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Lo scioglimento dei ghiacci accelera: in Groenlandia si è raggiunto il punto di non ritorno

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Un nuovo segnale di allarme ci arriva dalla Groenlandia, lo scioglimento della sua calotta glaciale è arrivata al punto di non ritorno. Quando sarà il momento di agire?


Ogni giorno gli effetti che l’uomo ha sulla Terra diventano sempre più evidenti, eppure continuiamo a comportarci come se non dipendessero da noi. Continuiamo a credere che le conseguenze del cambiamento climatico non arriveranno prima della nostra morte, che saranno il problema di qualcun’altro.

Il pianeta non smette di inviarci segnali sconvolgenti che non potremo ignorare per sempre. Come un bollettino di guerra, ogni giorno incendi, alluvioni, tifoni, sono protagonisti anche in quei luoghi del mondo in cui non erano mai stati un problema. 

L’ultima notizia che avrebbe dovuto terrorizzarci, ma non l’ha fatto, è arrivata dai risultati di uno studio sovvenzionato dalla NASA sui ghiacciai della Groenlandia. Qui lo scioglimento della calotta glaciale è ufficialmente arrivato al punto di non ritorno.

Avete presente tutte quelle previsioni su quando sarà troppo tardi? Su quanto tempo ci resta per cambiare le cose? Ecco, almeno in questo ambito possiamo metterci l’anima in pace: è troppo tardi, non sarà più possibile invertire la rotta.

Dall’analisi dei dati di più di duecento ghiacciai, i ricercatori hanno scoperto che, a partire dal 2000, la quantità di ghiaccio persa ogni anno è andata aumentando, facendo in modo che questi perdessero circa cinquecento gigatonnellate di ghiaccio ogni anno. 

scioglimento-ghiacciai

Il problema, che porta la situazione a essere irreparabile, è che le nevicate non sono aumentate, potendo in caso contrario ristabilire l’equilibrio, mentre la perdita di ghiaccio continua a essere la stessa. Prima degli anni 2000 la calotta glaciale aveva le stesse possibilità di perdere o guadagnare massa ogni anno, mentre con il clima attuale il suo aumento potrà accadere solo una volta ogni cento anni.

I dati presentati in questo studio della Byrd Polar and Climate Research Center, dell’Ohio State University, ci mostrano che, seppure fossimo in grado di fermare improvvisamente il cambiamento climatico, o persino di invertirlo oggi stesso, la calotta glaciale continuerebbe a sciogliersi per molto tempo.

Le conseguenze di questo fenomeno riguardano tutto il pianeta. Il ghiaccio che si scioglie nelle acque dell’Oceano Atlantico è uno dei principali fattori dell’innalzamento del livello del mare. Solo lo scorso anno sono andati persi 532 miliardi di tonnellate di ghiaccio, corrispondenti a tre milioni di tonnellate di acqua che fluiscono nell’oceano ogni giorno.

Se questi numeri non bastano a metterci in allarme, a capire che dobbiamo iniziare oggi a disegnare un modello di vita più sostenibile, aggiungiamo un altro dato: lo scioglimento completo della calotta della Groenlandia farà innalzare i livelli di tutti i mari di sette metri. Questo vuol dire che in un tempo non troppo lontano le coste del nostro pianeta saranno irriconoscibili.

La Terra non smette di mandarci segnali, gli scienziati moltiplicano i loro moniti, ma il mondo sembra sordo all’emergenza climatica. Quando arriverà il momento di agire se non ci spaventa nemmeno il punto di non ritorno?


 
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Federica Agrò

Federica Agrò

Ho due vite parallele e soddisfacenti: in una mi occupo di strategie di marketing e social media management, nell’altra scrivo di diritti umani, attualità, cultura ed ecologia.

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