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Creepypasta e i «tapes» maledetti

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Questo secolo ci ha duramente abituati all’orrore, ma è altamente possibile che i video contenuti in questo articolo vi terranno svegli stanotte. In fondo sono solo delle creepypasta.


In questo 2020 il periodo di Halloween è particolarmente diverso e possiamo dire che tutto il 2020 può essere definito un vero e proprio incubo. Ma gli amanti di questa festa “yankee”, troveranno comunque un modo sicuro – e a norma di Dpcm – per vivere questa giornata avvolta nel terrore.

Temendo di veder spuntare fuori dalla porta di casa Mario Giordano che impugna una mazza intento a spaccare zucche, scongiuriamo questo orrore mettendo fuori dalla porta un monopattino, che secondo la leggenda, egli impugnerà per andare via lontano tra atroci urla inumane. Piaciuta questa piccola storiella, ovviamente fake? Di questo tipo e ancora più spaventose, è pieno il web: stiamo parlando delle creepypasta.

Le creepypasta sono storie originali che spesso diventano leggende metropolitane e alcune, perdendo le loro radici, diventano incubi quasi reali ed espedienti per paralizzare il lettore nel buio; come è accaduto con la storia di Slenderman (di cui poi anche il cinema si è nutrito) o, nel caso dei videogames, con Pokemon verde e il temuto livello da cui è stata creata la Sindrome di Lavandonia, che si dice abbia provocato tantissimi casi di suicidio in Giappone.

Queste storie particolarmente inquietanti spesso vengono utilizzate nella vita reale per creare giochi per nulla divertenti che, se usati contro ragazzini molto giovani, possono essere letali. Questa categoria di leggende diventa una catena pericolosa di sfide su Whatsapp: Momo ad esempio, che si rivela con un contatto sull’app, presentando un volto davvero spaventoso.

Nasce così la Momo Challenge, che incoraggia i bambini a farsi del male. Non basta bloccare Momo per fermarla e si narra che l’utente sfortunato debba cambiare proprio scheda. Per annientare definitivamente il contatto, andrebbero bloccati tutti e quattro i numeri con cui Momo contatta le proprie vittime. Non sembra che ancora questa soluzione si sia verificata. Dunque, attenzione a questi numeri, che cercando potreste trovare nel web.

Inquietante è sicuramente la faccia di Momo che vi perseguiterà nei vostri sogni, ma vi diamo la soluzione al mistero: il volto di Momo è una scultura dell’artista giapponese Keisuke Aisawa, o meglio era, perché lo scultore pare l’abbia distrutta: «Quando Momo è apparso per la prima volta, è stato positivo perché la mia opera aveva ricevuto una certa attenzione. Sono stato contento. Ma il modo in cui è stato usato poi è molto brutto. Le persone non sanno se è vero o no, ma, a quanto pare, i bambini si sono fatti male e io mi sento un po’ ‘responsabile’ per questo. Mi sento come se fossi nei guai, ma è tutto fuori dal mio controllo». Dopo aver eliminato la scultura ha dichiarato: «I bambini possono essere rassicurati Momo è morto: lei non esiste più e la maledizione è sparita». Sarà vero?

Un altro filone di creepypasta è legato a dei tape maledetti. Una delle più famose leggende è quella della puntata introvabile dei Simpson dove Bart muore. Il numero di produzione dell’episodio era 7G44, il titolo era Dead Bart e l’episodio faceva parte della prima stagione: pare che di questa puntata Matt Groening non ne abbia mai voluto parlare e a chi chiedeva informazioni su essa si dice che Groening schivasse il discorso quasi terrorizzato.

Un giorno un fan curioso che era a conoscenza di questa puntata perduta, riuscito ad avere un incontro con Groening durante un convegno, gli chiese delle informazioni a proposito del tape perduto: secondo la testimonianza del fan, l’autore impallidì e gli passò un pezzo di carta e gli chiese di non nominare mai più quell’episodio. Sul pezzo di carta era contenuto un indirizzo web dove era presente un download: era lei, la puntata perduta.

La puntata si apre, come al solito, con la famosa sigla ma l’animazione pare essere diversa, di scarsa qualità. Sembra apparentemente una puntata normale anche se i personaggi sembrano molto strani: Homer è molto nervoso, Marge depressa, Lisa ansiosa, e Bart sembra nutrire un fervente odio verso i suoi genitori. La puntata prosegue con un viaggio in aereo dove ad un certo punto Bart rompe il finestrino e viene risucchiato fuori. Quello che succede dopo ha dello sconcertante: Bart precipita inerme sfracellandosi al suolo, e il disegno che rappresenta il bambino esanime è molto realistico e terrificante (di certo lontano dallo stile del cartone animato).

Nel secondo atto si vedono Homer, Marge, Lisa e Maggie seduti attorno al tavolo visibilmente tristi, depressi e nel terzo atto, che inizia dicendo che era passato del tempo, i personaggi presentano il volto scavato e pare anche mancare il personaggio di Meggie. Qui vanno a trovare Bart al cimitero ed è qui che arriva la parte ancora più strana: oltre al fatto che il corpo di Bart giace sopra la sua tomba (sempre con quella raffigurazione angosciante) tutte le lapidi intorno hanno incisi sopra i nomi di tutte le guest star dei Simpson. Di alcune non se n’era sentito parlare nell’anno in cui venne prodotto l’episodio, altre ancora dovevano comparire. Su tutte era presente la data di morte e nelle lapidi delle star che sarebbero morte dopo la produzione di questa puntata, come Michael Jackson e George Harrison, era scritta la data esatta della loro morte. Come testimonianza dell’esistenza di questo episodio esiste un video, che avrebbe dovuto sostituire la puntata: alcune parti sembrano essere quelle di puntate messe in onda ma alcuni frammenti sono davvero inquietanti.

Sempre dal mondo dei cartoni animati arriva un’altra strana puntata e questa volta il protagonista è il famosissimo topo della Disney: Topolino. Moltissimi episodi degli anni ‘30 furono rimasterizzati in formato digitale ma uno in particolare non è mai stato pubblicato o divulgato: un corto di pochi minuti dove il topo non fa nulla di speciale, passeggia con le braccia dietro la schiena e la testa bassa, davanti a dei palazzi; Topolino appare visibilmente depresso e completamente diverso da quello a cui siamo abituati, sorridente e danzante. Una sequenza in loop che non cambia mai, fino ad arrivare ad una schermata nera. Con grande sorpresa la copia digitale che il critico cinematografico Leonard Maltin era riuscito a recapitare, durava non una manciata di minuti, ma ben 9 minuti e 4 secondi: il titolo era Suicidemouse.avi.

Maltin visionò il file nel suo studio. In seguito alla schermata nera il video in realtà continuava: il tempo girava con questa schermata sino al sesto minuto finché comparve di nuovo la sequenza, ma si presentava ben diversa. Il sottofondo musicale era anomalo: era simile a un mormorio, un pianto soffocato. Il suono aumentando di volume diventava sempre più fastidioso e indistinguibile e l’immagine strana. La scenografia prendeva direzioni surreali e Topolino cominciava a mostrare lentamente nel suo volto triste un ghigno malefico. Poi il suono si trasforma in un urlo raccapricciante, il topo comincia a perdere pezzi di faccia deformandosi e i palazzi a crollare.

Si narra che il critico lasciò la visione prima della fine perché troppo turbato e l’impiegato che terminò il video udì un suono di un carillon con un primo piano del terrificante topo. Un agente della sicurezza che era di pattuglia quel giorno riferì che dopo l’ultimo fotogramma l’impiegato, impallidito, uscì di fretta quasi inciampando. Successivamente disse per sette volte «la vera sofferenza non è ancora conosciuta», prese la pistola della stessa guardia e si suicidò.

Per quanto se ne sappia nessun altro ha mai più visto questo video, nonostante pare che qualcuno lo abbia caricato su youtube e se ne avete davvero voglia – e coraggio – potete vederlo qui. Sarà davvero lo stesso che fece impazzire l’impiegato?

Per finire parliamo di un altro video su youtube che ha preso piede ultimamente: il suo nome è Mereana Mordegard Glesgorv. Cercandolo esplicitamente non si troverà nulla, ad eccezione di un video di soli 20 secondi. In quest’ultimo sarà possibile vedere un uomo che fissandoti, privo di alcuna espressione, ghigna durante gli ultimi 2 secondi. Lo sfondo è poco chiaro, indefinibile.

Il vero video dura 2 minuti ed è stato rimosso da Youtube, dopo che 153 persone visualizzarono il filmato ed in seguito si cavarono gli occhi. Si vocifera anche che alcuni si suicidarono nei modi più vari dopo la visione. Youtube si è impegnato a ripostare lo stralcio di 20 secondi, periodicamente, per placare i curiosi ed evitare che si mettano a cercare il video originale per uploadarlo nuovamente. Ma il video è tornato. Ed è visibile. Buona lettura. E per i più coraggiosi, buona visione.


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Virginia Monteleone

Responsabile "Eco Culturale". Credo che l’arte sia una scelta di vita, e che la si sceglie in varie modi: la si fa, la si spiega, la si vende o la si compra. Io la svelo nella sua semplicità.

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