Il Giappone scopre l’inflazione: la svolta storica sui tassi

Il Giappone scopre l’inflazione: la svolta storica sui tassi

La Bank of Japan alza i tassi all’1%, un record dal 1995. Ecco come la crisi in Medio Oriente e lo yen debole cambiano l’economia del Giappone.


La Banca Centrale del Giappone (Bank of Japan o BoJ) ha rotto gli indugi, decretando un incremento del tasso di riferimento che sale dall’0,75 per cento all’1 per cento. Si tratta di un ritocco apparentemente contenuto che, tuttavia, proietta il costo del denaro overnight non garantito ai massimi storici degli ultimi trent’anni.

Per trovare una situazione analoga, infatti, bisogna risalire al 1995. La decisione segna una netta inversione di tendenza rispetto alla storica politica monetaria che il Giappone ha perseguito per intere stagioni economiche.

Nello specifico, il Paese asiatico aveva applicato tassi azzerati o addirittura negativi, adottati nel tentativo di incentivare i consumi, sbloccare il credito e debellare una cronica deflazione. L’intervento in rialzo segue a breve distanza il precedente ritocco avvenuto nel dicembre del 2025, confermando l’accelerazione verso la normalizzazione finanziaria.

Il Giappone scopre l’inflazione: la svolta storica sui tassi

L’ombra della crisi energetica e geopolitica sullo yen

Il motore di questo drastico cambio di rotta risiede nelle forti pressioni inflazionistiche che stanno investendo il quadrante asiatico. Il Giappone, strutturalmente privo di risorse fossili e costretto a importare la quasi totalità del proprio fabbisogno di gas e greggio, è stato colpito duramente dalle tensioni internazionali.

Il conflitto in Iran e il conseguente blocco commerciale dello stretto di Hormuz hanno innescato un’impennata dei costi energetici globali. Questo scenario ha accelerato il deprezzamento dello yen, scivolato nei mesi scorsi fino alla soglia critica di 160 unità per dollaro statunitense.

Il rialzo del costo del denaro punta proprio a difendere la valuta nazionale e a frenare la corsa dei prezzi al consumo, ormai stabilmente ancorati a una crescita del 2 per cento, un dato insolito per un sistema abituato a una prolungata stagnazione economica.

Il Giappone scopre l’inflazione: la svolta storica sui tassi

Mercati finanziari e assetti di vertice alla prova

La reazione della piazza finanziaria non si è fatta attendere. Nelle prime battute della sessione di contrattazioni, l’indice Nikkei 225 della borsa di Tokyo ha vissuto un rally eccezionale. Prima dell’annuncio della BoJ ha superato temporaneamente la soglia psicologica dei 70.000 punti, per poi riposizionarsi su livelli più moderati.

La storica delibera dell’istituto monetario giapponese si è consumata in un momento di transizione interna. Il Governatore Kazuo Ueda non ha potuto guidare il vertice a causa di un recente ricovero ospedaliero, lasciando al vice Shinichi Uchida il compito di illustrare la strategia monetaria ai media.

Nonostante la svolta, la traiettoria giapponese resta distante dai parametri occidentali. Ciò viene dimostrato dalle scelte della Banca Centrale Europea (BCE) che ha recentemente aggiornato i propri tassi di riferimento in una forbice compresa tra il 2,25% e il 2,65%, interrompendo un’attesa durata quasi un triennio.

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