Si apre il sipario su Rio 2016 tra problemi e speranze

Di Ugo Lombardo – L’attesa è finita. Oggi, alle 19.20 locali, con la cerimonia di apertura e la sfilata delle oltre 200 nazioni partecipanti inizia la trentunesima edizione dei Giochi estivi. Sarà la prima volta per il Brasile e per l’intero Sudamerica, se si esclude Città del Messico del 1968. Grande curiosità per chi sarà l’ultimo tedoforo ad accendere il braciere olimpico. Le indiscrezioni fanno pensare al nome di Pelè. Ma, nulla è stato ancora deciso, aumentando ovviamente il pathos tipico delle grandi occasioni. Un evento a cui il Brasile arriva nel bel mezzo di una crisi a tutti i livelli, sociale, politico ed economico.

I ritardi nella conclusione dei lavori, soprattutto dei villaggi olimpici, hanno destato ben più di qualche polemica anche in seno al CIO (Comitato Olimpico Internazionale), al punto da riaprire la questione sull’utilità delle Olimpiadi per le città organizzatrici a livello di ritorni economici e sforzi finanziari. I deficit organizzativi spaventano e non poco soprattutto in considerazione della minaccia terroristica giunta naturalmente anche a Rio. Il timore di attentati ha portato per quanto possibile ad un innalzamento delle misure di sicurezza, data l’elevata presenza musulmana nel paese.

Numerosi arresti sono stati già disposti dalle autorità, ma i nodi strutturali ed organizzativi impediscono di avere un’idea positiva del sistema dei controlli brasiliani. A questo si aggiunge l’emergenza sanitaria generata dalla diffusione del virus Zika, specie nelle zone più povere del Brasile, colpendo più di un milione di persone. Il rischio, soprattutto di microcefalie nei nascituri, ha spinto le autorità sanitarie a sconsigliare di andare in Brasile, anche perché le istituzioni non sembrano aver finora dato risposte convincenti in senso risolutivo. Con inevitabili conseguenze a livello turistico.

Per uno strano scherzo del destino, le Olimpiadi giungono nel mese decisivo a livello politico per il Brasile. Entro la fine del mese è attesa, infatti, la decisione finale del Senato sulla procedura di impeachment aperta contro la presidentessa Dilma Roussef, accusata di aver manipolato il bilancio statale per poter essere rieletta nella campagna del 2014. E da tempo ormai la popolazione protesta contro l’alto livello di corruzione dei vertici istituzionali, ma soprattutto per il rincaro dei trasporti e dei servizi, e più in generale per un’economia che sembra aver perso il suo slancio. Quello che fino a qualche anno fa, permetteva al Brasile di essere una delle forze maggiormente in via di sviluppo e di ambire, ottenendole, le attenzioni delle istituzioni internazionali, come l’assegnazione prima del Mondiale di Calcio nel 2014 e poi, il 2 Ottobre 2009, a Copenaghen, delle Olimpiadi. Proprio da quest’ultime, il Brasile spera di ripartire.


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