Verso Euro 2020

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Di Francesco Polizzotto – Il quadro delle nazionali qualificate ai prossimi Campionati europei di calcio è quasi completo. Il sorteggio di sabato 30 definirà la fase a gironi del primo torneo continentale “itinerante”.

La scorsa settimana si è conclusa la fase delle qualificazioni a Euro 2020, i campionati europei di calcio che si disputeranno tra il 12 giugno e il 12 luglio del prossimo anno. Venti squadre hanno ottenuto il pass alla fase finale, piazzandosi al primo o al secondo posto nei rispettivi gruppi eliminatori. Procedendo dal gruppo A al gruppo J, accedono come prime Inghilterra, Ucraina, Olanda, Svizzera, Croazia, Spagna, Polonia, Francia, Belgio e Italia; accedono come seconde Repubblica Ceca, Portogallo, Germania, Danimarca, Galles, Svezia, Austria, Turchia, Russia e Finlandia. Le restanti quattro nazionali che giocheranno a Euro 2020 saranno determinate grazie a due turni di play-off, da disputarsi il 26 e il 31 marzo.

La cerimonia del sorteggio dei gironi della fase finale, che si terrà sabato prossimo a Bucarest, vedrà quindi venti squadre già certe e quattro ancora da determinare. In ogni caso ci sarà una griglia con quattro fasce in base al ranking, che determinerà la distribuzione delle nazionali nei sei gironi. L’Italia di Mancini, che ha dominato il gruppo J vincendo tutti e dieci gli incontri, sarà inserita nella prima fascia assieme a Belgio, Inghilterra, Ucraina, Spagna e Germania. La Francia, campione del mondo in carica nonché finalista a Euro 2016, si trova in seconda fascia; il Portogallo campione europeo uscente addirittura in terza fascia!

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Euro 2020 sarà la sedicesima edizione della manifestazione continentale, a sessant’anni di distanza dal primo torneo del 1960, disputato in Francia e vinto dall’URSS. Proprio per celebrare questo 60° anniversario della competizione, si è scelto di non avere un’unica nazione ospitante, così come fatto nelle passate occasioni. I campionati europei di calcio saranno quindi per la prima volta “itineranti”.

Le partite della fase finale verranno giocate in dodici città diverse: Amsterdam, Baku, Bilbao, Bucarest, Budapest, Copenaghen, Dublino, Glasgow, Roma, Londra, Monaco di Baviera e San Pietroburgo. Partita inaugurale allo stadio Olimpico di Roma e finale al Wembley stadium di Londra. Come avvenuto nell’ultima edizione, la formula del torneo vedrà la prima fase con i sei gironi e la seconda fase col tabellone tennistico. Accederanno agli ottavi di finale le sei vincitrici dei gironi, le sei seconde e le quattro migliori terze; quindi quarti di finale, semifinali e finalissima. Curiosamente il Portogallo vinse nel 2016 nonostante fosse arrivato terzo nel suo girone.

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Per gli amanti delle statistiche occorre ricordare che Spagna e Germania sono le nazionali con più affermazioni agli europei, avendo vinto tre volte il torneo. Gli iberici si sono affermati nel 1964, nel 2008 e nel 2012; i teutonici nel 1972, nel 1980 e nel 1996. Segue nel palmarès la Francia, vincitrice di due edizioni (1984 e 2000), quindi ben sette nazionali hanno trionfato una sola volta (URSS, Italia, Cecoslovacchia, Olanda, Danimarca, Grecia e Portogallo).

Quando mancano oltre sei mesi alla partita d’esordio e in attesa della composizione dei gironi, scandita dal sorteggio, appare rischioso avventurarsi in previsioni. I campionati europei, storicamente, sono la manifestazione calcistica più “democratica” e l’albo d’oro del torneo lo dimostra ampiamente. Gli exploit della Danimarca nel 1992 e della Grecia nel 2004 lasciano sperare davvero qualsiasi nazionale, anche quella meno attesa e pronosticabile ai nastri di partenza. Indubbiamente però possiamo delineare una cerchia di squadre favorite, sulla base degli organici a disposizione e dei risultati recenti. Sulla carta sono Francia, Portogallo, Inghilterra, Belgio e Spagna, ciascuna con le proprie potenzialità, le compagini più accreditate al successo finale. Croazia, Germania, Italia, Olanda e Ucraina partono, sempre sulla carta, un gradino dietro, ma potrebbero ritagliarsi anche loro un ruolo da protagoniste.


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