Ozzy Osbourne, l’ultimo urlo del Principe delle Tenebre

Ozzy Osbourne, l’ultimo urlo del Principe delle Tenebre

«Che la follia abbia inizio». Ecco come Ozzy Osbourne  ha iniziato il suo live insieme ai mitici Black Sabbath, l’ultimo concerto del principe delle tenebre.


Sabato 6 luglio 2025, Birmingham ha vissuto una serata destinata a entrare nella storia del rock. In uno stadio Villa Park gremito di fan provenienti da tutto il mondo, Ozzy Osbourne ha salutato per sempre il palco con Back to the Beginning, il concerto d’addio che ha chiuso un’epopea lunga oltre mezzo secolo. Un evento che non è stato solo un live, ma un rito collettivo, un ritorno alle origini, un tributo a una carriera irripetibile.

«This is where it all began. Birmingham, you made me who I am. I love you forever», ha detto commosso Ozzy davanti a 40.000 persone in delirio.

I momenti salienti del concerto

Lo show è iniziato con un’entrata teatrale: fumo denso, luci viola e un trono nero decorato da pipistrelli da cui Ozzy è apparso, visibilmente emozionato ma determinato. La scaletta ha mescolato brani della carriera solista e classici dei Black Sabbath.

I Don’t Know ha aperto le danze consacrando l’inizio dell’evento, una vera e propria scarica di energia che ha coinvolto tutti. Mr. Crowley e Bark at the Moon hanno risvegliato l’oscurità nell’anima del pubblico.

Non sono mancati momenti toccanti con la mitica Mama, I’m Coming Home: questa canzone, inclusa nell’album No More Tears del 1991, è stata co-scritta da Zakk Wylde e Lemmy Kilmister. Il testo riflette la lotta di Ozzy con l’alcolismo e il suo desiderio di riconciliazione e ritorno alla normalità. La frase “Mama, I’m Coming Home” è diventata un’iconica espressione di questo desiderio di tornare a casa e ritrovare la serenità. 

L’esecuzione finale di Crazy Train, accompagnata da fuochi d’artificio, è stata il trionfo:

«I’m going off the rails, one last time!»

Ma il vero colpo di scena è arrivato quando Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward sono saliti sul palco. La formazione storica dei Black Sabbath si è ricomposta per l’ultima volta, scatenando l’ovazione del pubblico con pezzi immortali come War Pigs, Iron Man e Paranoid.

Un tuffo nella storia: i Black Sabbath e Ozzy Osbourne 

Nati nel 1968 a Birmingham, i Black Sabbath sono considerati i pionieri dell’heavy metal. Con riff oscuri, testi apocalittici e un’estetica cupa, hanno creato un genere nuovo e potente e soprattutto unico.

Ozzy Osbourne, l’ultimo urlo del Principe delle Tenebre

Ozzy Osbourne, con la sua voce acida e magnetica, è stato sin dall’inizio l’emblema della band. Album come Paranoid (1970), Master of Reality (1971) e Vol. 4 (1972) hanno segnato una generazione.

Dopo la separazione nel 1979, Ozzy ha intrapreso una carriera solista di successo, diventando un personaggio pop tra eccessi, scandali, reality show e un legame indissolubile con il suo pubblico. Ma il legame con i Sabbath non si è mai davvero spezzato: reunion, tour e performance speciali hanno scandito i decenni fino a questo ultimo, simbolico, ricongiungimento.

Il concerto d’addio di Ozzy Osbourne: “È tempo di tornare alle origini”

Il titolo scelto da Ozzy, Back to the Beginning, era più di una dichiarazione: era un ritorno al punto zero, nella città che lo ha cresciuto e forgiato.

«It’s time for me to go back to the beginning. I’m done touring. But my heart will never leave this stage», ha dichiarato nel suo discorso finale, dopo due ore di musica, ospiti (tra cui Metallica e Tool), e momenti di pura emozione.

Seduto per gran parte del concerto, debilitato dal morbo di Parkinson ma ancora capace di infiammare il pubblico con uno sguardo o una smorfia, Ozzy ha dimostrato che non serve muoversi per dominare un palco.

Il silenzio dopo il boato

Con le note finali di Paranoid e un inchino collettivo della formazione originale dei Sabbath, si è chiuso un capitolo fondamentale della storia della musica. Non solo quella metal, ma quella globale. Ozzy ha lasciato il palco come è sempre vissuto: tra le fiamme, le urla e l’amore sconfinato di chi non ha mai smesso di credere nella sua follia.

«Thank you for sticking with me all these years. You are the reason I’m still here. I love you all». Con queste parole, ha spento il microfono. E il mondo, per un attimo, è rimasto in silenzio.

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