Sanremo 2020: «bacismo», bisticci e abbandoni

Ovviamente Sanremo è l’evento della canzone italiana, eppure spesso il pubblico si concentra su tutto quello che gravita attorno alla rassegna, trasformandolo in argomento top trend su tutti i social e nelle discussioni da bar.

Molti sicuramente non ricordano l’edizione del 1984 per la canzone vinta – Ci sarà, di Albano e Romina -, ma per dei grandi ospiti: i Queen. Era l’anno dove si era risparmiato sui fonici e sui microfoni, e tutti furono costretti a cantare in playback , persino i Queen. Nel 2010 non possiamo dimenticare il gesto dell’orchestra che aveva accartocciato e lanciato in aria gli spartiti in segno di protesta, durante la proclamazione degli eliminati. Una protesta contro l’esito del televoto che aveva ribaltato il giudizio dell’orchestra, eliminando artisti che dal punto di vista strettamente musicale erano stati ritenuti più meritevoli. Eliminati artisti come Irene Grandi, Simone Cristicchi e Malika Ayane, a favore di un podio composto da Valerio Scanu, Marco Mengoni e il trio Pupo-Emanuele Filiberto-Luca Canonici.

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E per questo Sanremo 2020? Andando oltre una partenza poco felice per il caso Amadeus, l’occhio attento dei social individua sempre i momenti più importanti o chiacchierati. È stato il programma più seguito – oltre il 54% di share – visto da più di 9 milioni di utenti nonostante un iniziale fermento accompagnato dall’hashtag #iononguardosanremo. Su Facebook, Instagram e Twitter impazzano le cronache minuto per minuto e gli immancabili meme.

La scena che ha generato più meme per la prima serata è stata l’esibizione di Achille Lauro, che dopo un ingresso a piedi nudi avvolto da un drappo Gucci, svela il suo corpo che pare nudo, ma coperto da una tutina color carne. Il gesto da diva nasconde dietro di sé una performance vera e propria che omaggia Giotto con la quinta delle 28 scene del ciclo di affreschi delle Storie di San Francesco della Basilica Superiore di Assisi, dove il santo abbandona i beni materiali per votarsi ad un bene superiore. Di certo un bel messaggio universale, che contrasta con la tutina color carne firmata sempre Gucci, dal valore di 6.000 euro. «Ho deciso di osare, di azzardare, qualcuno potrà dire che sono pazzo: sono disposto a correre il rischio, certo che chi non comprenderà avrà comunque il mio rispetto. Per tutto il resto… Me ne frego». Forse avrebbe centrato il segno se fosse rimasto realmente nudo.

Ma anche nella serata dei duetti non è stato da meno, duettando con la cantante Annalisa in un pezzo molto femminile ed importante della carriera di Mia Martini, Gli uomini non cambiano, rimanendo un passo indietro, vestito e truccato da David Bowie, precisamente da Ziggy Stardust, a risposta dello schieramento sui social tra chi lo sostiene e chi lo critica. E per finire alla penultima puntata scende la scalinata come l’opera d’arte vivente, la Marchesa Luisa Casati Stampa, vissuta a cavallo tra ‘800 e ‘900, e musa ispiratrice dei più grandi artisti dell’epoca, tra i quali Filippo Tommaso Marinetti, Fortunato Depero, Giacomo Balla e Man Ray.

Rula Jebreal con il suo monologo incanta tutti, incanta più il web, dato l’orario dell’esibizione, oltre la mezzanotte. C’è poco da dire su questo toccante monologo perché è già tutto li, in quelle parole e nella voce di Rula, la voce di una donna che porta sulle sue spalle un dolore che, da peso, è stato trasformato in forza. Un libro nero e un libro bianco, le parole che uccidono e quelle che possono sollevarti, non a caso nel libro bianco le parole di conforto e sostegno provengono da uomini, per testimoniare che possono distaccarsi e prendere posizione non davanti, ma a fianco delle donne.

Molto curioso il caso del video intervento di Roger Waters che avrebbe dovuto introdurre il monologo di Rula. Prima annunciato, poi improvvisamente sparito, il video-messaggio di Roger Waters è diventato un caso politico. Qualcuno ha avanzato l’ipotesi che le parole dello storico fondatore dei Pink Floyd, che non ha mai nascosto le proprie posizioni filo-palestinesi, avrebbero potuto rappresentare un rischio per una prima serata Rai. Ma l’azienda ha precisato che il tutto è avvenuto per problemi di scaletta. Sarà vero?

Una presenza costante la figura di Tiziano Ferro che tra cantate e duetti scatena una bufera – involontaria – contro Fiorello, altra spalla di Amadeus. La stoccata di Tiziano è avvenuta durante la seconda serata “Ama è l’una, volemo fa’ qualcosa domani? #fiorellostattezitto”, scatenando l’hashtag sui social rimanendo per molto in tendenza. Pare che Fiorello non l’abbia presa proprio bene, minacciando addirittura di assentarsi dal festival per le restanti serate. Lo showman siciliano rilasciando un intervista dichiara «Tiziano Ferro ha fatto una cosa che non si fa. Dopo che ha lanciato sul palco l’hashtag #fiorellostattezitto, ho ricevuto insulti tremendi per 24 ore. Ha fatto una cosa grave. Ha lanciato una campagna d’odio nei miei confronti, questo devi dirlo, non puoi ignorarlo». Alla fine foto di abbraccio postata, duetto con bacino e pace fatta.

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Di certo non possiamo non parlare del caso MorganBugo. Morgan, dopo la questione dello sfratto dalla sua casa d’artista, grida adesso al complotto. Problemi di sabotaggio per la serata dei duetti, dove è stata presentata la cover Canzone per Te di Sergio Endrigo. Morgan afferma sui social: «Alla fine si è fatta solamente la prova generale, come avevo ormai intuito. Questo significa che abbiamo montato da zero una cosa che tutti gli altri hanno provato e riprovato da mesi. […] Tutto il casino che c’è stato è avvenuto per mano di un misterioso sabotatore che per settimane ha consegnato parti insuonabili e cacofoniche appositamente piene di errori armonici e di strumento, per cui per intere settimane l’orchestra, quando leggeva per la prima volta la musica falsamente attribuita a me, reagiva protestando perché il risultato era inascoltabile e quindi mi si comunicava che il lavoro non era adeguato e si annullava la prova».

Ma a quanto pare il problema erano i suoi ritardi alle prove. E questa è stata solo la punta di un iceberg, che si è rivelato del tutto nella serata appena passata dove Bugo ha abbandonato il palco, dopo che il compagno Morgan ha cambiato il testo della canzone in questo modo: «Le brutte intenzioni e la maleducazione, la tua brutta figura di ieri sera. La tua ingratitudine e la tua arroganza, fai ciò che vuoi mettendo i piedi in testa. Certo, il disordine è una forma d’arte, ma tu sai solo coltivare invidia. Ringrazia il cielo sei su questo palco, rispetta chi ti ci ha portato dentro. Questo sono io…». A quel punto Bugo esce dal palco, ad evidenziare così le tensioni già presenti nei due. Amadeus ne dichiara la squalifica e i cantanti in gara diventano 23.

Questo 70esimo festival è anche l’ultimo di Vincenzo Mollica. Sopra ogni frivolo evento, un tenero e commovente momento accompagnato da un grande applauso, il grande giornalista va in pensione. Si appresta stasera all’ultimo balconcino dell’Ariston. In quarant’anni di carriera – gli ultimi anni nonostante il glaucoma e il Parkinson – ha sempre lavorato con lo stesso entusiasmo. «Ho due compagni di viaggio: il glaucoma e il Parkinson» ha detto. «Una delle regole me l’ha insegnata Federico Fellini e vi consiglio di tenerla da conto: Non sbagliare mai il tempo di un addio o di un vaffanculo». Prepariamoci per la finale allora, augurandoci di non perdere altri pezzi per strada.


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