Euro 2020 ha già il suo vincitore: Christian Eriksen

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Iniziati venerdì sera con la vittoria dell’Italia sulla Turchia, i campionati europei di calcio hanno vissuto sabato pomeriggio momenti di enorme paura, per via del malore che ha colpito il centrocampista danese Christian Eriksen.


Quella iniziata venerdì sera è l’edizione numero sedici dei campionati europei di calcio. Il torneo si sarebbe dovuto disputare l’anno scorso, ma è stato rinviato di dodici mesi per poter completare i campionati nazionali e le coppe europee della passata stagione, sospesi a causa della pandemia. La partita inaugurale, giocata allo stadio Olimpico di Roma, ha visto l’Italia sbarazzarsi della Turchia con un netto 3–0, frutto di un’autorete e delle marcature di Ciro Immobile e di Lorenzo Insigne, segnate tutte nella ripresa.

Gli azzurri di Roberto Mancini sono già in testa al gruppo A, grazie al pareggio (1a1) tra Galles e Svizzera. Se mercoledì prossimo l’Italia supererà anche la Svizzera, otterrà la qualificazione agli ottavi di finale, altrimenti dovrà attendere l’ultimo match del girone, contro il Galles, in programma domenica 20. 

Christian Eriksen, tragedia sfiorata 

L’evento che ha già caratterizzato, anche se in negativo, questa edizione dei campionati europei è avvenuto in occasione della prima gara del gruppo B, quella tra Danimarca e Finlandia. Si gioca al Parken Stadium di Copenaghen e al minuto 43, sul risultato di 0–0, il centrocampista danese Christian Eriksen si accascia al suolo improvvisamente. Bastano pochi secondi per rendersi conto che si tratta di qualcosa di molto grave, che travalica l’ordinario sviluppo di una partita di calcio. Il numero 10 della Danimarca, calciatore dell’Inter, rimane a terra privo di conoscenza, tra lo sgomento generale di compagni di squadra e avversari. 

Il silenzio assordante del pubblico presente sugli spalti accompagna i soccorsi disperati da parte dello staff sanitario. Il primo intervento, probabilmente decisivo, è quello di Simon Kjaer, capitano della nazionale danese, che avrebbe liberato le vie respiratorie del compagno, dopo averlo girato su un fianco, favorendo così le operazioni successive dei medici. Sono minuti interminabili quelli che intercorrono tra il malore di Eriksen e la sua uscita in barella per il trasferimento al Rigshospitalet. 

Emblematiche e destinate a fare il giro del mondo le immagini che scandiscono in sequenza quel quarto d’ora angosciante, durante il quale un ragazzo di ventinove anni lottava tra la vita e la morte. La compagna di Eriksen, Sabrina Kvist Jensen, scesa in campo in preda alla disperazione, viene consolata dallo stesso Kjaer e dal portiere Kasper Schmeichel. Tutta la squadra danese, sconvolta e impaurita, si dispone attorno al corpo del compagno mentre gli vengono praticati i provvidenziali massaggi cardiaci, quindi lo accompagna fino all’uscita dal rettangolo di gioco, proteggendone la privacy in quei frangenti convulsi. 

Il mondo del calcio teme il ripetersi di una tragedia che in passato ha visto tristemente protagonisti giocatori come Renato Curi, Marc-Vivien Foé, Piermario Morosini e Antonio Puerta. Fortunatamente le prime notizie che trapelano sulle condizioni di salute di Eriksen tranquillizzano tutti: il calciatore non è in pericolo di vita, è cosciente e in grado di parlare. 

Non è soltanto un gioco 

Per la cronaca, l’incontro tra Danimarca e Finlandia viene ripreso alle 20 e 30, a partire dal 43esimo minuto del primo tempo, quando era stato interrotto. La vittoria ottenuta sul campo dai finlandesi vale per la loro storia, essendo all’esordio assoluto nella manifestazione continentale, nonché per la classifica del gruppo B. Quello che conta di più è il tributo di entrambe le tifoserie, che si alternano a scandire nome e cognome di Christian Eriksen, in uno scenario da brividi. Encomiabile anche il comportamento dell’attaccante finlandese, Joel Pohjanpalo, autore della rete decisiva, che ha contenuto al minimo la sua esultanza. 

Numerosissimi sono stati gli attestati di affetto e di solidarietà da parte di tutti i calciatori, a partire dagli attuali compagni di club dell’Inter, Romelu Lukaku e Achraf Hakimi, che gli hanno dedicato l’esultanza dopo una rete segnata. Al momento non sappiamo come evolverà il quadro clinico di Eriksen e persistono forti perplessità sul prosieguo della sua carriera agonistica. 

Sicuramente il sostegno di tutto il mondo del calcio nei suoi confronti dimostra ancora una volta come, al di là delle competizioni, dei risultati e degli interessi economici, quello del pallone non può essere considerato soltanto un gioco. Euro 2020 andrà avanti fino all’atto conclusivo, che si disputerà allo stadio Wembley di Londra, domenica 11 luglio, ma la vittoria più importante è quella già ottenuta da Christian Eriksen, che ha vinto la partita della vita. 


Francesco Polizzotto

Direttore editoriale di Eco Internazionale, responsabile "Storie di Sport". Tra le mie passioni segnalo la storia, il giornalismo ed il Milan. Sono strano, sono di destra ma ho anche dei difetti.

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