Atalanta: storia di una favola calcistica

Di Daniele Compagno – Nel calcio moderno, dominato sempre più da proprietà miliardarie, trasferimenti a cifre sensazionali e ingaggi milionari, c’è una squadra che grazie alla programmazione, agli investimenti sul settore giovanile e al nuovo stadio di proprietà, da anni continua a raccogliere risultati incredibili, in Italia e in Europa. Questa squadra è l’Atalanta che grazie al fondamentale apporto del presidente Percassi e alla guida di un sempre più sorprendete mister Gasperini, con investimenti ponderati e senza spendere una fortuna sul mercato,si conferma da diverse stagioni come una delle squadre più interessanti di tutto il panorama calcistico europeo.

Malgrado, di fatto, ogni anno la società sia “costretta” a vendere i propri giocatori migliori (da Mancini a Cristante passando per Kessie e A.Conti o Petagna e Caldara grazie ad una fitta rete di osservatori e ad uno dei settori giovanili migliori d’Italia, la Dea continua ad impressionare tutti basandosi sul bel gioco, sulla forza fisica dei suoi calciatori e sull’organizzazione tattica. La squadra allenata da mister Gasperini, ormai, non può più essere considerata una sorpresa, bensì una favola.

Nonostante ciò, non sarebbe corretto “abituarsi” alle imprese che la Dea continua a compiere: una delle squadre con l’età media più bassa di tutta la massima serie, composta da giovani uomini che sembrano essere in perfetta sintonia tra di loro e con tutto l’ambiente atalantino e che affrontano ogni partita come se fosse una finale. Il segreto dell’Atalanta sembra risiedere proprio nella mentalità che Gasperini è riuscito ad infondere nei suoi ragazzi: una mentalità vincente basata su un gioco fatto di corsa, intensità, convinzione e cattiveria agonistica.

Gli undici dell’Atalanta

Non è un caso, pertanto, che tanti giocatori che in passato a Bergamo avevano disputato stagioni incredibili nel loro ruolo, una volta giunti in altre società, abbiano incontrato più di una difficoltà, sia nell’ambientamento che nella disposizione in campo: Gagliardini, Cristante e Caldara sono solo alcuni esempi di calciatori che non sembrano essere più quelli dei tempi bergamaschi.

Parlavamo di favole si, quelle favole sportive che rappresentano la poesia di questo sport, l’anima magica di un qualcosa che va oltre l’immaginario umano, qualcosa di inaspettato, e pertanto seguito da tutti con lo stesso spirito, da una sensazione di riuscire a raggiungere obiettivi oltre l’ordinario, e quindi divenire sostenitori in prima persona di quelle favolose avventure sportive. Un po’ come è successo nella stagione 2015-16 con la favola del Leicester, campione della Premier League, con allenatore Claudio Ranieri, risultato che rimarrà memorabile nella storia del calcio.

Tra queste favole, è giusto quindi citare quella che sta scrivendo l’Atalanta, che l’anno scorso dopo aver raggiunto la finale di Coppa Italia (poi persa contro la Lazio), raggiunge la storica prima qualificazione in Champions League, piazzandosi terza in campionato. Adesso inaspettatamente si trova a dover disputare gli ottavi – contro gli spagnoli del Valencia – della coppa dalle grandi orecchie.

Una favola che vorremmo vedere e ripetere ogni anno, una di quelle favole che appassiona tutti quanti noi, amanti di questo meraviglioso sport.


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