A Capaci il museo immersivo che racconta la mafia: nasce MuST23
È stato inaugurato a Capaci MuST23, il “Museo Stazione 23 maggio”, un progetto innovativo dedicato alle stragi di mafia del 1992 che hanno coinvolto Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Creato grazie alla collaborazione tra Addiopizzo Travel e Capaci No Mafia, il MuST23 rappresenta il primo passo verso uno spazio culturale permanente.
L’idea di MuST23 è nata nel 2023 con l’obiettivo di creare un museo immersivo che potesse fungere da strumento educativo e culturale per le nuove generazioni. Lanciando la proposta sul sito “produzionidalbasso” il progetto ha visto una serie di aiuti per prendere finalmente vita.
Finanziato principalmente da Invitalia, Legacoop e Coopfond, con il patrocinio del Comune di Capaci, il progetto ha coinvolto numerose organizzazioni e partner. Addiopizzo Travel e Capaci No Mafia hanno lavorato insieme per realizzare uno spazio che non solo commemora le vittime delle stragi di mafia, ma ispira anche un impegno civico attivo.
“Vogliamo che la figura di Giovanni Falcone non venga dimenticata e desideriamo raccontare quel 23 maggio come l’inizio di un percorso di riscatto e liberazione,” afferma Dario Riccobono, direttore del museo.
Una nuova vita per l’ex stazione ferroviaria di Capaci
Il MuST23 è situato nell’area dell’ex stazione ferroviaria di Capaci, concessa gratuitamente da RFI. Questo spazio, un tempo destinato al trasporto merci, è stato trasformato in un centro culturale innovativo: cinque container dai colori vivaci offrono esperienze immersive con visori VR, permettendo ai visitatori di rivivere i momenti immediatamente successivi all’esplosione del 1992, ascoltare testimonianze e vedere immagini di repertorio.
Uno di questi ospita nove monitor con le parole di Giovanni Falcone, mentre uno spazio è dedicato alla mostra fotografica “L’eredità di Falcone e Borsellino” realizzata dall’Ansa: i visitatori possono interagire con oggetti presenti sulla scena, attivando filmati di repertorio dagli archivi della Rai e ascoltando i messaggi radio autentici della polizia tratti dal documentario “Voci di Capaci” di Ernesto Oliva e Antonio Prestigiacomo. Obiettivo finale è quello di trasformare l’ex stazione in un hub culturale, un punto di riferimento per la comunità di Capaci.
Un Progetto di Rigenerazione Urbana e Impegno Civico
MuST23 non è solo un museo, ma un progetto di rigenerazione urbana che mira a trasformare Capaci in un hub culturale. L’inaugurazione, tenutasi ieri sera, ha visto la partecipazione di personalità come il regista Pif, l’attore e scrittore Davide Enia, il Procuratore Capo di Palermo Maurizio de Lucia, lo storico John Dickie, l’attrice Daria D’Aloia e il giornalista Salvatore Cusimano.

Il museo, aperto al pubblico dal 3 giugno, offrirà eventi teatrali, cinematografici e spazi di aggregazione giovanile. “MuST23 è un viaggio nella resistenza alla mafia, attraverso i ricordi dell’importante lavoro del giudice Falcone,” afferma Dario Lo Bosco, presidente di RFI.
Collaborazioni e contributi per il MuST23
Il progetto MuST23 è realizzato con la direzione artistica di Davì Lamastra e finanziato da Invitalia, Legacoop, CoopFond, Fondazione Pico, Google.org e Banca d’Italia. Rai e Ansa sono media partner, fornendo materiali d’archivio. Il ticketing è curato da Coopculture, con ulteriori contributi da Leroy Merlin Italia, Fillea Cgil Palermo e Cassa Edile Palermo.
Feltrinelli prende in gestione uno dei container del museo, offrendo una libreria con oltre 2000 titoli, focalizzata su storia, arte locale, temi di antimafia e legalità, con una sezione dedicata ai bambini. “Quando nasce una libreria, nasce un luogo di aggregazione e dibattito,” spiega Alessandra Carra, amministratrice delegata del Gruppo Feltrinelli.


