Custodisci la Sicilia mattoncino per mattoncino: il progetto che “adotta” i muretti a secco

Custodisci la Sicilia mattoncino per mattoncino: il progetto che “adotta” i muretti a secco

I muretti a secco etnei raccontano una storia millenaria fatta di pietra, vino e resilienza. Oggi diventano protagonisti di un innovativo progetto tra cultura, natura e tecnologia.


Uno dei simboli più affascinanti del paesaggio rurale siciliano, in grado di fondere armoniosamente patrimonio naturale, identità culturale e lavoro agricolo, è senza dubbio rappresentato dai muretti a secco. In particolare, nel Sud-Est della Sicilia, queste strutture in pietra sono diventate emblemi paesaggistici grazie alla narrativa di grandi autori del Novecento e, più recentemente, alla popolarità di serie televisive ambientate nei luoghi del commissario Montalbano, nato dalla penna di Andrea Camilleri.

Per preservare questi elementi architettonici, spesso in stato di abbandono o degrado, è stata avviata la campagna culturale “Custodisci i muretti a secco”. L’iniziativa si inserisce nel progetto “Innovazione digitale Vino Marketing esperienziale” (Di-Vino), finanziato dal PSR Sicilia 2014-2022 – Sottomisura 16.1, con il Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente dell’Università di Catania come capofila, in collaborazione con cinque prestigiose aziende vitivinicole dell’Etna.

Custodisci la Sicilia mattoncino per mattoncino: il progetto che “adotta” i muretti a secco

Fulcro del progetto è il recupero e la valorizzazione dei muretti a secco etnei, riconosciuti come patrimonio immateriale dell’Umanità dall’UNESCO nel 2018. Nati dalla necessità di coltivare un terreno vulcanico impervio, questi manufatti sono testimonianza di un sapere antico, frutto di equilibrio tra uomo e natura. Il volume fotografico “L’Etna e i Custodi dei muretti a secco”, firmato dal fotografo internazionale Leif Carlsson, documenta con grande suggestione questo patrimonio paesaggistico e culturale.

Il progetto include anche la realizzazione di cinque itinerari esperienziali nei territori vitati dell’Etna, accompagnati da mappature GIS e dalla consulenza dell’enologo americano Benjamin Spencer. Lungo i percorsi è possibile ammirare le caratteristiche “piramidi” di pietra lavica, costruzioni arcaiche attribuite ai Siculi, edificate con la stessa tecnica della pietra posata a secco.

Le esperienze proposte sono molteplici: formative, per apprendere la storia e il valore sociale dei muretti; ludiche, sensoriali, ed anche immersive, grazie all’uso di NFT e smart contract per “adottare virtualmente” un tratto di muretto. Ogni visitatore potrà infatti ricevere un certificato digitale, collegato a un’immagine geolocalizzata, che attesta il proprio impegno nella tutela di una porzione di questo patrimonio diffuso.

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