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Coronavirus: lo sport si ferma, a rischio Euro 2020 e le olimpiadi di Tokyo?

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L’allarme coronavirus mette in crisi il mondo dello Sport italiano. Ad una settimana dall’inizio dell’emergenza nazionale la situazione non sembra essere tornata alla normalità, molte regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte, Friuli e Liguria) hanno deciso di sospendere tutte le manifestazioni sportive, per evitare il rischio di ulteriori contagi che potrebbero coinvolgere sia gli spettatori che gli sportivi. Ma quanto durerà quest’emergenza?

L’obiettivo primario deve essere quello di garantire e tutelare la salute delle persone e di evitare che attraverso lo sport possano accendersi ulteriori focolai che rischierebbero di aggravare ulteriormente una situazione sempre più complicata, ma allo stesso tempo è impensabile che ad alti livelli si possa rimandare di settimana in settimana importanti eventi sportivi, con successive riprogrammazioni difficilmente collocabili all’interno dei calendari. L’obiettivo è dunque quello di far ripartire lo sport e di tornare alla normalità, ma trovare una quadra in questo momento frenetico e con continui sviluppi non è facile. «Far ripartire lo sport garantendo la salute. Questo è il mio obiettivo»: con un messaggio sul proprio profilo Facebook, il ministro dello Sport e Politiche giovanili Vincenzo Spadafora ha commentato le ultime ore in tema Coronavirus e sport: «Nel corso del pomeriggio ho incontrato i vertici del Calcio italiano e il presidente del CONI. Tutti hanno dimostrato grande responsabilità, consapevolezza e volontà di collaborazione».

L’idea iniziale della Lega Calcio era quella di far giocare a porte chiuse le partite nelle regioni più a rischio, tuttavia la retromarcia dei vertici federali ha ufficializzato lo slittamento di altre 5 partite del 24° turno, che avrebbe avuto come match clou il derby d’Italia Juventus – Inter giocato in uno scenario del tutto inedito con gli spalti vuoti. Le 5 partite da recuperare si giocheranno il 13 maggio, creando un vero e proprio caos sui calendari, visto che si sommano ad altri 4 match posticipati durante la 23° giornata. Garantire la sicurezza della salute pubblica rimane la priorità assoluta ma allo stesso tempo sono numerosi gli interessi in gioco, a livello economico, con le pressioni derivanti da sponsor e diritti TV, oltre ai numerosi impegni che affolleranno il calendario nei prossimi mesi con le Coppe europee e le Nazionali.

Difficile fare programmi e sapere con certezza quando tutti gli eventi sportivi potranno tornare alla normalità: l’aggiornamento riguardante il numero dei contagi varia di giorno in giorno coinvolgendo sempre più paesi e ciò potrebbe mettere a rischio lo svolgimento di due grandi eventi in programma nei prossimi mesi come l’Europeo di calcio, per la prima volta in modalità itinerante con numerosi paesi e città coinvolte e le Olimpiadi di Tokyo. Proprio in Giappone, uno dei paesi maggiormente colpiti dalla Covid-19 con quasi 900 casi, sono stati sospesi i principali eventi sportivi in programma nelle prossime due settimane, ma l’attenzione si sposta inevitabilmente a ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi a meno di 150 giorni dall’avvio dei giochi.

Il ministro delle Olimpiadi Seiko Hashimoto ha dichiarato: «Crediamo sia necessario prepararsi allo scenario peggiore per migliorare le nostre operazioni per raggiungere il successo», aggiungendo che sono stati fatti piani «in modo da poter tenere l’Olimpiade di Tokyo senza rischi». Tuttavia l’eventuale cancellazione dei giochi Olimpici di Tokyo potrebbe avere gravissime ripercussioni sull’intero Giappone, in termini economici per le svariate multinazionali che hanno investito nell’evento come sponsor e per i grandissimi investimenti realizzati dal paese nipponico per aggiornare e ampliare le infrastrutture. Il premier giapponese Shinzo Abe ha cercato di stemperare la tensione assicurando che il Giappone compirà tutti gli sforzi necessari per garantire lo svolgimento in totale sicurezza delle Olimpiadi, anche se le prossime settimane saranno decisive per capire il futuro di Tokyo 2020.

Anche Euro 2020 potrebbe subire le ripercussioni dell’emergenza coronavirus. Il torneo, in programma dal 12 giugno al 12 luglio, presenta per la prima volta la formula “itinerante” organizzata in occasione del 60° anniversario del torneo UEFA e vedrà coinvolte numerose città. Le 12 città che ospiteranno l’Europeo 2020 saranno Roma, Copenaghen, Bucarest, Amsterdam, Dublino, Bilbao, Budapest, Glasgow, Baku, Monaco di Baviera, Londra e San Pietroburgo. La formula itinerante potrebbe essere un ulteriore rischio da prendere in considerazione per quanto riguarda il diffondersi del virus nelle metropoli che ospiteranno il torneo, poiché sono attesi oltre 2,5 milioni di tifosi in tutte le partite. Pertanto i vertici UEFA stanno facendo le loro valutazioni dopo il diffondersi del virus in Europa, con la possibilità concreta che Euro2020 venga alterato nella sua forma o nella peggiore delle ipotesi addirittura rinviato.


Di Fabrizio Valenti

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