Memorabili. L’informazione che cambia, la libertà che (ci) resta

Memorabili. L’informazione che cambia, la libertà che (ci) resta

Inaugurata il 16 settembre a Palermo, nella sede di Assostampa, la mostra “Memorabili. L’informazione che cambia, la libertà che (ci) resta”. Un percorso che ripercorre l’evoluzione del giornalismo in Sicilia dagli anni Sessanta ai primi Duemila, rendendo omaggio a chi, in nome della verità, ha pagato con la propria vita il prezzo più alto.


Storie di giornalisti e verità, tra fotografie e oggetti d’epoca

«La storia del presente la raccontano i giornalisti». Questa è la frase-guida che sottolinea l’idea della mostra fotografica – curata dal fotogiornalista Franco Lannino: rendere visibile il lavoro dei cronisti, con i suoi risultati e le sue difficoltà, per difendere l’informazione come bene pubblico.

Il percorso espositivo ripercorre il mestiere del giornalista, restituendo momenti emblematici della professione, attraverso una serie di fotografie ed una selezione di oggetti d’epoca come macchine da scrivere, taccuini e attrezzature analogiche.

“Le immagini raccontano «un mestiere che è mutato profondamente», ma mostrano anche “memorabili scatti dentro la notizia” che rimandano alla centralità della libertà di stampa e all’impegno per difenderla”, commenta così la mostra Alessandra Costante, segretaria generale FNSI.

Memorabili. L’informazione che cambia, la libertà che (ci) resta

Particolarmente significativa è la scelta delle date. L’esposizione si è aperta il 16 settembre, anniversario della scomparsa del giornalista Mauro De Mauro (1970) e si chiude il 27 ottobre, in memoria di Giovanni Spampinato, ucciso nel 1972.

De Mauro: il giornalista che sapeva troppo

Mauro De Mauro non era un semplice cronista, ma un giornalista investigativo capace di scavare sotto la superficie dei fatti.

Dopo le prime esperienze per varie testate giornalistiche siciliane, lavorò per L’Ora di Palermo, la redazione che negli anni Sessanta divenne la prima vera voce contro il potere mafioso. Qui, accanto a colleghi coraggiosi come Vittorio Nisticò e Mario Francese, firmò inchieste che segnarono un’epoca: dalla “Mappa della mafia” alla denuncia del “Sacco di Palermo”. Un giornalismo, il suo, che non si accontentava della cronaca nera ma cercava i legami profondi tra criminalità, economia e politica.

Capace di fare nomi e cognomi laddove altri tacevano, era considerato un cronista “scomodo” che non temeva di portare alla luce verità pericolose.

Il caso Mattei

Nell’estate del 1970 stava indagando sulla morte di Enrico Mattei – fondatore dell’Ente Nazionale Idrocarburi (ENI) – su commissione del regista Francesco Rosi che stava lavorando al film Il caso Mattei.  De Mauro era fortemente convinto che l’aereo dell’imprenditore fosse stato sabotato; cominciò quindi ad interrogare persone legate a Mattei, all’ENI, trovando collegamenti fra affari energetici, ambienti politici e organizzazioni criminali. De Mauro affermò ai colleghi di avere «uno scoop che avrebbe scosso l’Italia».

Pochi giorni dopo, il 16 settembre, sparì senza lasciare traccia: fu sequestrato mentre tornava a casa a Palermo. La scomparsa scatenò ricerche intense ma il corpo non venne mai rinvenuto, passando così per un chiaro esempio di “lupara bianca”, omicidio con occultamento del corpo.

Nel tempo sono emerse varie piste relativamente al caso Mattei ma ancora oggi la verità definitiva rimane incerta.

Giovanni Spampinato, la breve vita di un giornalista libero

Nato a Ragusa il 6 novembre 1946, Giovanni Spampinato fu anche lui corrispondente per L’Ora di Palermo e per l’Unità.

Spampinato non faceva giornalismo di salotto: andava sul campo. I suoi articoli portarono alla luce traffici illeciti e altre attività illegali che attraversavano Ragusa, Siracusa e Catania. La sua attenzione, tra le altre cose, si concentrò anche sul delitto dell’ing. Angelo Tumino, tanto da domandarsi pubblicamente come fosse stato ucciso. È stato proprio questo “mettere il dito nella piaga” a renderlo pericoloso per chi non voleva che quelle verità emergessero.

Le sue domande sul delitto dell’ingegnere rivelarono infatti connessioni inquietanti e alimentarono interrogativi che avrebbero segnato la sua breve carriera.

L’omicidio e la memoria di un giornalista scomodo

Il 27 ottobre 1972, alla vigilia del suo ventiseiesimo compleanno, Spampinato fu ucciso con sei colpi di pistola. A sparare fu Roberto Campria, figlio del presidente del tribunale di Ragusa. L’omicidio rappresentò un evento traumatico per la comunità e per il giornalismo siciliano. Il processo portò alla condanna dell’assassino, ma le circostanze del delitto rimasero in parte irrisolte.

“I nuovi sviluppi investigativi – ha dichiarato Alberto Spampinato – confermano che l’assassinio di mio fratello è una vicenda emblematica dei rischi che corrono in Italia i giornalisti che pretendono di assolvere ai loro doveri pubblicando verità scomode, notizie che disturbano affari poco puliti e apparati pubblici che chiudono gli occhi invece di spalancarli.”

Memorabili. L’informazione che cambia, la libertà che (ci) resta

A distanza di oltre cinquant’anni, la figura di Giovanni Spampinato continua a essere ricordata come simbolo di un giornalismo libero e coraggioso, capace di interrogare il potere e di difendere la verità.

Una Memoria viva

Le vicende di De Mauro e di Spampinato restano casi emblematici, non solo per il metodo con cui affrontavano le loro inchieste, ma per la loro responsabilità civile.                    

Le loro storie dimostrano quanto sia ancora oggi vitale un giornalismo capace di cercare, scoprire e raccontare la verità. «Leggi bbonu i carti e parra cca genti» — studia bene le carte e parla con la gente — ripeteva Mario Francese.

“Memorabili” ricorda che la memoria dei giornalisti è anche memoria della verità, spesso pagata a caro prezzo. Commemorarli significa riaffermare l’importanza della libertà di stampa e il dovere civile di proteggere chi sceglie di raccontare ciò che altri preferirebbero tacere.

Si ricorda che l’esposizione, realizzata dall’Associazione Siciliana della Stampa (Assostampa), in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Gruppo Cronisti Siciliani, Gruppo Pensionati Siciliani e Federazione Nazionale della Stampa (FNSI), sarà aperta al pubblico: Lunedì / Mercoledì / Venerdì 09:00–13:30; Martedì / Giovedì 09:00–16:30. Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito assostampasicilia.it

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