Primo Maggio: vorremmo festeggiare il diritto a restare vivi e in buona salute

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In questo Primo Maggio, festeggiamo, come ogni anno, tra concertoni e cortei, i diritti di tutti i lavoratori, quelli che abbiamo acquisito in secoli di lotte. La Festa dei Lavoratori, però, dovrebbe anche essere un’occasione per riflettere sui diritti che non tutti riescono a raggiungere, e su quelli che non sempre siamo in grado di tutelare.


Nel solo 2023 sono state ben 1.467 le persone che hanno perso la vita sul posto di lavoro in Italia e il 2024, a soli 4 mesi dal suo inizio, si preannuncia già uno dei più tristi per morti bianche e uno dei più preoccupanti per denunce di infortuni sul lavoro. Eppure non è solo la salute fisica ad essere in pericolo, anche la salute mentale degli italiani sta subendo gravi minancce.

Le morti bianche

Secondo l’Osservatorio Nazionale di Bologna Morti sul Lavoro, dal Primo gennaio 2008 al 31 dicembre 2023, in Italia, il numero di morti sul lavoro ha raggiunto la drammatica cifra di 21.050. Circa la metà di queste tragedie, pari a 10.474, sono state causate da infortuni avvenuti direttamente sul luogo di lavoro, mentre tutte le altre sono avvenute per incidenti stradali o durante gli spostamenti per lavoro. Questo numero potrebbe sottostimare la vera portata della tragedia, poichè tutte le morti figlie di lavoro nero, non sono stimabili.

È allarmante notare che nonostante gli anni trascorsi, non sono stati raggiunti obiettivi concreti per migliorare la sicurezza sul lavoro in Italia. La media delle vittime è rimasta sostanzialmente invariata rispetto a quindici anni fa e sembra addirittura in crescita se si considera solamente il 2023, nonostante i dati ufficiali abbiano indicato una diminuzione delle tragedie.

Questo scenario sottolinea l’urgente necessità di adottare misure efficaci per garantire la sicurezza dei lavoratori sul territorio italiano e prevenire ulteriori perdite di vite umane.

Gli infortuni sul lavoro

I dati INAIL, invece, mostrano come le denunce di infortunio sul lavoro presentate nel solo mese di gennaio 2024 abbiano raggiunto quota 42.166, registrando un incremento del 6,8% rispetto alle 39.493 denunce del medesimo periodo nel 2023. 

Nel mese di gennaio 2024, le denunce di infortunio sul lavoro presentate all’INAIL hanno raggiunto quota 42.166, mostrando un aumento del 6,8% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente, quando le denunce ammontavano a 39.493.

Anche questi dati, come è evidente, richiamano l’importanza di un continuo impegno nel miglioramento delle condizioni di sicurezza sul lavoro e durante gli spostamenti, al fine di ridurre gli incidenti e garantire la protezione dei lavoratori.

Stress e burn-out per due lavoratori su tre

Non solo danni fisici, ma ancora di più quelli legati alla salute mentale dei cosiddetti colletti bianchi.

In Italia, la metà della popolazione combatte silenziosamente contro i problemi legati al malessere mentale associato al proprio lavoro, mentre il 70% si trova ad affrontare stress e burnout. Un considerevole 13% ammette di aver sperimentato questi fenomeni in modo particolarmente intenso. Eppure, nonostante la diffusione di questi malesseri, solo la metà delle persone che ne soffre si sentono a proprio agio nel parlare di ansia e stress legati al lavoro.

In questa giornata di festa, è giusto ricordare quanto le lotte per i diritti dei lavoratori siano state cruciali per il mondo che viviamo oggi, ma dobbiamo tenere a mente l’importanza di conoscere e lottare per tutti i nostri diritti, primi fra tutti quello alla vita e alla buona salute.

Il primo maggio 2024, a centotrentaquattro anni dall’istituzione di questa festa, non possiamo accettare di dover scegliere tra lavorare e vivere una vita lunga e felice.

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