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Amazzonia: da foresta a savana. L’effetto del cambiamento climatico è evidente

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I cambiamenti climatici continuano a modificare il nostro pianeta. A piangerne le conseguenze questa volta è il polmone verde del mondo: la Foresta Amazzonica.


Lo scorso anno la Foresta Amazzonica era stata colpita da incendi definiti i più intensi dell’ultimo decennio. Quest’anno gli incendi non solo si sono ripetuti, ma hanno subito un incremento del 60% rispetto al 2019. L’opinione di scienziati del clima, economisti e ambientalisti si fa sempre più chiara: a breve l’Amazzonia diventerà una savana.

Fonte: Global Fire Data

A settembre il fuoco non ha invaso solo aree e terreni agricoli recentemente deforestati, incendiati dagli allevatori per pulire il terreno, ma anche un grande numero di foreste vergini, aumentando la tendenza della foresta pluviale a diventare più secca e incline a nuovi incendi.

L’aumento della siccità è attribuita dagli scienziati al riscaldamento dell’Oceano Atlantico che allontana l’umidità dalla regione del Sudamerica. Secondo uno studio del Stockholm Resilience Centre, ad oggi il 40% della foresta pluviale amazzonica è già arrivata al punto di non ritorno, assomigliando sempre più a una savana.

Ciò che preoccupa gli esperti, in particolare, è la velocità con cui si continuano a perdere alberi, senza possibilità di rimboschimento. Questo avviene per due motivi principali: il primo è il continuo aumento degli incendi e la siccità che ne consegue. Il secondo è la diminuzione continua di piogge rispetto al passato, dovuta ai cambiamenti climatici.

Il fatto che la Foresta Amazzonica avrebbe subito delle modifiche strutturali era stata paventata da tempo, visti gli abusi subiti da parte dell’uomo negli ultimi secoli. Ciò che stupisce gli esperti, però, è la velocità con cui questi si stiano presentando. In poche parole, nessuno si sarebbe aspettato un punto di non ritorno così ravvicinato.

Uno degli autori dello studio, Arie Staal, ha spiegato al Guardian: «Le condizioni più asciutte rendono più difficile il recupero della foresta e aumenta l’infiammabilità dell’ecosistema. Una volta che la foresta pluviale ha varcato la soglia e si è convertita in un misto di bosco e prateria di tipo savana, è improbabile che torni naturalmente al suo stato precedente». 

Per quanto la situazione sia preoccupante, però, non è ancora il momento per darsi per spacciati. Esiste una strada per invertire la rotta, ed è pensare a un’economia incentrata sulla foresta che conservi la biodiversità delle specie che la abitano e che permetta alle popolazioni di mantenersi. Si tratta di un piano complesso che richiede l’impegno di tutte le autorità e gli Stati coinvolti, ma che servirebbe a salvare un importante elemento per gli equilibri climatici del nostro pianeta.


 
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Federica Agrò

Ho due vite parallele e soddisfacenti: in una mi occupo di strategie di marketing e social media management, nell’altra scrivo di diritti umani, attualità, cultura ed ecologia.

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