Il grande cuore di Palermo: apre le porte il Comitato Salva Ucraini

A Palermo è nata una realtà impegnata e solidale: il Comitato Salva Ucraini si sta occupando di risparmiare un difficilissimo destino a tanti profughi ucraini che non possono contare su nessuno in Italia. 


Nella notte tra il 23 e il 24 Febbraio, il cielo di Kiev e di tutta l’Ucraina si è improvvisamente oscurato, e le esercitazioni militari congiunte – avviate da Russia e Bielorussia già a inizio mese – hanno ceduto il passo ai colpi di mortaio e ai sibili dei missili; prendevano corpo i fantasmi di una guerra, ormai alle porte. 

Apparentemente lontani dal teatro degli scontri, Guido Galipò, avvocato palermitano, e sua moglie Yuliia Soloviova, ingegnere informatico di Zytomyr (Kiev), si sono, anch’essi, ritrovati a combattere la loro tanto inaspettata quanto drammatica battaglia, nel tentativo disperato di mettere in salvo i propri parenti. Ricercando dunque il conforto di altre coppie miste, come quella formata da Ennio Albano e Yuliya Stoilovska, e da Domenico Macchiarella e Iryna Diagileva, la loro attenzione si è però ulteriormente spostata sul difficile destino dei tanti, troppi, profughi che, a differenza dei loro cari, non potevano contare su nessuno in Italia. 

Da questa consapevolezza, nasce allora, i primi di marzo, il Comitato Salva Ucraini, volto a sensibilizzare la cittadinanza sulla situazione in Ucraina e a fornire aiuti di tipo materiale e morale a coloro i quali, in fuga dalla guerra, sono giunti nel territorio della Città Metropolitana di Palermo

Comitato Salva Ucraini

Il Comitato, inizialmente ospitato nei locali dell’associazione Jimenez, in via Generale Di Maria, è stato accolto due settimane fa all’interno della Residenza Universitaria delle Ancelle del Sacro Cuore, diretta da Suor Maria Galati e situata in via Marchese Ugo. Qui, ogni giorno, si alternano infaticabili volontari come Venera Miccichè, Davide Cannici e Laura Ragonese, che consegnano alla struttura vestiti, farmaci, alimenti e generi di prima necessità, ordinandoli in modo che siano facilmente individuabili, insieme ad alcune cittadine, arrivate a Palermo dall’Ucraina qualche anno fa, che hanno deciso di mettersi a disposizione come traduttrici, favorendo così la comunicazione tra gli ospiti e questa grande macchina della solidarietà. 

In particolare, grazie a essa, sono state sino ad oggi nutrite, vestite e sostenute oltre trenta famiglie, tra quelle accolte nell’Istituto Ancelle e quelle che il Comitato ha messo in contatto con altrettanti nuclei familiari disponibili, in un’ottica che non vuol essere soltanto assistenziale ma anche e soprattutto di integrazione progressiva nel tessuto palermitano. Pertanto, se da un lato verrà attivato un conto corrente destinato alle donazioni in denaro e seguito da professionisti esterni,  dall’altro, sono state avviate e ideate molteplici operazioni evidentemente rivolte a chi, probabilmente, una casa, alla quale fare ritorno, non ce l’ha materialmente più. 

Comitato Salva Ucraini

Il Comitato Salva Ucraini si è, innanzitutto, adoperato per garantire ai profughi ucraini un’assistenza sanitaria di base, prendendo contatti con alcuni pediatri volontari, per le visite dei più piccoli, e con farmacie e strutture apposite per l’effettuazione di tamponi e test sierologici e per le vaccinazioni con conseguente rilascio di green pass; è in corso d’opera l’attivazione di un team di medici specialistici, che visiti gli adulti, con la stipula di convenzioni con ambulatori e laboratori d’analisi. 

Su un fronte più marcatamente spirituale, il Comitato ha poi cercato la collaborazione con l’Arcidiocesi di Palermo e la Metropolia Ortodossa d’Italia, guidata dall’Archimandrita Paolo Patricolo, al fine di gettare le basi per la costituzione nella nostra città di una comunità religiosa ucraina riconosciuta, mentre per quanto concerne il settore legale sono stati presi contatti con associazioni forensi per l’assistenza gratuita, le quali si occuperanno sia della stabilizzazione giuridica dei profughi, sia dei casi relativi ai ricongiungimenti familiari. 

A un mese di distanza dalla sua creazione, il Comitato Salva Ucraini di Palermo ha visto crescere esponenzialmente il numero dei volontari e delle realtà che si sono messe a disposizione per aiutare e per promuoverne le attività; molto è stato fatto da parte di chi non aveva certamente l’esperienza necessaria per affrontare vere e proprie emergenze sanitarie, ma molto ancora resta da fare dinanzi a una crisi che, al momento attuale, sembra lontana dal punto di fine. Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte: per donare o per tenersi aggiornati circa le iniziative del Comitato è possibile consultare il canale Telegram “Ucraini_a_Palermo” o aderire al gruppo Facebook “Salva Ucraini Palermo”. 

Beatrice Raffagnino

Il giornalismo, la scrittura e la fotografia sono stati sempre parte del mio modo d'essere. È una forma d'amore e di ribellione il voler conoscere.