrebbe avere il permesso di utilizzarle per aprire una sbarra che, al momento attuale, protegge un’area sottoposta a sequestro.

Sarebbe allora ad esempio auspicabile da parte dell’amministrazione Comunale l’introduzione di un semplice cancello con videocitofono al posto della sbarra, in modo tale da consentire l’accesso a persone singole e non più a mezzi, e nello stesso tempo garantire un maggiore controllo.


 

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