Carne sintetica e non, quanto ne sappiamo?

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Il mercato alimentare ha i riflettori puntati, soprattutto se teniamo conto di quanto l’industria del bestiame impatti sull’ambiente. Sulla carne sintetica, o “fake meat”, si rivelano desideri in crescita, ma la parola «burger» non sarà fuorviante se poi ciò che addentiamo è fatto di seitan e non di carne?


Si è iniziato a parlare di carne sintetica quando il nostro pianeta ci ha presentato il conto di quanto costi, in termini di impatto ambientale, l’industria del bestiame. Il rapporto condotto da Chatham House, ONG britannica, mostra come gli allevamenti hanno emissioni di metano che rimangono nell’atmosfera per 12 anni, mentre quelli di CO2 per millenni.

Non si parla solo di carne, prevalentemente bovina, ma anche dei suoi derivati e dell’acquacoltura. Gli ettari di terra destinati ad allevamenti intensivi sono soggetti a deforestazione, mentre altri a coltura estensiva e a produzione di mangime per il quale serve un ingente uso d’acqua.

Perciò, nella prospettiva di un futuro cruelty-free, si è ripensato a un modo diverso di produrre cibo e di nutrirsi; è stata aperta la strada a cibi cosiddetti fake meat, ovvero alternative proteiche di natura vegetale derivanti dai legumi, dal seitan o dalla soia, ad esempio, oppure carne in provetta, meglio conosciuta come carne sintetica.

Il processo di creazione della carne in laboratorio può apparire pressoché semplice: dai tessuti animali vengono ricavate delle cellule staminali che si differenziano in fibre fino a dar vita a tessuto muscolare, che verrà successivamente aromatizzato e  sarà pronto alla vendita. Esiste anche l’alternativa al pesce, coltivato in laboratorio, cellula per cellula.  

Secondo un report elaborato dal World Economic Forum, lo sviluppo di cibi sostituti sta attirando la domanda nutrizionale di miliardi di persone; inoltre, godere di  alternative alla carne può avere risvolti positivi sia per la salute dell’uomo che per l‘ambiente.

Beyond Meat è un’azienda che ha lanciato la campagnaThe Future of Protein” con l’obiettivo di  immettere sul mercato prodotti, come hamburger o salsicce, di provenienza vegetale. L’apporto proteico proviene da prodotti come barbabietole, riso, piselli, fave, e olii vegetali che donano al cibo maggior gusto. Inoltre, hanno meno quantità di colesterolo e grassi grazie all’assenza di antibiotici. Nel panorama americano sbarca anche The Vegetarian Butcher un’azienda che ha inserito nei menù di Burger King i Rebel Whopper, burger la cui carne è figlia di grano e soia.

carne sintetica

Nel 2020, secondo Legambiente, Singapore ha autorizzato la vendita di bocconcini di pollo in carne sintetica, mentre nell’anno corrente in Israele viene inaugurato The Chicken, un locale dal menù a base di carne in provetta, venduta a prezzi inferiori a quelli ordinari.

La parola burger non vuole lanciare un messaggio fuorviante, il cosiddetto «meat sounding», e non vuole essere ingannevole per le aspettative di chi sta addentando quello che pensa essere un panino con carne ma scopre di gustare il corrispondente a base di soia o piselli. 

Il messaggio dovrebbe essere chiaro per il consumatore al fine di illustrare sia il contenuto del prodotto che i suoi valori nutrizionali, planando su ogni papabile strategia di marketing. Il fake meat si conferma un desiderio in crescita, complice anche la moda vegan utile a creare un’alternativa all’industria alimentare animale e limitarne il consumo.

carne sintetica

Il pattern della cultura alimentare è fatta di cibi a basso costo che contemplano sistemi di produzione celeri, portando sulle tavole prodotti di qualità medio-scarsa non benefici per la nostra salute. La virata sintetica mira a una dieta vegetale non intrapresa con delle politiche assolutistiche che incidano negativamente sui gruppi svantaggiati del mondo che dipendono dal consumo della carne.

Eliminare dalle tavole la carne è anche una questione politica, trattata però con riluttanza. La filiera alimentare delle future generazioni sarà differente da quella delle precedenti e la carne sintetica rappresenta un mezzo per contrastare i problemi delle emissioni legati all’allevamento di animali. La questione legata ai costi però è attuale, non sempre la carne sintetica è accessibile a tutti.


Maria Martina Bonaffini

Viaggiatrice solitaria alla volta di nuove terre, mai immobile e sempre (o quasi) con l'ironia in tasca.

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