La fine di un’era: Rafael Nadal si ritira

La fine di un’era: Rafael Nadal si ritira

Lo scorso giovedì, Rafael Nadal ha annunciato il ritiro con un video diffuso sui social: “È stata una decisione difficile, ma tutto ha un inizio e una fine. Credo sia il momento giusto di chiudere la mia carriera”. L’ultimo torneo dello spagnolo sarà la Final 8 di Coppa Davis a Malaga.


Con gli occhi lucidi e il sorriso sulle labbra, Rafael Nadal chiude la sua incredibile storia con il tennis giocato. Si tratta della fine anche di un’era: quella in cui con Roger Federer e Novak Djokovic ha costituito una triade di livello assoluto. Il mondo del tennis quindi, dopo l’addio dello svizzero due anni fa, perde un altro pezzo: un ritiro quello dello spagnolo, a 38 anni, dopo un anno davvero complicato, pieno di infortuni e condizioni non ottimali. L’ultima gara – coincidenza? – sarà proprio alle Finals di Coppa Davis a Malaga, a novembre. «E’ un cerchio che si chiude – ha detto lo spagnolo – Sono contento che l’ultima apparizione sarà con la maglia della mia nazionale».

Dai primi inizi ad oggi

Vent’anni fa un allora diciottenne Nadal, con la nazionale degli iberici, metteva le mani sulla prima delle sue cinque insalatiere ottenute in carriera. Numeri da capogiro quelli del mancino maiorchino di Manacor, nato nelle Baleari 38 anni fa, e sempre rimasto legatissimo al suo paese dove ha lasciato la residenza e ha messo su una Academy del tennis per giovani di talento.

Quando si è presentato al mondo del tennis, Rafa Nadal portava dei pantaloncini lunghi fino a sotto al ginocchio e delle canotte pensate apposta per rimarcare i mostruosi bicipiti (soprattutto il sinistro). Un ragazzino che correva da una parte all’altra del campo, portando dei colpi con il suo dritto arrotato di una potenza incredibile e urlando dopo ogni punto con il pugno rivolto al viso. Un mix di grinta, potenza e tecnica. L’ideale perfetto di avversario da opporre a Roger Federer, prototipo del tennista elegante e di classe che stava cominciando a imporre la sua egemonia nel circuito. Questo pareva destinato a diventare Nadal, un eterno secondo, senza i mezzi tecnici per diventare primo e interrompere il dominio di Federer. Quasi due decenni dopo – il primo trofeo è arrivato nel lontano 2005 –  la sua carriera ha stravolto questo destino e trasformato Nadal in una leggenda dello sport.

Lavoro, lavoro e lavoro. Un’ossessione continua la sua, di migliorarsi sempre soprattutto a livello fisico – mettendo di lato a volte infatti la tecnica – potrebbe essere un esempio della caratteristica principale di Nadal. L’ascesa, la carriera e i trofei dello spagnolo raccontano come il mancino di Malaga abbia così coltivato il talento. Se Federer è stato infatti baciato dal Dio della racchetta, Nadal ha ricevuto in dono una inesauribile dedizione per il lavoro. Un’ innata capacità fatta di sacrifici, umiltà e abnegazione, che lo hanno reso un modello e una fonte di ispirazione per intere nuove generazioni di atleti di tutti gli sport.

Una qualità che sicuramente gli ha permesso il superamento di numerosi infortuni e periodi di crisi fisica, che avrebbero potuto mettere anticipatamente fine alla sua carriera. Ma il suo corpo a lungo andare, ne ha pagato dazio e di conseguenza modo di gioco. L’ultimo Nadal vincente infatti risale a Parigi 2022, con un tennis totalmente diverso. Quel ragazzo tutto corsa, potenza e top spin nel tempo ha saputo diventare un giocatore completo, fortissimo anche a rete, capace di giocare in mille modi diversi e di accorciare gli scambi quando necessario.

I numeri e i successi

I numeri della carriera di Rafa sono impressionanti e anche loro testimoniano una grandezza che ha superato ogni aspettativa iniziale. Con 22 titoli del Grande Slam, di cui ben 14 conquistati al Roland Garros, Nadal ha dimostrato una longevità e una capacità di adattarsi uniche nel panorama del tennis mondiale. Nessuno prima di lui ha dominato la terra rossa con la stessa costanza, tanto da guadagnarsi il titolo di “Re della Terra”. Ma oggi  limitarsi a definirlo un giocatore da terra battuta sarebbe davvero riduttivo.

Nadal infatti ha vinto due volte a Wimbledon, quattro volte agli US Open e due volte agli Australian Open. Inoltre, ha conquistato l’oro olimpico sia in singolare (Pechino 2008) sia in doppio (Rio 2016). 92 titoli ATP e a livello di Masters 1000, è il giocatore con il maggior numero di vittorie, avendo sollevato 36 trofei. Il tutto coronato da cinque stagioni come numero uno del mondo. Numeri appunto che ad oggi lo rappresentatno come una leggenda nel mondo del tennis.

Come detto poc’anzi, l’umiltà di pensare sempre come migliorare, a lavorare costantemente, lo hanno sempre contraddistinto rispetto ai suoi amici/rivali. Un’attitudine che gli ha permesso di vincere anche nell’epoca in cui hanno giocato il giocatore più forte della storia (Roger Federer) e il giocatore più vincente della storia (Novak Djokovic). Il confronto con questi giganti del tennis è infatti divenuto inevitabile. Gi scontri con entrambi, sono diventate epiche battaglie sportive. Contro Federer, ha spesso avuto la meglio negli scontri diretti, specialmente sulla terra, ma ha saputo imporsi anche sull’erba di Wimbledon, come nella finale del 2008. Un match leggendario, considerato da molti come la più grande partita di tennis di tutti i tempi.

Con Djokovic invece, il confronto è stato altrettanto acceso: il serbo ha più vittorie complessive, ma Nadal ha saputo prevalere nei match chiave, specialmente al Roland Garros. Di fronte a questi due, il destino aveva nuovamente confinato Nadal al ruolo di eterno secondo. Lui, mattoncino dopo mattoncino, ha piegato questo destino al suo volere. Ad oggi comunque resta l’unico giocatore ad aver vinto almeno un titolo del Grande Slam in 15 stagioni.

Non ha mai mollato, per 20 anni. Ci ha messo infatti un po’ anche a dire basta. Adesso però è giunto il momento di congedarsi – di appendere come si dice in gergo, la racchetta al chiodo – la strada però che ha tracciato Nadal è ben salda : Sinner e Alcaraz, due dei futuri nuovi campioncini del circuito, la conoscono e la stanno già percorrendo.

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