Violenza contro le donne, quale situazione nell’UE?

La lotta alla violenza contro le donne rientra tra le priorità fondamentali dell’Unione Europea. Qual è la situazione attuale nel panorama comunitario?
La violenza contro le donne costituisce, ad oggi, una delle principali sfide che l’Unione Europea (UE) e i suoi Stati membri sono chiamati a fronteggiare. In termini generali, la propagazione di tale fenomeno complesso prende le mosse da una serie di circostanze la cui analisi risulta utile per comprenderne la natura. Nel dettaglio, sebbene la violenza in quanto tale colpisca tutti gli individui, il relativo impatto differisce sulla base del genere della vittima e dell’autore, sulla rispettiva relazione, sulla tipologia di violenza considerata, nonché su ulteriori caratteristiche personali, quali l’età, l’orientamento sessuale e l’etnia.
La dichiarazione della Commissione europea
Lo scorso 24 novembre, la Commissione europea e l’Alto Rappresentante Josep Borrell hanno rilasciato una dichiarazione, in vista della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne prevista per il giorno successivo. In tal modo, l’UE ha ribadito il proprio impegno nel tutelare le vittime, in collaborazione con i Paesi partner, la società civile, i gruppi per i diritti delle donne e i difensori dei diritti umani.
La Commissione europea ha definito la violenza contro le donne «spregevole in tutte le sue forme», costituendo un pericoloso rischio in grado di minare i valori fondamentali su cui poggia l’UE. In tal senso, le diverse nature in cui tale fenomeno si manifesta – fisica, sessuale, psicologica ed economica – richiedono una costante attenzione ed una continua riflessione sulle ragioni e le circostanze che ne rappresentano la base.
I dati sulla violenza di genere nell’Ue
La gravità del fenomeno in esame risulta evidente alla luce degli ultimi dati pubblicati dall’Eurostat, in collaborazione con l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali (FRA) e l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE). Nello specifico, basti pensare che, negli Stati membri dell’UE complessivamente intesi, il 30,7% delle donne intervistate (114.023) ha dichiarato di aver subito violenza fisica o minacce e/o violenza sessuale nel corso della propria vita.
Nonostante il dato sopra richiamato, esiste all’interno degli Stati membri un forte risentimento sociale nei confronti di chi esercita atteggiamenti violenti. Ne è una conferma quanto riportato nell’Eurobarometro Flash sugli stereotipi di genere riguardo alla violenza contro le donne, pubblicato dalla Commissione europea lo scorso 24 novembre. In particolare, il 92% degli intervistati ritiene inaccettabile che un uomo schiaffeggi occasionalmente la moglie o la ragazza. D’altro canto, l’82% considera intollerabile che gli uomini molestino le donne importunandole per strada con commenti o fischi.

L’Ue contro la violenza sulle donne
Nell’ottica di garantire una protezione adeguata in favore delle donne, l’UE ha previsto specifici strumenti legislativi e peculiari misure pratiche. Nel corso degli ultimi decenni, infatti, l’Unione ha intensificato i suoi sforzi, compiendo notevoli progressi. Ad oggi, la “Strategia per la parità di genere 2020-2025” costituisce un elemento essenziale in tale prospettiva, prevedendo obiettivi e azioni volte a garantire la parità di genere e a contrastare la violenza nei confronti delle donne.
In aggiunta, nell’ottobre del 2023, l’UE ha aderito alla Convenzione di Istanbul, il più ambizioso atto giuridico internazionale sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica. Ad integrazione di tale quadro, le Istituzione europee hanno rafforzato la legislazione comunitaria, nel tentativo di garantire una maggiore protezione alle vittime.
In tale prospettiva, l’UE ha adottato una Direttiva che ha introdotto nuovi reati (violenza online, mutilazione genitale femminile, matrimonio forzato), aumentando altresì la cooperazione e il coordinamento tra gli Stati membri, nonché la prevenzione e l’accesso alla giustizia delle vittime. Sulla medesima scia, nel luglio del 2023, la Commissione europea ha proposto una modifica del quadro giuridico relativo ai diritti delle vittime, nell’ottica di predisporre una maggiore tutela.
Prospettive future
Nonostante l’evoluzione della società civile e della legislazione in questi decenni, la violenza di genere continua a persistere quale piaga e sfida sopprimente i valori costitutivi dell’era moderna, nonché quale violazione dei diritti umani. In tale prospettiva, l’UE ha mostrato il suo costante impegno nel contribuire alla lotta contro tale fenomeno e nel sensibilizzare la scena politica.
Indubbiamente, la complessità che caratterizza la violenza di genere, con le sue molteplici nature ed esternalizzazioni, richiederà – e richiede già da adesso – sforzi più efficaci e misure sempre più in grado di fronteggiare i casi concreti. Un risultato di tale portata necessità, come è pacifico intendere, la partecipazione di tutte le compagini della società civile, nonché la loro stretta collaborazione attiva.


