Sanremo 2021 senza pubblico? «Le regole valgono per tutti»

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Festival sì, Festival no! Pubblico si, pubblico no! La maledizione delle polemiche per Sanremo continua anche in questa edizione durante la quale assisteremo al ritorno di Bugo sul palco. Che succede?


Non c’è pace per questa edizione di Sanremo 2021. Qualche settimana fa è stata scartata l’ipotesi, ideata dallo stesso conduttore Amadeus, di isolare il pubblico di Sanremo su una nave da crociera, così da creare una sorta di “bolla” di contenimento, ma l’idea era stata valutata troppo rischiosa da Walter Ricciardi, consigliere scientifico del ministro della Salute Roberto Speranza: «Quando tu confini in uno spazio ristretto come la nave devi stare attentissimo. Può essere un luogo di protezione, ma se per qualche motivo c’è una contaminazione o un contagio può essere anche un luogo ideale per la diffusione». 

Il Festival della canzone italiana in “alto mare”

Amadeus avrebbe voluto vivere nella maniera più “normale” possibile la kermesse musicale, dunque dopo il no della nave-bolla, ha ben pensato di proporre un pubblico formato da coppie di figuranti conviventi, contrattualizzati e quindi parte integrante dello spettacolo, per mantenere il tipico mood del Festival.

Ma il ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Dario Franceschini, non è parso essere d’accordo e ha risposto duramente all’ipotesi del pubblico di figuranti dentro il teatro. Il tweet del ministro recitava:

La soluzione quindi sarebbe uno spettacolo senza pubblico, come si svolgono in tutti gli altri teatri della nazione.

Secondo le ultime dichiarazioni, Amadeus e Fiorello dopo questa ultima batosta minacciano di lasciare il programma, asserendo la necessità del pubblico per la riuscita dello show. Anche durante la riunione tra l’Ad Rai Salini, Amadeus e il suo manager Lucio Presta, si è insistito su questo insidioso punto aggiungendo la questione della difficoltà degli artisti di esibirsi davanti ad un teatro vuoto.

Dunque, secondo alcune personalità vicine alla kermesse, questo sembrerebbe un attacco diretto al Festival e hanno ricordato come molti programmi tv vanno tranquillamente in onda con il pubblico in studio: programmi come “X-Factor” o altri su Mediaset.

Come aggirare il Dpcm: istruzioni per l’uso

Ma i vari dissidi sulla questione trovano un “bug di sistema” nel Dpcm, da sempre presenti in ogni edizione. Dalle FAQ governative sul Covid si legge che le trasmissioni televisive, in diretta o registrate, possono svolgersi in presenza di pubblico (comparse, figuranti, ospiti) «in quanto alle trasmissioni televisive non si applica il divieto previsto per gli spettacoli, perché la presenza di pubblico in studio rappresenta soltanto un elemento “coreografico” o comunque strettamente funzionale alla trasmissione. Deve essere comunque sempre garantito il rispetto delle prescrizioni sanitarie, nonché quelle in materia di distanziamento interpersonale sia fra il pubblico o gli ospiti, sia fra il personale artistico e il pubblico o gli ospiti medesimi».

A questo forse sono serviti i molti lavori svolti al Teatro Ariston in queste settimane, lavori che avrebbero adattato il teatro trasformandolo in un vero e proprio set televisivo: sono state rimosse infatti alcune file di poltrone per ingrandire la scenografia. Dunque, diventando Sanremo solo uno spettacolo televisivo, potrebbe avere la possibilità di mantenere un pubblico figurante. La mossa perfetta per aggirare il decreto.

Alla luce di ciò, il ministro della Salute Speranza, ha chiesto alla Rai che in breve tempo venga redatto un protocollo sanitario. Il direttore di Raiuno Stefano Coletta è irremovibile sulla questione: «Andrà in onda uno show dall’Ariston e sarà protocollato come evento televisivo. Abbiamo lavorato con la prefettura, con la Asl di Imperia per farlo. Sotto l’egida del Dpcm Sanremo potrà essere meno rischioso. Attenersi al decreto garantisce il rispetto di regole molto strette».

I figuranti non sono umani?

Ma infine, che siano figuranti o pubblico pagante, ogni persona è obbligata ad eseguire dei test e mantenere attive tutte quelle precauzioni del caso che sono obbligatorie. Forse sta qui la contraddizione: che sia il pubblico in studio o quello in teatro, è sempre un pericolo o è sempre sicuro e controllato. I lavoratori del settore e i loro sostenitori sono pronti al boicottaggio e a far crollare gli ascolti di un festival che gira la testa, facendo finta di non vedere quante persone e professionisti sono state travolte dalla pandemia

A sostegno del Festival è in prima linea il sindaco di Sanremo Alberto Biancheri, impegnato nella buona riuscita di tutta l’organizzazione, che interviene dicendo: «[…] Di fronte all’ipotesi di un annullamento del prossimo Festival di Sanremo, così come paventato stamane dagli organi di stampa, è necessario a questo punto fare anche chiarezza su quelle che sarebbero le ripercussioni sulla mia città. Dopo un 2020 devastante dal punto di vista economico-finanziario, la mancata realizzazione del Festival, unitamente alla reiterata chiusura del Casinò, produrrebbe un immediato minor introito di rilevante entità tale da portare il Comune di Sanremo al default, richiedendo l’intervento prefettizio sulla gestione ordinaria». 

Biancheri evidenzia inoltre «le problematiche aziendali legate alla Casinò Spa e l’inevitabile chiusura dell’Orchestra Sinfonica, con gravi conseguenze sociali e occupazionali», concludendo sul settore turistico e citando i «molti alberghi già duramente provati da una crisi lunga un anno che a quel punto si troverebbero nella situazione di dover chiudere definitivamente».

Ipotesi di uno scenario possibile

Il Festival svolto in sicurezza potrebbe solo incoraggiare la politica a far riaprire cinema e teatri, evidenziandone la fattibile applicazione di tutti i protocolli per mantenere attivi i luoghi di cultura e svago, anche durante tutto il periodo emergenziale. Ma come al solito l’Italia della fratellanza è sempre in continuo contrasto, spaccandosi sempre in due, ognuno con le sue motivazioni e con le proprie sacrosante ragioni. Sono tanti gli spunti per una riflessione sulla questione Sanremo: una soluzione che si estenda anche oltre il Festival potrebbe esistere, conciliando la volontà di proporre – anche se in un anno difficile come questo – lo show della tradizione e parallelamente pensare alla salvaguardia dei luoghi della cultura, messi sempre all’ultimo posto.


Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in vari modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.

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