Ondina Valla, orgoglio azzurro degli anni Trenta

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Il 6 agosto 1936, alle Olimpiadi di Berlino, Ondina Valla vinse la finale degli 80 metri ostacoli, diventando la prima donna italiana a ottenere una medaglia d’oro ai Giochi olimpici. 


Nata Trebisonda, ma ribattezzata Ondina dai familiari e da coloro i quali ne seguivano le vicende sportive, la vittoria di Ondina Valla alle Olimpiadi di Berlino del 1936 – a distanza di 85 anni – ci ricorda con una punta di orgoglio nazionale quanto il mondo abbia bisogno di non dimenticare certe storie, soprattutto in seguito agli avvenimenti degli ultimi giorni

Ondina Valla nasce a Bologna il 20 maggio 1916, unica figlia femmina di cinque fratelli. La sua carriera sportiva sembra essere segnata fin dall’età di undici anni, quando il campione italiano della staffetta 4×400, Francesco Vittorio Costa, ne nota l’agilità durante lo svolgimento della “Coppa Bologna”. Le sue specialità sono quelle dell’atletica leggera: corsa a ostacoli, 50 metri piani, 100 metri piani, salto in lungo e salto in alto. 

Ondina cresce sulla pista, prende immediatamente confidenza con il mondo dello sport e la sensazione della vittoria, conoscendo però anche la rivalità tra avversarie. Nel 1929, durante una delle primissime gare della sua carriera, svoltasi allo Stadio Littoriale, conosce – o, per meglio dire, si scontra con la prestanza atletica di – Claudia Testoni, contro la quale gareggerà in molteplici occasioni, tra cui la famosa Olimpiade di Berlino. 

Le due atlete, nel corso della loro lunga carriera, furono spesso contendenti ma mai nemiche, incarnando l’ideale di sana competizione. Alla scomparsa della Testoni, avvenuta nel 1998, Ondina Valla dichiarerà: «pensare a Claudia è pensare alle cose più belle della mia vita». 

L’Olimpiade del 1936

I numerosi successi ottenuti, a livello italiano e internazionale, portarono Ondina Valla a conquistarsi di diritto un posto nella nazionale femminile in occasione delle Olimpiadi di Berlino del 1936. In verità l’atleta, appena sedicenne, era già stata selezionata per i giochi olimpici di Los Angeles del 1932, conquistando il primato italiano negli 80 metri ostacoli. Tuttavia, la fiera opposizione del Vaticano, nella persona di Papa Pio XI, le impedì di compiere l’impresa. Valla sarebbe stata infatti l’unica donna in una squadra tutta al maschile e avrebbe dovuto gareggiare con la divisa composta da maglietta e pantaloncini, elemento considerato sconveniente dalla Curia. 

Nonostante la delusione cocente, Ondina continua ad allenarsi e a conquistare titoli su titoli. La consacrazione come velocista olimpionica arriva in occasione della manifestazione più controversa dall’inizio dei Giochi. L’evento del 1936 è la prima Olimpiade del regime nazista, fortemente voluta a Berlino dalla dittatura tedesca, che si rivelerà – proprio per le contingenze storiche accorse – ricca di eventi umani significativi.

La vittoria di Ondina Valla arriva al fotofinish. Partita dalla quinta corsia, taglia il traguardo quasi contemporaneamente alle rivali Testoni, Steuer e Taylor. In particolare, la tedesca Anni Steuer, considerata la super favorita, dovette arrendersi per soli 61 millesimi di secondo all’atleta italiana. Con un tempo di 11”7, Ondina conquistò la medaglia d’oro, prima donna italiana a centrare questo obiettivo ai Giochi olimpici. 

ondina valla
Le sfidanti degli 80 metri ostacoli di Berlino ’36.

La vittoria (non solo sportiva) di Ondina Valla

L’enorme successo, faticosamente raggiunto in pista, portò Ondina Valla a diventare un esempio nel mondo. Tuttavia, questa vittoria spaccò l’Italia in due parti: da un lato, chi condivideva l’approccio del Vaticano alla questione sportiva femminile; dall’altro, chi riteneva che fosse giunto il momento per le donne di esprimere sé stesse anche attraverso l’affermazione nel mondo dello sport. 

Nonostante siano passati più di ottant’anni, nei confronti dello sport femminile esiste ancora una forma di pregiudizio strisciante che spesso si manifesta in esternazioni verbalmente violente e prive di qualsiasi fondamento. Sono stati compiuti molti passi avanti, ma alle donne non è ancora stata data la possibilità di occupare quel posto che spetta loro accanto ai colleghi uomini. Il primato di Ondina Valla deve ricordarci che lo sport non è una questione di genere ma rappresenta una possibilità per chiunque voglia approcciarvisi.


Sara Sucato

Siciliana, attivista per i diritti umani, mi piace definirmi "Life enthusiast". Sempre alla ricerca di qualcosa di cui parlare (e di qualcuno che mi ascolti).

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