Orto Botanico di Palermo, un viaggio tra scienza, cultura e natura incontaminata

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Palermo vanta uno scrigno naturale di immenso valore: l’Orto Botanico è infatti, da oltre 200 anni, uno dei giardini più ricchi e importanti della Sicilia, nucleo storico della botanica accademica e oggi affidato al Dipartimento di Scienze Botaniche dell’Università di Palermo.


L’Orto Botanico di Palermo, è un giardino che racchiude la storia di alcune delle specie vegetali più rare della terra e dove la natura domina incontrastata. Fu il luogo che ha incantato grandi personalità della storia e della cultura, come il filosofo Goethe e il compositore Richard Wagner. Proprio quest’ultimo, come scrisse la moglie nel suo diario, si recò all’orto l’ultimo giorno del 1881 e «rimasto estasiato dalla sua bellezza rientrò subito in albergo per comporre di getto due nuove pagine di partitura del Parsifal».

Anche la regina Maria Carolina, che soggiornò a Palermo durante la rivoluzione scoppiata a Napoli che portò alla Repubblica Partenopea, ne rimase talmente affascinata dalla sua bellezza che volle arricchire il giardino con ulteriori specie di piante provenienti dai paesi esotici e fece costruire una grande serra, chiamata la “Serra Maria Carolina”.

Orto Botanico serra Carolina

Com’è strutturato l’Orto Botanico palermitano

L’Orto Botanico venne realizzato nel 1779 per permettere alla nuova facoltà di “Botanica e materia medica”, istituito dall’Accademia dei Regi Studi, di usufruire di un luogo per studiare rare specie di piante mediche, che nella terminologia tecnica venivano chiamate “semplici” perché, appunto, erano usate a fini didattici.

Il primo impianto si rivelò di modeste dimensioni, e si decise di farlo sorgere presso la zona adiacente alla Villa Giulia, villa costruita poco prima per volere del Senato palermitano. La struttura è rimasta pressoché invariata negli anni, e per la sua costruzione vennero coinvolti i più grandi architetti, scultori e pittori dell’epoca. 

La struttura dell’Orto Botanico prevede un corpo principale di edifici, suddiviso, a sua volta, in un edificio centrale, il Gymnasium, e da due edifici laterali, il Tepidarium, luogo riparato, che serviva per permettere alle piante che necessitavano di un clima, appunto, tiepido di resistere al freddo invernale, e il Calidarium, anch’esso una struttura che fungeva da serra per le piante che avevano invece bisogno di maggiore calore.

Il Gymnasium, realizzato in schema rettangolare, è stato eseguito in stile neoclassico dal grande architetto francese Léon Dufourny, rifacendosi alle strutture greche per l’uso della tecnica dell’ordine dorico e della trabeazione per la costruzione di imponenti colonne che decorano elegantemente il prospetto frontale.

Davanti le colonne del Gymnasium possiamo subito ammirare le due sculture che fungono da guardiani dell’Orto Botanico, eseguite con l’uso del marmo Billiemi dallo scultore Vitale Tuccio nel 1789. Queste raffigurano due sfingi, simbolo della natura ignota della scienza e della continua ricerca delle verità scientifiche. Il pittore Giuseppe Velasco ebbe cura di affrescare la volta della cupola e del tetrastilo, mentre il complesso scultoreo che raffigura le Quattro Stagioni è stato realizzate dallo scultore Gaspare Firriolo.

Le strutture laterali, e quindi il Calidarium e il Tepidarium, sono arricchite da bassorilievi e da due statue realizzate con la tecnica dello stucco dallo scultore Domenico Danè, raffiguranti due entità di spicco della botanica e della medicina della Grecia Antica: il medico Dioscoride e il filosofo e botanico Teofrasto.

L’edificio interno è suddiviso in quattro aree a parallelogramma, dette “i Quartini” e suddivise in aiuole. Entrando possiamo ammirare, nella volta della cupola che sovrasta il Gymnasium, l’affresco che raffigura la dea Flora, dea della primavera e simbolo della natura e della fioritura dei cereali.

Una varietà che non è calata nel tempo

Il Gymnasium rappresenta la parte più antica dell’intero complesso architettonico, dove ancora oggi si possono ammirare la cattedra dove il dimostrante teneva le sue lezioni e spiegava la composizione e l’utilizzo delle varie piante medicinali. Le vetrine conservano i materiali e tutti i vari oggetti usati per la didattica; qui troviamo le varie specie di piante disposte secondo criteri botanici e geografici, come ad esempio le piante che provengono dagli ambienti aridi africani, la collinetta mediterranea che custodisce le specie appartenenti alla flora mediterranea.

Nel settore sperimentale si coltivano le piante tropicali e subtropicali, come la pianta del cotone o degli agrumi. Nel settore Engler, o “nuovo settore”, possiamo ammirare delle specie di piante disposte secondo il sistema di Engler, cioè suddivise in tre settori dedicati alla gimnosperme, angiosperme dicotiledoni e quelle monocotiledoni.

Un altro settore che ospita l’Erbario Siculo e l’Erbario generale del Dipartimento di Scienze Botaniche è l’Herbarium, per un estensione di 6000 mq e stimata intorno ai 50.000 e 20.000 specimen. Inoltre, dal 1993 è stata realizzata la Banca del germoplasma, che ha il compito importantissimo di salvaguardare il patrimonio genetico della flora dell’area mediterranea.

Al centro dell’Orto troviamo il bellissimo Aquarium, una grande vasca divisa in 24 comparti contenenti le varie piante acquatiche, fra le quali possiamo ammirare varie specie di ninfee e il fiore di loto, e poco più lontano, troviamo un laghetto, anch’esso una vasca, che contiene altre specie acquatiche. Nelle vicinanze è stato realizzato un intricato canneto, con varie specie di bambù, e alla base di una collinetta artificiale si può vivere un’atmosfera esotica grazie a un piccolo specchio d’acqua arricchito dalle specie del papiro egiziano e diverse piante tropicali. 

Orto Botanico acquarium

Luogo unico di sperimentazione e di storia botanica

La pianta più alta dell’Orto Botanico è un’antichissima Araucaria columnaris, e quella che invece vanta lo scettro di pianta più grande è sicuramente il Ficus magnolioide, un albero con imponenti radici tabulari, importato dalle Isole Norfolk nel 1845.

In un ampio giardino furono piantate le cosiddette piante succulente, cioè quelle varietà di piante dotate di un particolare tessuto che permette di immagazzinare grandi quantità di acqua, e tra queste possiamo ammirare varie specie di Aloe e altre piante provenienti dai paesi aridi come il Cereo e la Crassula.

L’Orto Botanico di Palermo, nella seconda metà dell’Ottocento, fu il centro di ritrovo dei vari esperti di botanica e medicina provenienti da tutta Europa, grazie anche alla sua grande varietà. Infatti, si stimano ben 12.000 specie di piante e il suo successo lo si deve essenzialmente al clima favorevole che si riscontra nel luogo dove sorge l’Orto, che permise ai vari esperti di piantare diverse specie di piante in quell’epoca ancora poco diffuse o sconosciute, specialmente provenienti dai paesi tropicali e subtropicali.

In un ultimo, ma non meno importante, l’Orto Botanico possiede una grande biblioteca contenenti migliaia di volumi e opere di rara e pregiata qualità, il più antico di questi risale al 1537.

Orto Botanico ficus

L’Orto Botanico è anche eventi, arte e sensibilizzazione

All’interno dell’Orto Botanico, nel corso degli anni, sono state promosse numerose iniziative culturali. Dal 2007 nel Gymnasium è stata allestita, a seguito dell’ultimo restauro, un’esposizione di documenti e oggetti che riguardano la storia dell’Orto Botanico. L’esposizione è suddivisa in tre sale: la prima sala contiene alcune testimonianze relative alla nascita della facoltà di Scienze botaniche in Sicilia e la fondazione dell’Orto; la seconda sala è dedicata ai direttori storici dell’Orto; la terza sala è dedicata ad Antonio Borzi che ne fu il direttore dal 1892 al 1921, figura importante per lo sviluppo delle Scienze botaniche.

Quest’anno, dall’1 Luglio fino al 31 Agosto, è stato organizzato un evento dedicato solo all’Orto Botanico e prodotto dagli artisti di Odd Agency in collaborazione con SiMuA-Unipa, Orto Botanico-Università degli Studi di Palermo e CoopCulture, intitolato “Anima Mundi” che permetterà ai turisti e ai vari visitatori dell’Orto di godere in maniera speciale della sua bellezza. Si prevede un percorso notturno, tramite un’installazione multimediale interattiva, dalle 21 alle 24, con lo scopo di suggestionare lo spettatore con giochi di animazione e colori dei fiori e di ogni altra varietà di piante a loro volta ricostruite dalle proiezioni multimediali creati dai giovani artisti di Odd Agency.

Questo spettacolo non è fine a se stesso ma, oltre al suo valore didattico, ha lo scopo di sensibilizzare lo spettatore a custodire e a entrare in relazione con la natura, a fronte delle varie difficoltà che sta vivendo a causa di un inquinamento sempre più pericoloso, creato dall’intervento dell’uomo, e che sta portando alla scomparsa di molte specie di piante, utili per la sopravvivenza di diverse specie animali e vegetali presenti sulla Terra.

Inoltre, l’Orto Botanico, il 17 Aprile scorso, è stato teatro di un concerto organizzato dall’Associazione Siciliana Amici della Musica in cui il compositore e violoncellista Giovanni Sollima ha suonato in “duetto” con la natura eseguendo due suoi inediti, arricchendo questo concerto con la Suite di Bach.

L’Orto Botanico di Palermo resta per palermitani e per tutti gli amanti il centro del mondo dove la natura regna incontrastata dando vita ad uno spettacolo unico, uno spettacolo che ci invita a preservare e a custodire tutte le meraviglie del Creato.


Massimiliano D'Amico

Sono appassionato di politica internazionale e di diritti umani, affronto la vita con gusto ironico, e non mi tiro mai indietro di fronte alle sfide.

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