Moda, erotismo e femminismo in mostra a Milano con Helmut Newton per i suoi 100 anni

Attraverso 250 fotografie, riviste, documenti e video l’intera carriera di Helmut Newton, uno dei fotografi più amati e discussi di tutti i tempi, arriva per la prima volta a Milano.


In Italia per la prima volta vengono presentate le immagini iconiche del famoso fotografo Helmut Newton insieme a una serie di scatti inediti che pongono l’accento sui servizi di moda più anticonvenzionali. La mostra tenta di ripercorrere il momento creativo dell’artista attraverso le sue polaroid e di ricostruire, attraverso fonti indirette, il contesto in cui suoi scatti hanno trovato ispirazione.

Il Comune di Milano in collaborazione con la Helmut Newton Foundation di Berlino ha deciso di festeggiare i 100 anni di Helmut Newton con una esposizione curata da Matthias Harder, direttore della Helmut Newton Foundation, e da Denis Curti direttore artistico de Le Stanze della Fotografia a Venezia.

L’esposizione è stata un evento di rilievo all’interno della Milano Art Week (che si è svolta a Milano tra l’11 e il 16 aprile 2023) ed è stata coordinata dall’Assessorato alla Cultura di Milano, in collaborazione con miart, la fiera internazionale d’arte moderna e contemporanea di Milano. La mostra, dopo essere passata da Berlino e Vienna, è approdata a Milano a Palazzo Reale e sarà visitabile fino al 25 giugno, per poi arrivare a Venezia e Roma.

Il percorso

Il percorso si articola in maniera cronologica raccontando l’evoluzione della carriera di Newton attraverso i suoi scatti.

Si parte dai primi anni in Australia, sono gli anni della fuga (siamo negli anni della persecuzione degli ebrei) ma anche gli anni dell’infatuazione amorosa con l’attrice June Brunell, sua musa e fotografa, nonché sua futura moglie. Alice Springs, è lo pseudonimo che usava la Brunell, fedele compagna di vita del fotografo.

Si prosegue il percorso attraverso gli anni ‘60, ossia gli anni dell’affermazione professionale, la giovane coppia si trasferisce a Parigi, dove Helmut Newton inizia a collaborare con testate come Vogue Paris, Elle France e designer come André Courrèges e Yves Saint Laurent. Sono questi gli anni di maggiore espressione artistica attraverso cui Newton riesce a dar voce alla rivoluzione sessuale di fine decennio scardinando i codici della fotografia di moda tradizionale e ridefiniscono i limiti sociali e morali dell’epoca.

La conferma della genialità dell’artista arriva negli anni ‘80, con l’innovativa serie Naked and Dressed: un nuovo concetto visivo che consiste nel far posare, in posture identiche, gli stessi modelli nudi e poi vestiti, a cui si affiancano i Big nudes, foto di nudo a grandezza naturale.

Le tappe principali vengono ripercorse attraverso la moda dando rilievo al nudo, alla forza del ritratto, ma anche ai dettagli come tacchi, lingerie, collant, rossetti e pellicce, temi ricorrenti che attraversano tutte le stanze della mostra.

L’artista

Helmut Newton si definiva professional voyeur. La fotografia per lui era seduzione, provocazione e voyeurismo. Credeva che in uno scatto si potesse celare un dialogo erotico tra soggetto e oggetto. Newton ha ribaltato il focus della fotografia nella moda dal vestito al corpo. In altre parole il corpo da mero supporto diviene protagonista della scena. È stato uno dei primi fotografi a uscire dalla pagina delle riviste di moda e far esplodere il suo modo di vedere il mondo attraverso la lente anche in altri canali, come mostre e musei.

La sua passione ha inizio a soli otto anni, quando con il fratello maggiore fa una visita in un quartiere a luci rosse nel quale incontra la famosa Red Erna, una prostituta che solitamente lavorava abbigliata con stivali alti fino al ginocchio e frusta. Un incontro che, probabilmente, influenzerà successivamente molte delle sue fantasie fotografiche. Il primo contatto vero e proprio con la fotografia avviene a 12 anni quando, con i suoi risparmi, acquista la prima macchina fotografica.

Si approccia alla pellicola con più impegno a 16 anni come assistente di Yva, una fotografa di moda a Berlino, città dove Newton è nato. Da quel momento la sua storia d’amore con la pellicola non è mai finita.

Il suo principale interesse come spesso ha dichiarato è l’esteriorità del corpo dei suoi soggetti, l’espressione del viso e il rapporto con lo spazio nel quale vengono ripresi. Protagoniste delle immagini sono modelle alte, giunoniche, imponenti, sensuali ed allo stesso tempo fredde. Gelide protagoniste di storie costruite in eleganti ambienti alto borghesi.

Le modelle negli scatti di Newton non pongono attenzione all’obiettivo, sono attrici di situazioni che si rifanno all’iconografia noir e mettono in fila una serie di provocazioni e ammiccamenti erotici.

Newton porta nei suoi scatti un certo realismo pur contemplando una forte componente onirica, conservando ambientazioni da sogno, corpi statuari, contesti di ricchezza ed eleganza quasi sublimati e separati dal soggetto, ma che nell’insieme riescono a creare un perfetto connubio fra realtà e immaginazione.

Acclamato e osannato come un genio per l’uso innovativo, provocatorio ed elegante del linguaggio fotografico, è stato accusato di razzismo e misoginia dai suoi detrattori. Accuse che l’artista ha smentito più volte dichiarandosi contro qualsiasi disparità di genere e soprattutto sottolineando la sua volontà di mettere le donne sempre come parte attiva della scena e, addirittura, molto spesso in una posizione di dominio.

Helmut Newton compie 100 anni

Oggi in occasione del suo centenario (avvenuto nel 2020 ma la manifestazione è stata rimandata a causa della pandemia) hanno voluto dedicare un intero percorso itinerante nelle principali città capaci di dargli rilievo.

Di Helmut Newton è stato detto che ha rivoluzionato il modo di mostrare la moda, di rappresentarla attraverso l’obiettivo, ma anche che era un misogino e che i suoi lavori hanno superato qualsiasi limite del decoro; ciò che è certo è che Helmut Newton ha cercato il limite solo per rimanerne coinvolto e superarlo.

Il viaggio di Newton si interrompe, con uno schianto fatale su un muro di contenimento del Sunset Boulevard di Los Angeles il 23 gennaio del 2004, lasciando in eredità al mondo della moda e della fotografia uno scorcio senza eguali.

Immagine in copertina Flickr


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Simona Di Gregorio

Grazie allo sport ho scoperto che l’unione fa davvero la forza. Qual è la frase che mi rappresenta? "Insisti, resisti, raggiungi e conquisti" (Trilussa).