Winston Churchill, storia e idee sull’Europa e sul mondo
A 150 anni dalla sua nascita, ricordiamo la figura di Winston Churchill, in tutte le sue sfumature, dalla storia alle idee.
In questo frangente così delicato per la politica di una Unione Europea che mostra segni di cedimento da molte parti, sorge quasi spontaneo ricordare il nome di un importante volto della storia europea, un uomo molto a favore di un concetto di Stati Uniti d’Europa che oggi sembra più lontano che mai. Stiamo parlando del famoso Winston Churchill, a 150 anni dalla sua nascita, avvenuta esattamente il 30 Novembre del 1874.
Chiunque si sia ritrovato a studiare la Seconda Guerra Mondiale avrà certamente memoria del momento buio in cui Churchill si ritrovò alla guida di una Inghilterra che resisteva alle bombe naziste, e qualcuno ricorderà anche i suoi discorsi brucianti, atti a rinforzare il morale delle truppe contro i nazisti. Ma la sua storia non è sempre stata così sgargiante.
La sua nascita lo vide come parte dell’elite inglese vittoriana, dominatrice dei mari e colonizzatrice. Gli anni dell’adolescenza sono passati a studiare in modo incostante, quasi capriccioso, con un focus solo nelle materie che gli interessavano di più, ovvero letteratura inglese e storia. Non a caso, entrambe queste materie gli saranno fondamentali per i futuri successi personali.

L’entrata all’accademia militare, dopo tre tentativi, lo porterà a Cuba, colonia spagnola e sua prima dimostrazione di valore sul campo, per la quale riceverà anche una decorazione militare. Inizierà poi, dopo un periodo di presidio in India, a lavorare come giornalista per il Daily Telegraph, come corrispondente di guerra e attivo partecipante nelle campagne militari inglesi.
Tuttavia, il suo stile di vita, finora abbastanza ricco e degno di un erede dell’elite britannica, mal si addiceva alla frugale vita da ufficiale dell’esercito. Inoltre, tutti i suoi pezzi da corrispondente di guerra e tutte le sue azioni militari erano frutto di disobbedienza e critica aperta ai vertici, cosa che rendeva disfunzionale il suo rapporto con l’esercito. Winston Churchill, tuttavia, non si era mai posto troppi problemi in merito, e anche per questo suo modo di fare abbandonerà la vita militare.
Ed è da là che inizierà la sua carriera politica, che durerà per più di 50 anni, salvo brevi periodi di pausa. Già nell’esercito, però, aveva dimostrato una certa incapacità di rispettare i dettami della sua posizione, maniera di vivere che porterà avanti anche nella politica, quando abbandonerà i conservatori in seguito a un piano di legge protezionista da lui non condiviso. La sua carriera politica coi liberali, a fianco del nuovo alleato e amico David Lloyd George, radicale, sarà piena di riforme sul lavoro, che gli varranno molte antipatie tra i suoi vecchi alleati e anche nella famiglia.
Ma è grazie alle due guerre mondiali che si vedrà davvero l’acume politico della sua figura, tra luci e ombre: nella Prima guerra mondiale, riesce a migliorare la flotta britannica, e soprattutto a spingere su numerose innovazioni militari, tra cui l’uso dell’aviazione, mentre cercava invano di raggiungere un accordo con la Germania espansionista di Guglielmo II. Tuttavia, commette alcuni errori clamorosi, come la campagna nei Dardanelli contro la Turchia, alleata tedesca dell’epoca, che gli varranno anni bui lontani dalla politica attiva.
In seguito, sarà uno dei primi a riconoscere la minaccia della Germania di Adolf Hitler, ben prima di molti altri, ma verrà ignorato dal governo di Neville Chamberlain, finchè la situazione non precipita e l’esercito tedesco si trova alle porte dell’Inghilterra. Winston Churchill, che al tempo aveva 65 anni, raggiunge probabilmente il suo apice politico, diventando primo ministro nel 1940 e portando avanti il titolo stando in mezzo alla gente, cosa che effettivamente gli permise di mantenere la popolarità nonostante le numerose sconfitte militari ed economiche.
Ed è qui che, all’università di Zurigo, in un discorso successivo al suo primo mandato, inizia a parlare di un concetto di Stati Uniti d’Europa, un’idea di unione oltre gli astii locali e i tentativi di supremazia. Proprio questa idea lo porterà a partecipare alla prima riunione del Consiglio d’Europa, nel 1949, e sarà sempre la sua figura a presentare il concetto di un esercito europeo, anche oggi più volte considerato come concetto cardine del futuro dell’attuale Unione Europea.
Sarà anche in grado di predire la reazione di Stalin alla fine della eventuale vittoria contro i nazisti, laddove anche Franklin Delano Roosevelt aveva creduto alle promesse del leader sovietico che i territori liberati sarebbero stati “democraticizzati”; e sarà lo stesso Churchill a parlare, dopo altri, della cosiddetta Iron Curtain (cortina di ferro) comunista e di come sarebbe arrivata fino al cuore dell’Europa, passando dalla creazione di stati satellite sotto l’egida russa fino alla creazione non preventivata del patto di Varsavia nel 1955, in risposta alla NATO.
Intanto, rieletto a ben 76 anni, Winston Churchill si trova a governare per altri quattro anni, dal 1951 al 1955. Aveva tuttavia preso le redini di una Gran Bretagna ancora alle prese con la ricostruzione del dopoguerra, e ormai priva del prestigio originale, tanto che i suoi tentativi di mediare la possibilità di uno scontro nucleare tra la Russia di Stalin e gli Stati Uniti sotto il presidente americano Eisenhower falliscono. Si dimetterà di fronte a una giovane Elisabetta II nel 1955, due anni dopo aver conseguito il Nobel per la letteratura. Morirà poi nel 1965.
La storia di Churchill, tuttavia, non si limitava solo alla vita politica: tanti sono stati e sono i lati oscuri di questa figura così riconosciuta a livello storico, come la sua avversione al femminismo delle suffragette o il tentativo di mantenere una supremazia britannica anche a costo di stragi di civili, come nel caso dell’India. Bisogna però ricordare la sua figura in tutte le sue sfaccettature, e riconoscere anche i meriti di questo personaggio che, nel bene e nel male, è comunque degno di essere citato anche oggi per le sue idee all’avanguardia.


