Report Oxfam: le banche UE danneggiano ambiente e diritti umani
Dai principali player europei 8 miliardi l’anno per estrarre minerali critici, utili alla nostra transizione energetica ma a discapito dei diritti e dell’ambiente nel sud del mondo: il nuovo report Oxfam
Le banche europee sono al centro di una transizione energetica che promette di cambiare il volto del pianeta, ma dietro la retorica della sostenibilità si nascondono storie di sfruttamento, violazioni dei diritti umani e devastazione ambientale. Un nuovo report di Oxfam, “Financing Critical Minerals but Failing Critical Safeguards”, smonta la narrazione delle “green finance” e rivela come le principali istituzioni finanziarie dell’UE stiano alimentando una corsa ai minerali critici che sta lasciando ferite profonde in Africa, America Latina e Asia.
La transizione verde e il suo prezzo nascosto secondo il report Oxfam
Tra il 2016 e il 2024, le banche europee hanno erogato 64 miliardi di euro in prestiti e servizi di sottoscrizione a società minerarie, mentre altri 15 miliardi sono stati investiti in obbligazioni e azioni del settore. Questi finanziamenti sono stati spesso diretti a imprese coinvolte in scandali ambientali e sociali: dalle miniere di cobalto in Repubblica Democratica del Congo, dove le comunità indigene sono state private delle loro terre, ai progetti in Mozambico, Brasile e Perù, dove l’inquinamento dell’acqua e la distruzione degli ecosistemi sono all’ordine del giorno.
Le comunità locali, spesso già vulnerabili, si trovano a dover affrontare espropri forzati, insediamenti privi di condizioni sanitarie adeguate e la perdita di accesso alle risorse fondamentali. La transizione verde, che dovrebbe portare benefici a tutti, rischia così di diventare un’altra forma di sfruttamento, con le banche europee che finanziano progetti senza garantire la protezione dei diritti umani e dell’ambiente.
Banche UE: tutele insufficienti e normative in regressione
L’analisi delle otto principali banche e investitori europei mostra punteggi di salvaguardia ambientale e dei diritti umani compresi tra 2,6 e 4,0 su 10. Questi risultati sono lontani dagli standard internazionali e rivelano una mancanza di trasparenza e responsabilità. La normativa europea, invece di rafforzarsi, tende a essere indebolita: sono in corso modifiche come l’Omnibus Proposal che diluiscono le regole sulla due diligence e la responsabilità d’impresa. Questo lascia le banche praticamente “libere” di finanziare progetti controversi senza vincoli stringenti.
Il rischio sistemico: reputazione, conflitto e transizione a rischio
Finanziare progetti minerari senza robusti standard di protezione espone le banche a gravi rischi reputazionali e finanziari. Le proteste locali e i conflitti sociali possono fermare le miniere, rallentando la transizione energetica europea e generando costi aggiuntivi per il sistema. Nel report, Oxfam denuncia come l’attuale modello, privo di obblighi di “Free, Prior and Informed Consent” delle comunità coinvolte, sia contrario alle migliori pratiche internazionali e al rispetto dei diritti degli indigeni e dei cittadini locali.
Inoltre, Oxfam invita l’UE a non indebolire ulteriormente le regole su sostenibilità e due diligence, adottando invece procedure obbligatorie di consultazione e protezione per le comunità interessate dai progetti minerari, con l’introduzione dello standard FPIC per tutte le leggi e i regolamenti legati ai minerali critici e alle batterie. Solo così l’Europa potrà garantire che la transizione verde non significhi nuovi abusi, ma sviluppo sostenibile e rispetto per l’ambiente e i diritti.


