“Tutta l’Ucraina è Russia”: quali sono le ambizioni imperiali di Putin

“Tutta l’Ucraina è Russia”: quali sono le ambizioni imperiali di Putin

Putin rivendica tutta l’Ucraina e rilancia la narrazione storica dell’unificazione con la Russia. Aumentano gli attacchi su Sumy e si inaspriscono le tensioni internazionali.


Putin rilancia le rivendicazioni territoriali sulla totalità dell’Ucraina, suscitando nuove tensioni a livello globale. Durante un discorso al Forum economico internazionale di San Pietroburgo il 20 giugno, il presidente russo ha sostenuto che “l’intera Ucraina appartiene alla Russia”, riaffermando una retorica già nota e basata sull’idea infondata di un’unità storica tra russi e ucraini. Questa narrativa, alimentata costantemente dalla propaganda del Cremlino, viene utilizzata per giustificare l’invasione e rafforzare le ambizioni espansionistiche di Mosca.

Le dichiarazioni aggressive di Putin trovano eco in una strategia di comunicazione sempre più provocatoria, con toni che sfiorano la negazione dell’identità nazionale ucraina. Il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, ha replicato definendo il discorso “cinico” e offensivo nei confronti degli sforzi internazionali per la pace. Ha inoltre accusato Putin di essere un “criminale di guerra” e di mandare al massacro “milioni di soldati russi in una guerra senza scopo”.

“Tutta l’Ucraina è Russia”: quali sono le ambizioni imperiali di Putin

Durante lo stesso evento, Putin ha dichiarato che “ovunque metta piede un soldato russo, quella è terra russa”, lasciando intendere intenzioni espansionistiche anche oltre le regioni già occupate illegalmente: Donetsk, Luhansk, Zaporizhia, Kherson e Crimea. Non ha escluso l’occupazione della città di Sumy, nel nord-est dell’Ucraina, dove l’offensiva russa si è intensificata nelle ultime settimane.

Secondo fonti open source, da marzo la Russia avrebbe conquistato oltre 200 km quadrati nell’Oblast di Sumy, obbligando oltre 200 comunità a evacuare. Nonostante ciò, Zelensky ha smentito i presunti “progressi significativi” russi, definendoli parte della “narrazione manipolatoria del Cremlino”.

Parallelamente, Putin insiste nel chiedere che Kiev riconosca come russe le aree occupate, respingendo ogni proposta di cessate il fuoco temporaneo avanzata da States e Ucraina. Forte del crescente scetticismo occidentale sugli aiuti a Kiev, Mosca punta a una resa diplomatica totale, mentre mantiene una posizione bellica intransigente.

L’ambasciatore russo nel Regno Unito ha confermato che la Russia non ha intenzione di fermarsi, invitando Kiev ad accettare le condizioni imposte da Mosca o a “arrendersi” dopo ulteriori perdite.

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