Recupero del fiume Oreto: aperta la strada al finanziamento

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Di Beatrice Raffagnino – Lo scorso marzo gli architetti Liuzzo e Sarta del Comune di Palermo hanno candidato al Bando relativo alla Misura 6.5.1 (“Azioni previste nei Prioritized Action Framework (PAF) e nei Piani di Gestione della Rete Natura 2000”), del PO FESR Sicilia 2014/2020, un Progetto di fattibilità che destinava circa 7 milioni di euro all’infrastruttura verde “ZSC ITA020012Valle del Fiume OretoSentiero Natura ed interventi manutentivi” che interessa il tratto che va dal Ponte Corleone alla foce (quest’ultima esclusa). A distanza di mesi il progetto in parola è stato ritenuto ammissibile dall’Assessorato Regionale Territorio ed Ambiente e adesso sarà attentamente valutato da una commissione tecnica che stabilirà se inserirlo o meno e in che misura all’interno della graduatoria definitiva di finanziamento.

Dalla valutazione, in caso di esito positivo, si aprirebbe la strada alla progettazione esecutiva. Analizzando nel dettaglio il progetto, quest’ultimo si pone i seguenti obiettivi cardine: 1. rinaturalizzazione e ricomposizione di habitat in aree degradate con specifica attenzione al recupero e alla valorizzazione degli elementi connotativi di carattere vegetativo, geomorfologico, alla rete idrografica d’acqua ed al sistema dei percorsi; 2. rimozione di detrattori ambientali e ricostituzione di habitat; 3. adeguamento e mitigazione degli impatti da infrastrutture o da attività antropiche; 4. ulteriori interventi previsti nelle schede progettuali dei PdG, di carattere immateriale per gli studi, la formazione e l’informazione, il coinvolgimento del partenariato e delle istituzioni, la regolamentazione, la programmazione e la gestione del territorio fluviale.

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In particolare ci si propone di rimuovere manufatti e discariche abusive e realizzare un sentiero natura, attraverso la pulitura e sistemazione dei tracciati esistenti, l’apertura di varchi e/o accessi da strade e/o proprietà pubbliche e l’eradicazione delle specie vegetali infestanti. Ulteriormente, prevista, la rifunzionalizzazione di manufatti esistenti finalizzata all’introduzione di sedi funzionali al parco fluviale e destinate all’accoglienza, al Centro di Educazione Ambientale, alla fruizione e all’allestimento museale.

Infine non mancheranno seminari, laboratori, studi, analisi volti alla definizione delle azioni e degli strumenti operativi di programmazione, gestione e monitoraggio dell’ambiente e del paesaggio del Fiume Oreto a vantaggio dell’intero sistema territoriale e condivisi con scuole,  associazioni, collettività interessata.

Emerge chiara, in sostanza, la volontà di consegnare ai cittadini e alle istituzioni un efficace meccanismo di controllo sociale che consenta loro di riappropriarsi finalmente del territorio. Perché ciò possa avvenire è importante intervenire armati del giusto mix di azioni materiali e immateriali. Occorre insomma ricreare un patrimonio innanzitutto culturale e affettivo, un legame perso nel tempo e sotterrato da più e più strati di abusivismo misto ad omertà e rassegnazione.


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