Striscia di Gaza, alcune informazioni per capire cosa sta accadendo tra Israele e Palestina
La striscia di Gaza è un lembo di terra stretto tra Israele, Egitto e il mar Mediterraneo. È grande circa 360 km², che lo rende poco più piccolo della provincia di Monza e Brianza. È una delle aree più densamente popolate al mondo e ospita circa 2,4 milioni di palestinesi.
Il tasso di disoccupazione è altissimo, circa il 40%, che aumenta ancora di più se si guarda la disoccupazione giovanile, stimata da alcuni a circa il 65%.
Nel 2007, dopo una lotta intestina alla scena politica palestinese, Hamas prende il controllo della striscia e da allora, di fatto, Israele pone l’intera striscia ai suoi abitanti sotto un embargo (17 anni). Israele controlla in maniera molto precisa il movimento di persone e merci da e verso la striscia, controlla anche lo spazio aereo e i confini marittimi.
Negli ultimi anni abbiamo visto diverse operazioni militari israeliane nella regione e a pagarne il prezzo è sempre stata la popolazione civile palestinese, che purtroppo sta subendo un prezzo ancora più alto, un massacro indiscriminato, da più di quattro mesi.

Più di 21.672 palestinesi e 1.200 israeliani uccisi; feriti 56.165 abitanti della Striscia di Gaza e 5.431 di Israele. Quasi 2 milioni di sfollati interni a Gaza. Il bilancio delle vittime e la situazione umanitaria nella Striscia sono drammatici e continuano a peggiorare mentre il conflitto rischia sempre più concretamente di estendersi a tutta la regione. Dopo la breve tregua c’è stata una nuova escalation di violenza con attacchi armati via terra e via aerea.
Le risoluzioni Onu per un cessate il fuoco sono state rigettate con astensioni e voti contrari. L’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una delibera per il cessate il fuoco per motivi umanitari dalla quale l’Italia si è astenuta. L’unica risoluzione approvata da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, il 22 dicembre scorso, ha previsto l’invio di aiuti umanitari a Gaza ma non la cessazione dei combattimenti.
Le condizioni di vita degli abitanti della Striscia sono catastrofiche: i civili non possono mettersi in salvo fuggendo dalle città evacuate verso un confine da cui è impossibile uscire. I campi profughi sono bombardati. La popolazione non ha accesso all’assistenza sanitaria perché le strutture sanitarie sono state colpite e non ci sono rifornimenti di medicinali e materiale sanitario disponibili. Secondo Emergency, oggi solo tredici ospedali su trentasei funzionano parzialmente in tutta la Striscia, con reparti di degenza affollati al 200%.


