Violenza contro le donne, approvate le prime norme dal Parlamento Europeo
Lo scorso 24 aprile, il Parlamento europeo ha approvato le prime norme dell’Ue sulla lotta alla violenza contro le donne. Analizziamo la normativa.
La violenza contro le donne e la violenza domestica costituiscono un fenomeno ad oggi molto diffuso negli Stati membri dell’Ue, colpendo una donna su tre. Secondo i dati riportati dall’Agenzia dell’Unione Europea per i diritti fondamentali (FRA), già nel 2014 una donna su dieci riferiva di essere stata vittima di violenza sessuale, una su venti di essere stata vittima di stupro e una su cinque di aver subito violenza domestica. Se si analizzano, poi, i numeri indicati dal Servizio Ricerca del Parlamento europeo (EPRS), la percentuale di vittime – nel caso specifico, di violenza di genere online – sale al 50%.
Si tratta di un contesto allarmante che ha registrato un decisivo incremento durante la crisi pandemica del COVID-19; periodo, questo, in cui le chiamate alle linee di assistenza telefonica per la violenza domestica sono quintuplicate, così come sono aumentate le vittime di molestie sessuali – soprattutto nel mondo del lavoro – e la percentuale di donne che hanno subito violenza online, in particolar modo se facenti parte della vita pubblica, come giornaliste e esponenti della politica.
Nell’ordinamento giuridico dell’Ue esistono, invero, degli strumenti legislativi applicabili alle vittime di questi tipi di violenza, i quali stabiliscono sia norme generali che disposizioni specifiche riguardanti determinate forme in cui tale violenza può manifestarsi. Va precisato, tuttavia, che tali strumenti non si occupano nel dettaglio della violenza contro le donne o della violenza domestica.

Muovendo da tali dati, la Commissione europea ha presentato una Proposta di Direttiva l’8 marzo 2022, nel tentativo di perseguire differenti obiettivi. Nel dettaglio, l’Esecutivo comunitario ha inteso predisporre norme volte a rendere perseguibili penalmente lo stupro come atto basato sulla mancanza di consenso, le mutilazioni genitali femminili e la violenza online, in particolare la condivisione non consensuale di immagini intime, lo stalking online, le molestie online e l’incitamento alla violenza o all’odio online.
Al contempo, la Commissione europea ha sottolineato la necessità di introdurre nuove modalità di denuncia più sicure, più semplici, più accessibili, anche online, e attente sia alla dimensione di genere che alla sensibilità del minore, obbligando inoltre le autorità nazionali competenti ad effettuare valutazioni individuali dei rischi al momento del primo contatto da parte della vittima.
In aggiunta, nella propria proposta, la Commissione europea ha dedicato particolare attenzione al rispetto della vita privata della vittima nel procedimento giudiziario e al diritto al risarcimento. Nel dettaglio, l’Esecutivo comunitario ha ritenuto che le prove e le domande riguardanti soprattutto la storia sessuale della vittima debbano poter essere utilizzate solo se strettamente necessario, con la possibilità per la stessa di richiedere il risarcimento integrale per i danni subiti direttamente all’interno del procedimento penale.

Da ultimo, al fine di garantire un’assistenza mirata alle vittime, la Commissione europea ha incluso nella propria proposta norme volte all’introduzione di servizi ad hoc all’interno degli Stati membri, come ad esempio centri antistupro e una linea di assistenza telefonica nazionale in caso di violenza contro le donne e di violenza domestica, disponibile gratuitamente 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, per tutto l’arco dell’anno. Nel tentativo di aumentare l’efficacia delle disposizioni in esame, l’Esecutivo comunitario ha proposto l’obbligo in capo agli Stati membri di realizzare un maggior coordinamento e una più proficua cooperazione, attraverso lo scambio di buone pratiche e il monitoraggio della situazione all’interno dei territori nazionali.
La Proposta di Direttiva della Commissione europea è stata successivamente sottoposta alle ulteriori fasi che caratterizzano la procedura legislativa ordinaria stabilita dall’art. 294 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFUE). In tal senso, a seguito delle negoziazioni sul testo tra il Parlamento europeo e il Consiglio dell’Ue, tali Istituzioni hanno raggiunto un accordo sul medesimo lo scorso 6 febbraio. Gli eurodeputati hanno approvato le nuove norme il successivo 24 aprile, con 522 voti a favore, 27 contrari e 72 astensioni.
In conclusione, le nuove norme sulla lotta alla violenza contro le donne potenzieranno l’efficacia degli attuali strumenti giuridici dell’Ue in materia, introdurranno una convergenza verso l’alto, colmeranno le lacune a livello di protezione, accesso alla giustizia, assistenza, prevenzione, coordinamento e cooperazione, nonché allineeranno l’ordinamento giuridico dell’Ue a norme internazionali consolidate.


