Giovani e crisi climatica: ne parliamo con Giovanni Tomasello
Crisi climatica, perdita di biodiversità e attivismo: qual è il ruolo dei giovani? Risponde Giovanni Tomasello, referente per Legambiente Sicilia.
La crisi climatica e la perdita di biodiversità rappresentano sfide urgenti: ogni anno migliaia di specie scompaiono, vittime dell’impatto umano sul pianeta. Ma in questo scenario critico, cresce una speranza concreta: l’attivismo giovanile, sempre più protagonista del cambiamento globale.
Secondo i dati ISTAT e Openpolis, l’adesione dei giovani italiani a movimenti ecologici è aumentata dall’1,9% al 4,4% tra il 2019 e il 2023. Questa crescita testimonia un impegno sempre più forte per la difesa dell’ambiente. Iniziative come Fridays for Future e il lavoro di associazioni come Legambiente dimostrano che i giovani non si limitano a grandi manifestazioni, ma agiscono anche a livello locale con progetti concreti.
Nel novembre scorso, due appuntamenti hanno sottolineato il ruolo dei giovani nell’affrontare la crisi climatica: lo Youth Climate Meeting a Palermo- un evento dedicato a temi cruciali come siccità, biodiversità ed eco-ansia – e il Climate Pride a Roma – manifestazione che ha ribadito l’urgenza di azioni collettive per giustizia climatica e sociale -.
Abbiamo intervistato Giovanni Tomasello, referente delle politiche giovanili per Legambiente Sicilia, per esplorare il ruolo dei giovani in questa lotta contro la crisi climatica.

Giovani protagonisti nella lotta al cambiamento climatico: l’intervista
Quali messaggi sono emersi durante lo Youth Climate Meeting? «Durante il meeting, il 9 novembre ci siamo concentrati sulla siccità, affrontando mitigazione e adattamento. Un workshop sulla biodiversità, guidato da esperti come Giulia Casamento, Salvatore Livreri Console e Gregorio Guzzo, ha offerto spunti per la tutela degli ecosistemi. Il 10 novembre, abbiamo affrontato il tema dell’eco-ansia con il supporto di realtà come Arci Servizio Civile, Extinction Rebellion Palermo e UDU Palermo, concludendo con un simbolico “urlo per il clima” davanti al Teatro Massimo».
Puoi raccontarci un progetto nato da questi incontri? «Lo Youth Climate Meeting è un incubatore di idee. Molti partecipanti hanno sviluppato progetti come la Festa dell’Albero, trasformando le idee ricevute durante l’evento in iniziative concrete nei loro territori».
Come vedi l’evoluzione dell’attivismo giovanile? «Oggi l’attivismo giovanile è più inclusivo e intersezionale rispetto al passato. Temi come l’ecotransfemminismo e la digitalizzazione per l’efficienza energetica si affiancano alla lotta climatica. I social media giocano un ruolo chiave, amplificando il messaggio, pur mantenendo il valore delle manifestazioni tradizionali».
Quali valori sono fondamentali per un attivista ambientale? «Curiosità, empatia e creatività sono essenziali. La curiosità spinge a conoscere e agire, mentre l’empatia aiuta a comprendere i bisogni del pianeta e delle comunità. Anche un piccolo contributo, come dedicare mezz’ora al mese, può fare la differenza».
Cosa consiglieresti a un giovane che vuole iniziare? «Informati, scegli una causa che ti sta a cuore e partecipa ad attività locali. Non temere di sbagliare: ogni passo, anche piccolo, è un contributo positivo per l’ambiente».
Giovani e futuro sostenibile: un messaggio di speranza
Le parole di Giovanni Tomasello sottolineano il ruolo cruciale dei giovani nell’affrontare la crisi climatica. Eventi come lo Youth Climate Meeting rappresentano un punto di partenza per trasformare la consapevolezza in azione concreta.
Con la crescente attenzione verso consumi sostenibili, energie rinnovabili e educazione ambientale, i giovani dimostrano che ogni gesto può fare la differenza. La loro passione e creatività sono il motore di un cambiamento necessario per costruire un futuro più sostenibile.
di Cristina Lembo


