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Il braccio di ferro tra Lionel Messi e il Barcellona ha infiammato per due settimane il mondo del calcio, ma si è concluso senza vincitori né vinti. 


La stagione calcistica più atipica degli ultimi tempi, causa pandemia da Covid-19, ha avuto un’appendice a dir poco movimentata sul fronte del calciomercato. L’umiliante sconfitta subita dal Barcellona contro il Bayern Munchen nei quarti di finale di Champions League (8-2 in favore dei tedeschi) ha di fatto aperto la strada a qualcosa di difficilmente ipotizzabile: l’addio di Lionel Messi al Barcellona. Il silenzio assordante del fuoriclasse argentino nel post partita non faceva infatti presagire nulla di buono e le indiscrezioni dei più importanti giornali sportivi spagnoli alzavano il livello di guardia. Messi senza il Barcellona o il Barcellona senza Messi diventava, ora dopo ora, giorno dopo giorno, qualcosa di più di un’idea assurda di calciomercato

Per mezzo di questo documento io, Lionel Messi Cuccittini, sollecito che si proceda alla risoluzione del contratto della prestazione lavorativa che svolgo attualmente nel suo distinto club, come prevede la clausola numero 24”. Queste le lapidarie parole con le quali la “Pulce” comunicava ufficialmente al club catalano la sua intenzione di andarsene via. La notizia provoca uno scossone senza precedenti nel mondo del calcio.

Lionel Messi viene considerato da molti il calciatore più forte dell’attuale panorama calcistico, se non addirittura il più forte della storia in assoluto. La sua classe cristallina e i successi ottenuti in carriera lo rendono una vera e propria icona del calcio e dello sport in generale. Il suo sodalizio professionale col Barcellona lo ha portato a vincere i seguenti trofei: sei Palloni d’oro, quattro Champions League, dieci campionati spagnoli (Liga), sei coppe nazionali di Spagna (Copa del Rey), otto Supercoppe di Spagna, tre Supercoppe europee e tre Mondiali per Club. Un palmarès sensazionale, al quale andrebbero aggiunti anche i numerosi record individuali, a livello di reti segnate, raggiunti dal trentatreenne capitano del Barca. 

Il burofax, tramite il quale Lionel Messi comunicava al Barcellona le sue intenzioni, è un particolare documento che certifica in modo legalmente affidabile il mittente, il destinatario, il messaggio da trasmettere e l’invio avvenuto. Questo strumento viene sfruttato per comunicazioni ufficiali che possano ritenersi legalmente valide, come per esempio i documenti propedeutici all’avvio di azioni legali. La scelta del burofax non è stata affatto casuale e ha comportato l’inizio di un aspro braccio di ferro tra Messi e il Barcellona.

La clausola numero 24, richiamata nel testo del burofax, è diventata il pomo della discordia tra i due contendenti. Si tratta di una particolare clausola, inserita all’interno del contratto del fuoriclasse argentino, in base alla quale sarebbe possibile per lui lasciare il Barcellona senza che il club acquirente paghi l’enorme clausola rescissoria da 700 milioni di euro. Messi potrebbe in pratica trasferirsi da Barcellona prima della scadenza naturale del suo contratto (fissata a giugno 2021) a patto che ne manifesti e ne comunichi l’intenzione entro la fine della stagione calcistica (30 giugno).

Il vero rompicapo, sportivo ma anche economico e soprattutto legale, stava proprio nella diversa interpretazione di questa clausola numero 24. In particolare era la diversa valutazione del termine della stagione calcistica 2019/2020 a determinare le opposte posizioni di Lionel Messi e del Barcellona. Secondo Messi e il suo entourage infatti la stagione non poteva ritenersi conclusa in data 30 giugno, per via della situazione eccezionale venutasi a creare a causa della pandemia.

Di conseguenza era lecito avvalersi della clausola numero 24 e liberarsi a costo zero per trasferirsi in un altro club. Il Barcellona, col presidente Josep Maria Bartomeu in prima linea, riteneva invece perfettamente valida la deadline del 30 giugno 2020 e di conseguenza non applicabile la clausola numero 24; chi voleva acquistare Messi avrebbe dovuto pagare per intero la clausola rescissoria da 700 milioni di euro! 

Tali posizioni, inconciliabili, hanno infuocato gli animi dei tifosi catalani, alimentato le speranze dei supporter di altre squadre e scatenato le fantasie degli appassionati di calcio di tutto il mondo. La posta in gioco d’altronde era altissima e quello legato all’eventuale trasferimento di Messi poteva diventare l’affare del secolo. Il muro contro muro è andato avanti per una decina di giorni, con le opposte fazioni decise a non arretrare minimamente dalle proprie convinzioni.

Gli scenari all’orizzonte erano svariati e tutti particolarmente suggestivi, trattandosi appunto di un fenomeno del calibro di Lionel Messi: compromesso tra le parti col trasferimento di Messi ad altro club a un prezzo “ragionevole” (150 milioni di euro), battaglia legale con Messi destinato a rimanere fuori rosa, pagamento della clausola rescissoria da 700 milioni di euro per acquistare Messi, retromarcia di Messi e permanenza al Barca per l’ultima stagione prevista dal contratto. 

Sebbene per alcuni giorni fosse circolata un’ipotesi affascinante relativa all’Inter, le uniche due società accreditate per un possibile trasferimento erano il Manchester City e il Paris Saint Germain. Sul fronte dell’ingaggio da garantire a Messi ci sarebbero stati ponti d’oro, ma la prospettiva di pagare il cartellino di un calciatore di 33 anni alle condizioni imposte dal Barcellona ha sicuramente fatto riflettere anche gli sceicchi pieni di petrodollari.

Inoltre nella querelle contrattuale col Barcellona, Messi incassava un duro colpo da parte della Liga spagnola, che prendeva le difese del club catalano, schierandosi quindi per la non validità della clausola numero 24. Stretto in questa morsa e probabilmente spaventato dalle conseguenze sportive ed economiche delle sue scelte, Messi ha optato, nei primissimi giorni di settembre, per un clamoroso dietrofront. Venerdì scorso infatti, è arrivata la sua nuova presa di posizione, stavolta affidata a un’intervista esclusiva all’emittente “Goal.com Spagna”: 

Durante tutto l’anno ho detto al presidente che volevo andar via, che era il momento di andare in cerca di nuovi obiettivi e nuove esperienze. Inviare il burofax era per ufficializzare che volevo andare via e che non avrei utilizzato l’opzione per un altro anno. Se non lo avessi inviato era come se non fosse successo nulla… Ero sicuro che fossi libero di andar via, il presidente ha sempre detto che alla fine della stagione potevo decidere se restare o meno. Adesso si aggrappano al fatto che non l’ho detto prima del 10 giugno, quando è chiaro che il 10 giugno eravamo in corsa per la Liga nel mezzo di questo tremendo coronavirus che ha alterato tutta la stagione. E questa è la ragione per la quale resterò al Barcellona. Resterò perché il presidente mi ha detto che l’unico modo di andar via è pagare la clausola di 700 milioni di euro, e questo è impossibile. C’era un altro modo ed era andare in tribunale, ma non farei mai causa al Barcellona perché è il club che amo, che mi ha dato tutto, é il club della mia vita… Continuerò al Barca e il mio atteggiamento non cambierà. Farò del mio meglio, voglio sempre vincere, sono competitivo e non mi piace perdere”. 

Maestro nel dribbling contro ogni avversario, Lionel Messi si è così tirato fuori parzialmente da una situazione complessa, che avrà comunque delle inevitabili ripercussioni sul suo rapporto con la società catalana, con la squadra e con i tifosi. Nessuno degli attori protagonisti esce infatti bene da questa contesa estiva e affrontare una nuova stagione su queste basi sarà una sfida piena di insidie sia per Messi che per il Barcellona.

La “Pulce” dovrà infatti dimostrare sul campo di essere ancora un fuoriclasse, mantenendo i suoi altissimi livelli di prestazione anche nel corso di quella che dovrebbe essere la sua ultima stagione con la “camiceta blaugrana”. Il Barcellona, reduce da una stagione senza trofei vinti, dovrà ricostruire quello spirito caratteristico del “Més que un club” con un nuovo allenatore (Ronald Koeman), un presidente col mandato in scadenza (marzo 2021) e una squadra “frastornata” dalla vicenda di Messi. 


 
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Francesco Polizzotto

Direttore editoriale di Eco Internazionale. Tra le mie passioni segnalo la storia, il giornalismo ed il Milan. Sono strano, sono di destra ma ho anche dei difetti.

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