Ritratto di una donna: Francesca Morvillo

 

Francesca Laura Morvillo, nacque a Palermo il 14 dicembre 1945, e non è stata soltanto la moglie del giudice Falcone, ma una donna preparata e competente, con una brillante carriera professionale, iniziata dopo aver conseguito, col massimo dei voti, la laurea in giurisprudenza.

La passione per la legalità la portò ad essere una delle prime italiane a vincere il concorso in magistratura nel 1968, ed è il primo e unico magistrato donna assassinato in Italia.

Dopo aver svolto il periodo di uditorato a Palermo, in prima assegnazione, nel 1971, fu destinata al Tribunale di Agrigento. Pochi mesi dopo, presentò domanda per essere trasferita alla Procura presso il Tribunale dei Minorenni di Palermo, con funzioni di sostituto, dove restò fino al 1988, quando ottenne il trasferimento alla Corte di appello di Palermo, con funzioni di consigliere; fu docente di Legislativa del minore nella scuola di specializzazione in Pediatria.

Fu dopo la fine del primo matrimonio che la magistrata Morvillo incontrò il suo futuro compagno di vita: Giovanni Falcone, all’epoca giudice istruttore al Tribunale di Palermo. Dovettero aspettare i rispettivi divorzi per poter convolare a nozze, nel 1989. Quella fu una cerimonia discreta, come tante altre, celebrata dall’allora sindaco di Palermo, Leoluca Orlando con testimone, tra gli altri, il futuro leader del pool antimafia, Antonino Caponnetto.

Pur di non separarsi dal marito, Morvillo presentò domande di trasferimento per tutti gli uffici giudiziari di Roma; il suo ultimo impegno professionale fu il 22 maggio 1992 all’Ergife Palace Hotel di Roma, come componente della commissione d’esame ad un concorso per l’accesso in magistratura.

Francesca era una donna mite, determinata, discreta che dedicò la sua vita alla giustizia e ai più deboli. Decise col marito di non mettere al mondo figli per il timore di lasciarli orfani, vista la situazione di pericolo reale in cui vivevano, scelta sicuramente non facile, ma che celava dietro al suo splendido sorriso.

Durante gli anni in cui lavorò al Tribunale per i Minorenni instaurò coi ragazzi un rapporto vero, non facendo mancare loro le attenzioni di cui necessitavano, ascoltandoli, proteggendoli, sostenendoli, con un atteggiamento molto protettivo e materno.

Come tristemente noto Francesca perse la vita il 23 maggio 1992, nell’attentato di Capaci assieme al marito e agli agenti della scorta, ma il suo ricordo resta vivo nella memoria di ognuno di noi. Francesca Morvillo e Giovanni Falcone ebbero solo altri tre anni di vita insieme da sposi. Trecento chili di tritolo misero fine per sempre alle vite dei due magistrati e a quelle degli agenti della scorta, Vito Schifani, Antonino Montinaro e Rocco Dicillo.


 

Redazione

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