Parità di genere, lento miglioramento nell’UE

Lo scorso 10 dicembre, l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere ha pubblicato i dati del 2024 relativi alla parità di genere nell’Unione Europea.
La parità di genere costituisce un principio fondamentale del diritto dell’Unione Europea (UE). Nel corso degli anni, le Istituzione comunitarie hanno realizzato notevoli progressi nel tentativo di eliminare – o, quantomeno, ridurre – il divario di trattamento che sussiste in tale materia. Il fondamento giuridico dell’approccio sopra richiamato va rinvenuto nell’art. 8 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). Nel dettaglio, la disposizione in esame sancisce che l’UE, nelle sue azioni, «mira ad eliminare le diseguaglianze, nonché a promuovere la parità, tra uomini e donne», così come enucleata agli artt. 2 e 3 del Trattato sull’Unione Europea (TUE).
Muovendo da tale norma, le Istituzioni comunitarie hanno inserito la dimensione di genere nelle politiche dell’UE, prevedendo altresì norme specifiche per la promozione della condizione femminile. In aggiunta, la Commissione europea ha adottato la Strategia per la parità di genere 2020-2025, nell’ottica di porre fine ai quei fattori che determinano lo squilibrio che, ancora oggi, persiste tra uomini e donne. Basti pensare alla violenza e agli stereotipi di genere, così come al divario che esiste nel mercato del lavoro, soprattutto in materia di retribuzione e di pensioni.
L’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere
Nell’ambito delle Agenzie costituite all’interno dell’UE, è stato istituito l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (European Institute for Gender Equality o EIGE). Si tratta di un polo di ricerca indipendente che rappresenta la fonte primaria di informazione in materia di parità uomo-donna. In tale prospettiva, l’EIGE mette a disposizione i propri dati, studi e strumenti per l’elaborazione di misure che siano inclusive, trasformative e atte a promuovere l’uguaglianza di genere in tutti gli ambiti della vita.
Nello specifico, l’istituto in esame collabora con le Istituzioni comunitarie, gli Stati membri dell’UE, le organizzazioni internazionali, le ONG, gli organismi per le pari opportunità e quelli delle parti sociali, le università e gli esperti, i centri di ricerca, i media e le altre Agenzie dell’UE. Obiettivo di tale cooperazione è favorire l’integrazione della dimensione di genere nelle politiche europee e nazionali, nonché migliorare le statistiche in materia di gender equality.
L’Indice sull’uguaglianza di genere
L’Indice sull’uguaglianza di genere (Gender Equality Index o Indice) ricopre un ruolo essenziale nell’attività di ricerca condotta dall’EIGE. Tale strumento, infatti, offre una fotografia della parità uomini-donne nell’UE e negli Stati membri, segnalando i progressi da questi compiuti in materia. Per far ciò, l’indice si serve di specifici indicatori che si riferiscono a determinati settori, quali: lavoro (Work), retribuzione (Money), formazione e competenze (Knowledge), tempo extra lavorativo (Time), esercizio del potere (Power), salute (Health), violenza (Violence).
L’indice assegna un punteggio da 1 a 100 all’UE e ai rispettivi Stati membri, laddove il valore 100 rappresenta il conseguimento della piena parità di genere. In tale ottica, lo scorso 10 dicembre, l’EIGE ha presentato i risultati del Gender Equality Index 2024, i cui dati hanno rivelato un lento miglioramento nell’Unione. Persiste, inoltre, una disparità nei Paesi UE ancora significativa, aggravata ulteriormente dalle incertezze politiche ed economiche frutto dei conflitti e delle crisi attuali.
| Country | Index 2023 | Index 2024 |
| Sweden (SE) | 82.2 | 82.0 |
| Denmark (DK) | 77.8 | 78.8 |
| Netherlands (NL) | 77.9 | 78.8 |
| Spain (ES) | 76.4 | 76.7 |
| Belgium (BE) | 76.0 | 76.1 |
| France (FR) | 75.7 | 76.1 |
| Luxembourg (LU) | 74.7 | 75.4 |
| Finland (FI) | 74.4 | 74.5 |
| Ireland (IE) | 73.0 | 73.4 |
| Germany (DE) | 70.8 | 72.0 |
| Austria (AT) | 71.2 | 71.7 |
| European Union (EU) | 70.2 | 71.0 |
| Malta (MT) | 67.8 | 70.1 |
| Slovenia (SI) | 69.4 | 70.1 |
| Italy (IT) | 68.2 | 69.2 |
| Portugal (PT) | 67.4 | 68.6 |
| Lithuania (LT) | 64.1 | 65.8 |
| Bulgaria (BG) | 65.1 | 64.5 |
| Poland (PL) | 61.9 | 63.4 |
| Latvia (LV) | 61.5 | 62.6 |
| Cyprus (CY) | 60.7 | 60.9 |
| Estonia (EE) | 60.2 | 60.8 |
| Czechia (CZ) | 57.9 | 59.9 |
| Slovakia (SK) | 59.2 | 59.9 |
| Croatia (HR) | 60.7 | 59.7 |
| Greece (EL) | 58.0 | 59.3 |
| Hungary (HU) | 57.3 | 57.8 |
| Romania (RO) | 56.1 | 57.5 |
Come si evince dalla tabella sopra riportata, il punteggio dell’indice sull’uguaglianza di genere per l’UE è pari a 71 su 100, con un miglioramento di 0,8 punti dal 2023 (7,9 punti in più dal 2010). Permangono, tuttavia, alcune criticità legate alle variazioni significative tra gli Stati membri. Si passa dalla Svezia che ha ottenuto il punteggio più alto (82 su 100) alla Romania che si piazza in fondo alla classifica (57.5 su 100).
La parità di genere in Italia
Il quadro italiano nell’ambito della parità di genere presenta delle peculiarità e delle contraddizioni. Stando ai dati, l’Italia rappresenta lo Stato membro che ha realizzato il maggiore progresso dal 2010 ad oggi, con un aumento di 15.9 punti. Questo risultato lo pone all’interno della categoria dei Paesi in “catching up”, ossia che stanno guadagnando terreno rispetto alla media europea.
D’altro canto, l’Italia mostra serie difficoltà nel ridimensionare il divario di genere in settori come l’occupazione. Se prendiamo, infatti, gli indicatori menzionati in precedenza, lo Stato italiano si trova al di sopra della media europea solo in due casi: l’esercizio del potere (Power), con 66.5 punti rispetto ai 61.4 dell’UE; salute (Health), con 89.3 punti rispetto agli 88.6 dell’UE.
Il dato più disastroso per l’Italia riguarda l’indicatore del lavoro (Work), dove il nostro Paese si colloca all’ultimo posto con soli 65.5 punti rispetto ai 74.2 dell’UE e agli 85.0 della Svezia, situata in cima alla classifica. Si tratta di un dato che, più di tutti, dovrebbe far riflettere, tenuto conto dell’incidenza e dell’impatto che il fattore lavoro ha sulla vita delle donne e, in generale, dei cittadini.


